Perché investire in felicità al lavoro aumenta la produttività

Come il benessere e le emozioni positive alimentano la produzione
Di Anna Fata
felicità produttività lavoro

 

Per lavorare bene, per produrre di più in quantità e qualità esistono infinite tecniche e strategie. Obiettivi ben chiari e performanti, strategie adeguate, tecniche ineccepibili, tempi, luoghi, ruoli ben definiti sono indubbiamente indispensabili per lavorare in modo produttivo. Manca, però, in molti casi, il riferimento alla qualità interiore con cui si lavora, che, in genere, è quello che fa la differenza tra un prodotto o servizio ben fatto e un prodotto o servizio eccellente.

Il lavoro che si svolge deve poter essere sentito come un piacere, una passione, una forma di coinvolgimento, di realizzazione personale, di utilità per la società, di applicazione del proprio potenziale, di padronanza dei propri talenti e delle mansioni che si stanno eseguendo. Tutti questi elementi insieme contribuiscono a creare quella che si definisce la felicità al lavoro.

Secondo Alexander Kjerulf  i 10 motivi principali per cui la felicità al lavoro alimenta la produttività sono:

 

  1. Le persone felici lavorano meglio tra loro: le persone felici tendono a vedere il lato ludico in ogni cosa, per questo hanno anche delle buone relazioni con coloro che stanno intorno. Questo si traduce in: migliore lavoro di squadra, migliore rapporto con i collaboratori, colleghi, superiori, clienti più soddisfatti, maggiori vendite
  2. Le persone felici sono più creative: soprattutto se la produttività dipende dall’avere sempre nuove idee, è necessario essere felici al lavoro. Teresa Amabile in una ricerca ha rilevato che se si è di buon umore si è più creativi non solo quel giorno, ma anche i successivi. Questo pare che accada perché i processi cognitivi associati alle emozioni positive conducano al pensiero flessibile, fluente, originale che aiuta ad incubare nuove idee in seguito
  3. Le persone felici risolvono i problemi, anziché lamentarsene: quando non piace il proprio lavoro ogni situazione che si presenta sembra uno scoglio insormontabile. Quando, invece, si è felici, quando sorge una situazione la si affronta e basta
  4. Le persone felici hanno più energia: le persone felici hanno più energia e pertanto sono più efficaci ed efficienti al lavoro
  5. Le persone felici sono più ottimiste: le persone felici hanno un approccio più positivo, fiducioso, ottimistico, sono più produttive e hanno più successo. Quando si crede che qualcosa è possibile è più probabile che lo sia (e viceversa)
  6. Le persone felici sono più motivate: un basso livello di motivazione porta a minore produttività. La motivazione viene alimentata dalla felicità e dalle emozioni positive
  7. Le persone felici si ammalano con minore frequenza: i periodi di malattia sono tra le cause principali del calo di produzione. Se non si gradisce il proprio lavoro è più facile che ci si ammali di diverse patologie, psicosomatiche e no, che si sia vittime di stress, ansia, depressione, burnout. Pare che l’impatto sulla salute dell’infelicità al lavoro sia pari al rischio connesso alla sedentarietà e al fumo di sigaretta
  8. Le persone felici apprendono più velocemente: quando si è felici e rilassati si apprende più velocemente nuove cose e pertanto la propria produttività al lavoro può aumentare
  9. Le persone felici si preoccupano meno di compiere errori: poiché le persone felici si preoccupano meno di compiere errori, nei fatti, ne fanno di meno. Anche quando cadono in errore apprendono rapidamente da esso, vi pongono rimedio, lo ammettono senza imbarazzo, si assumono la loro responsabilità, si scusano, e si riprendono velocemente dall’accaduto
  10. Le persone felici prendono delle decisioni migliori: le persone infelici operano in una condizione di crisi permanente. La loro attenzione è molto ristretta e focalizzata, perdono la visione ampia e generale delle situazioni, vivono con un costante senso di allerta legato al senso di sopravvivenza, pensano, scelgono e agiscono nel breve, medio termine, se non nell’immediato. Al contrario le persone felici prendono decisioni in modo più informato, consapevole, sono più capaci di attribuire le reali priorità nel loro lavoro.

Per concludere: esiste una chiara e netta connessione tra felicità e produttività. Resta un dubbio causale ad oggi: essere produttivi ci rende felici o essere felici ci rende produttivi? La risposta attualmente data è che va in entrambe le direzioni. E’ un circolo virtuoso, ma il legame più forte pare essere dalla felicità alla produttività cioè se si vuole essere più produttivi è fondamentale dare la priorità alla coltivazione della felicità.

Come fare per conquistare la felicità al lavoro?
In due modi principali: scegliere un lavoro che piace, che soddisfa, che realizza, oppure costruire interiormente la propria felicità, indipendentemente da quel che si fa, dove, come, con chi.

 

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