Felicità!
   
 
   
 
   

Felicità.
Una delle parole su cui si è riflettuto più lungo e su cui sono stati impiegati fiumi d’inchiostro.
Condizione aspirata, desiderata, ma anche, in alcuni casi, temuta, su cui è stata eretta una vera e propria scienza: la psicologia positiva. Il database mondiale della felicità, costantemente aggiornato e ampliato, contiene circa 4000 ricerche scientifiche raggruppate per categorie.
Se non tutti i momenti della giornata e le fasi di vita sono propizi per aprirsi alla felicità, ognuno di noi, comunque, può costruire il suo cammino personale verso la felicità.
La felicità è una condizione che comprende una dimensione cognitiva, che consiste nella nostra idea di felicità e nel modo di raggiungerla, ed una emotiva, che si riflette nel sentirsi felici e riguarda il vissuto connesso a tale situazione.
La felicità necessita di consapevolezza, basta a se stessa, quando la si raggiunge non si desidera altro ed è il prodotto di un equilibrio instabile tra elementi biologici, psicologici, storici e ambientali.
Secondo Martin Seligman, fondatore della psicologia positiva, è possibile raggiungere la felicità, o, meglio, “l’ottimismo acquisito”, riesaminando le predisposizioni negative, assaporando le esperienze positive e facendo leva sul desiderio naturale di migliorare.
La psicologia positiva parte dallo studio non degli aspetti patologici, come la psicologia clinica, ma da quelli fisiologici, positivi, le cosiddette “potenzialità e virtù” personali che, se messe a frutto e accresciute, possono dare un profondo senso di soddisfazione e di benessere a chi le impiega, così come a chi osserva dall’esterno. Una persona felice e soddisfatta apporta dei benefici non solo a se stessa, in termini di miglioramento dello stato di salute psicofisica, maggiore resistenza allo stress, migliore qualità delle relazioni, maggiore rendimento nello studio e nel lavoro, ma anche a chi la circonda e, in ultima analisi, all’intera società.

In pratica: come fare?

Una volta individuate le potenzialità e le virtù che maggiormente ci contraddistinguono, tramite un test appositamente creato da Seligman, l’operatore passa ad insegnare una serie di esercizi realizzati dall’Autore, finalizzati ad incrementare i nostri livelli di felicità per il passato, il presente e il futuro.
Gli esercizi sul passato sono orientati a migliorare le emozioni e le memorie passate, in particolare facendo leva sulla gratitudine, sul perdono e ridimensionando l’idea che il passato influenzi in modo deterministico il presente.
Gli esercizi sul presente mirano a rendere più consapevoli dei piaceri contingenti, del qui e ora, mentre quelli relativi al futuro sono finalizzati a fare sviluppare in ogni individuo l’ottimismo, la speranza, la fiducia nel futuro, evitando di cadere nelle trappole delle preoccupazioni, del catastrofismo e delle generalizzazioni.
L’intero approccio si rifà al cognitivismo, che ha come assunto di base il fatto che il nostro pensiero influenza le emozioni e i comportamenti.
Tutti gli esercizi sono molto concreti, semplici e una volta appresi diventano un’abitudine in grado di apportare modifiche nei nostri modi di pensare, sentire e comportarsi.
Per conoscere i nominativi di coloro da cui si può apprendere tale tecnica è possibile visitare il sito di Seligman. Anche in Italia, in ogni caso, vi sono singoli professionisti e centri di ricerca universitari che si ispirano in parte al Fondatore principale della psicologia positiva, come, ad esempio, presso l’università di Bologna (prof. Giovanni Fava), o presso ASISPE di Milano (prof. Goldwurm)

Per approfondire
Siti:

http://www.authentichappiness.com/
http://www.positivepsychology.org/
http://www.armoniabenessere.it/

Libri:

Seligman M.
La costruzione della felicità
Sperling & Kupfer, 2003