Il
lago di Garda è stato negli anni scorsi una sorta di penisola
della Baviera.
Moltissimi
tedeschi hanno acquistato case e immobili nei nostri paesini,
in posizioni veramente invidiabili.
Vivo
qui da quasi sempre e capisco che cosa può affascinare le
persone che giungendovi non vorrebbero più andarsene, o
intendono vivere la loro vecchiaia, la pensione, gli ultimi
anni della loro vita in un luogo così tranquillo, ameno.
L’aria
è lieve, una brezza che si infila fra le vie del paese
accarezza appena i capelli, i tramonti sono di sogno: colori
che si stagliano nel cielo e lo spezzano in vari tratti con
intensità di ogni tipo; le folaghe, i cigni, i gabbiani, i
germani reali che si rincorrono sul lungo lago e si avvicinano
per elemosinare un po’ di cibo, divertono i turisti e danno
agli anziani un motivo in più per fare una passeggiata o per
sentirsi più utili: ‘poverini, se non gli diamo da
mangiare, muoiono di fame!’…, non considerando che molti
di coloro che passeggiano fanno lo stesso pensiero.
Infatti i volatili sono ben pasciuti e stranamente
socievoli/sociali.
Ci
sono momenti in cui il lago fa le bizze e allora il vento è
impetuoso, le acque si increspano, i gabbiani volteggiano
felici nel cielo usando tutte le correnti ascensionali che
permettono loro di volare senza batter d’ali.
Il cielo si fa scuro, dalla Valle delle streghe (zona da cui
arrivano violenti temporali) una nube nera avanza minacciosa,
è il tipico temporale gardesano in arrivo. Tutto si risolverà
in pochi minuti, i turisti corrono a ripararsi, le attività
commerciali fanno sedere i propri ospiti all’interno dei
locali, qualche coraggioso rimane sulla riva ad attendere
“l’ira di dio”…
….ecco
il vento…
…ecco
l’acqua….
…un
lampo…un tuono…
…la
pioggia scroscia…
Là
in fondo un raggio di sole, le nuvole si dissolvono…
Qualche
turista con le scarpe in mano, i capelli bagnati, ma con il
sorriso sulle labbra accompagna la propria donna in riva al
lago per vedere la magnificenza della natura.
Arrivano
camminando anche le anatre, che intanto si erano accovacciate
o erano volate al riparo. L’acqua lambisce le loro zampe, ma
non se ne preoccupano. Stanno arrivando i gabbiani, e poi i
cigni e i bambini che si preoccupano di dare un grissino a
questa moltitudine di volatili.
Qualcuno
ha avuto paura.
Bè,
i temporali estivi sono spettacolari e non molto rassicuranti.
Io
preferisco sedermi su una panchina ed osservare gli uccelli
che svolazzano felici e senza pensieri. Talvolta penso quanto
sìano fortunati.
Altre
volte osservo il sole che tramonta e penso quanto noi siamo
fortunati a vivere in un luogo così, in cui possiamo godere
di tante bellezze. Ce ne rendiamo conto solamente quando gli
altri ci fanno notare il paradiso in cui abitiamo.
Camminando
fra un pensiero e l’altro incontro un signore di Mantova che
possiede un chow chow e che viene in campeggio sul nostro lago
da ‘una vita’.
I
nostri cani si incontrano spesso e, mentre lui legge la
gazzetta, io li osservo giocare.
Con
garbo, senza fare tanto caos.
Giusto
per non disturbare quel gruppo di gabbiani che si è appostato
sul molo e sta facendo merenda.
Adalisa
Tomezzoli Pasqualini