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Agosto, mese strano, piano di
contraddizioni, di estremismi, di ambivalenze.
Periodo dominato dall’elemento
Fuoco, carico di passioni, coinvolgimenti, grandi
trasformazioni, cambiamenti. Se da una parte predomina la vita
vissuta, consumata, bruciata nell’istante, dall’altra
aleggiano progetti e fantasie che si proiettano nel futuro,
spesso grandiose, poco realistiche, ma in cui ci si butta a
capofitto. Per certi versi, sotto quest’ultimo profilo,
Agosto rassomiglia a Gennaio, con tutti i suoi buoni
propositi, i nuovi inizi, quella nuova marcia che permette di
vedere in modo più attivo, propositivo e positivo ogni
elemento. Ma se i progetti del primo mese dell’anno,
dominato dall’elemento Terra sono più concreti, realistici,
magari anche modesti, e lievemente deficitari dello spirito
d’iniziativa per avviarli e/o portarli avanti, ad Agosto
questo non manca. Salvo poi naufragare di fronte al dato di
realtà che, prima o poi, in autunno, o in inverno si
presenta.
Agosto nasce sempre sotto i
migliori auspici: partenza per le tanto agognate ferie, amori
che s’infrangono, ed altri che s’infiammano, fine di
alcune amicizie, e inizio di nuove, e poi scenari, luoghi,
cibi, usanze, tradizioni, modi di vivere sconosciuti fanno
ingresso nella propria esistenza. E un turbinio di emozioni,
entusiasmi, e coinvolgimenti s’impossessano di tutti i noi,
anche i più algidi e restii all’emozionarsi.
E, allora poco importa se, come
affermava la mia saggia nonna quasi centenaria, ad Agosto
l’estate s’avvia alla conclusione e i suoi prodromi si
ravvisano già al suo inizio, quando le ore di luce sono già
visibilmente ridotte, e “la prima pioggia d’agosto
rinfresca il bosco”, a ricordarci che i primi temporali
sanciscono temperature che non eguaglieranno più quelle del
mese precedente.
E cosa importa se, come sa bene
chi nelle località turistiche ci vive tutto l’anno, in
realtà, buona parte dell’estate è preparazione,
allestimento, pulizia, riverniciatura, e dopo Ferragosto già
compaiono le prime sdraio e lettini che dagli stabilimenti
balneari vengono lavati e messi ad asciugare in bellavista a
ricordare a chi resta che, comunque, è questione solo di
giorni.
E allora, l’elemento naturale,
legato al ciclo delle stagioni e degli elementi, si fonde e
confonde con i movimenti sociali e culturali tipici della
nostra epoca. Checché se ne dica, Agosto resta il mese delle
ferie per eccellenza. Che sia di sette, dieci o trenta giorni
non fa’ differenza. Il moto generale che attraversa la
Penisola, la scarsa attenzione e presenza mentale,
l’allentamento della routine e di tutto quel che attiene al
dovere, il senso di leggerezza, di spensieratezza, di libertà,
di lassismo sono dilaganti ed ubiquitari. Si respirano
nell’aria.
Si tratta di un mese decisamente
altalenante e instabile, in cui prendere decisioni importanti,
avviare progetti o relazioni risulta piuttosto arduo e
difficile da prevedere quanto all’esito.
Accanto all’entusiasmo, al
coinvolgimento, al senso di grandezza e di potenza, sussiste
un sottile velo di malinconia, di dolcezza, una sensazione di
declino, di passaggio, di conclusione.
Detto ciò, vale la pena
resistere a questo movimento?
Vale la pena evitare
d’intraprendere, vivere, coinvolgersi?
Vale la pena declinare
gl’inviti che l’estate, seppure ad un giro di boa,
propone?
Come ogni situazione che la vita
propone, c’è sempre qualcosa da imparare, qualcosa grazie
alla quale evolvere, arricchirsi, crescere. A patto che non ci
si aggrappi, che non ci s’illuda che duri in eterno.
E allora lasciateci vivere le
nostre passioni travolgenti, lasciateci pensare che potremmo
realizzare i nostri sogni e i nostri progetti di lavoro, che
quando ritorneremo alle nostre dimore non ci parleranno più
di crisi economica, e di nuova manovra finanziaria, che in
televisione non ci propineranno nuovamente programmi
spazzatura e che il vicino di casa smetterà di parcheggiare
al nostro posto.
Avere sogni, fantasie, in fondo,
non è poi cosa malvagia.
A
patto di non crederci più di tanto.
Anna
Fata
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