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La lettura di questo piccolo trattato potrebbe farci
riflettere: ciò che ci da benessere, e che ci permette di
trovare armonia con noi stessi, con il nostro corpo, con il
mondo esterno può avvenire anche attraverso gli animali.
Attraverso il loro contatto scopriamo i limiti del nostro
corpo, impariamo a rispettare dei codici di comportamento,
conosciamo il significato dei loro modi ed apprendiamo quali
siano i corretti approcci.
Cerchiamo sentimenti che credevamo occultati,
impariamo a rispettare gli altri esseri viventi (umani o
meno), penetriamo un mondo che è il secondario o il terziario
(la terza età), e veniamo a contatto con altre realtà, anche
scomode e dolorose.

Ada
e Tracy Delta
Society® Pet Partners®
Terapia
assistita dall’animale (AAT)
All’inizio di ogni AAT c’è un periodo dedicato
all’approccio, alla conoscenza reciproca, alla presa di
coscienza dei limiti di entrambi. Sto parlando di Utente e Animale, o meglio di Persona e
Cane.
Nella stesura della programmazione ci sono obiettivi da
raggiungere che variano a seconda delle patologie o delle
infermità, dei caratteri di autismo eventualmente presenti, o
più semplicemente a seconda delle capacità di attenzione
degli utenti.
E’ certo che la presenza di un animale tende a rilassare
le persone, e che i benefici che esse traggono da tali
approcci siano indiscussi.
In questo approfondimento vorrei parlare di alcune
difficoltà che si possono incontrare in AAT : terapia
assistita dall’animale.
La strada è tortuosa, si possono fare dieci passi avanti e
dieci indietro.
Qualsiasi cambiamento può essere destabilizzante, sia per
l’utente che per il cane.
Analizziamo:
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