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L'equilibrio
tra dentro e fuori
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“L’essere umano è costruito in modo taleche si trova continuamente obbligato a uscire da sé stesso.Dal momento in cui si sveglia al mattino,
egli “esce”,
vale a dire guarda, ascolta, parla, lascia la sua abitazione
per andare al lavoro o nei negozi, va a visitare degli amici,
va a distrarsi, a passeggiare, a viaggiare…
Tutto questo è bene,ma alla lunga egli si lascia talmente prendere da queste attività esterioriche finisce per perdere il contatto con sé stesso,e non sa più chi egli sia veramente.A partire da quel momento,
non solo non vede più chiaro nelle varie situazionie commette degli errori,
ma inoltre si indebolisce,
e il minimo imprevisto o la minima contrarietà lo lascia smarrito.È normale che l’uomo esca da sé stesso,dato che ogni contatto col mondo esterno lo obbliga ad uscire;
ma per non andare alla deriva,
egli deve continuamente vigilare
per ristabilire l’equilibrio fra l’esterno e l’interno,
fra la periferia e il centro, fra la materia e lo spirito”
Omraam Mikhaël Aïvanhov
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