E’
strano?
No,
non per noi.
Sono
molti gli immigrati regolari e integrati nella nostra zona.
Questo
egiziano in particolare mi ha aiutata durante il parto della
mia femmina di bassethound.
Lo
osservavo, mentre toccava con dolcezza e garbo i cuccioli
appena nati.
Lo
osservavo anche quando entrava lentamente in sala parto,
togliendosi le scarpe ed avendo cura di non fare rumore.
Una
delicatezza che non gli conoscevo, una delicatezza che altre
persone non hanno avuto.
Ho
cercato di far partorire la mia femmina in un luogo molto
tranquillo, non assolato, con le tende leggermente chiuse, ma
alla luce; ho cercato che si sentisse a casa.
Sembra
banale?
Sembra
eccessivo?
Concordo
con tutti coloro che amano gli animali i quali affermano che
non è un ‘omicidio’ amare gli animali nonostante ci siano
tanti bambini, tante persone che muoiono di fame.
Non
credo di dire una bestialità…
Penso
che la sensibilità verso le persone possa collocarsi anche
verso gli animali, che una non escluda l’altra, che si possa
dare affetto ad entrambi senza precludere l’una strada o
l’altra.
Pensiamo
allo tsunami ad esempio. E’ stata una tragedia immane per il
mondo!
E…
…sarà
difficilissimo per tutti i cani o gatti o animali domestici,
che appartenevano a quelle persone che purtroppo sono morte,
che non hanno più un padrone o un affetto e che vagheranno
alla ricerca di cibo o moriranno di stenti.
Pensare
anche a loro è trovare in noi stessi un po’ di umanità, e
credo non ci si debba vergognare per questo.
L’
umanità di cui vi parlo è la stessa che ho incontrato nella
persona egiziana che chiamerò Mohammed.
Per
la religione mussulmana alcuni animali: i cani in questo caso,
sono considerati impuri, ossia mettendo le zampe e il tartufo
a terra e toccando con il loro muso ovunque o calpestando
tappeti ed oggetti, “sporcano” ogni cosa.
Visto
che per la preghiera bisogna essere mondati, lavati,
purificati per presentarsi con rispetto davanti al proprio
dio, Mohammed non ha mai tenuto in casa un animale.
Né
un cane, né un gatto.
Ma
ha rivolto verso il mio cane un’attenzione e un affetto
particolari, tanto che ora sia i cuccioli che la mamma, quando
lui li chiama trotterellano scodinzolando verso la sua voce.
Sicuramente
riconoscono il suono, l’odore, la persona.
La
mia era una prima esperienza di cuccioli, di guaiti notturni,
di notti in bianco e per il mio cane era il primo parto.
Diciamo
che entrambe non sapevamo a cosa andavamo incontro.
Mohammed
sì, aveva già visto partorire un cane.
Per
la verità io ho avuto una figlia, quindi conoscevo che cosa
fosse il travaglio, ma non pensavo e non penso che questo sia
fondamentale.
Il
mio cane, e sottolineo mio, (credo profondamente che come noi
abbiamo un affetto più forte verso uno in particolare, anche
loro provino lo stesso) ha iniziato il travaglio mentre io
stavo leggendo un libro accovacciata a terra accanto a lei
nella cuccia speciale che un buon amico ci aveva preparato.
Il
suo primo istinto è stato di fuga: si è nascosta in bagno
durante una spinta non comprendendo che quanto stava uscendo
dal suo utero fosse un feto.
Voi
direte, logico!
Mah…non
so quanto sia logico…
Ho
iniziato a parlarle con molta dolcezza, si è avvicinata a me
che la aspettavo stesa e alla seconda spinta mi è venuta in
braccio.
Il
cucciolo stava uscendo nel suo sacco…da quel momento ho
compreso quanto l’istinto sia importante.
In
tutti questi attimi che per me erano di assoluto panico,
Mohammed mi ha sostenuta con tranquillità, dando forza sia a
me che a Tracy.
La
partoriente ha rotto l’involucro, ha leccato il cucciolo che
si è mosso, ha mangiato la placenta, ha messo il cucciolo
accanto a se ed ha atteso…
Non
è stato un parto facile per lei, ma nemmeno per me; in tutto
tre cuccioli vivi: due maschi e una femmina; un feto
mummificato, ed un podalico troppo grosso per nascere vivo,
nonostante gli sforzi per rianimarlo.
Mohammed,
quando ha visto che ormai era tutto sotto controllo, ci ha
lasciate sole comprendendo il significato che aveva per
entrambe questa esperienza.
Sono
rimasta accanto al mio cane e le ho parlato con un tono di
voce lieve e rassicurante per tutto il periodo, lei si è
rilassata, si è fidata ed assieme abbiamo atteso le ore
seguenti. Ho osservato che cosa il suo istinto le suggeriva di
fare: si metteva stesa in modo di far ciucciare il latte ai
cuccioli, poi li metteva di schiena e ad uno ad uno li leccava
sulla pancia per far loro espellere le feci o l’urina.
Se
ciò non fosse accaduto, una stimolazione così importante
avrei dovuto farla io massaggiando con un batuffolo di cotone
ad ogni pasto e ad ogni cucciolo.
Mohammed
dà dei pezzi di pane a Tracy, lo fa di nascosto perché io
non voglio che mangi fuori pasto, Tracy gli si avvicina e
appoggia il muso sulla sua gamba, mugola o alza la zampa in
segno di richiesta e lui ride.
Sicuramente
quando andrà in preghiera si laverà più di cinque volte le
mani, ma ha con ‘lei’ un atteggiamento affettuoso; sono
sicura che il mio cane percepisce quanto prova Mohammed tanto
che essa gli rivolge la stessa attenzione.
Adalisa
Tomezzoli Pasqualini
Nota
Per
i cani dello tsunami, visita il sito www.tipresentoilcane.com
C’è un’iniziativa molto interessante.