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-‘Tato
andiamo al parco che voglio vederti scorazzare e così
ci divertiamo insieme agli altri cani dato che oggi c’è una
bellissima giornata di sole?’
…di
tutto questo discorso il cane capisce solo le parole in
rosso…. (www.oliverdream.com
un sito molto interessante).
Poi
esistono studi sul cane che comprende più di duecento
vocaboli e che sa riconoscere una parola nuova riferita ad un
oggetto facendo un ‘ragionamento’ per esclusione.
Ed
esiste una famiglia (e chissà quante altre) con due bambini
che tutte le volte che imparano una canzone nuova o una poesia
vanno a raccontarla al loro cane.
Oppure
prendono il libro e gli leggono una fiaba.
Parsifal,
il golden di famiglia con uno sguardo più che mai interessato
e con i movimenti del capo che sembra annuire ad ogni
concetto, ascolta le voci dei due bambini e non si muove fino
a quando loro non hanno terminato il racconto.
Talvolta
Lucia si appoggia con la testa sulla sua pancia ed esso
respirando la fa gorgheggiare.
Sono
giochi di bimbi, ma il cane li accetta e mostra un
atteggiamento di partecipazione.
Forse
li comprende?
Per
quale motivo portiamo i nostri cani al campo e chiediamo ad un
istruttore di aiutarci ad addestrarli?
La
maggioranza delle persone dice: vorrei che facesse quello che
dico, glielo insegna?
Il
cane, tutti i cani imparano una serie di segnali e di comandi
che l’istruttore e di conseguenza il proprietario
impartiscono loro, poi in famiglia il padrone disperato non
capisce per quale motivo il suo fedele amico tanto educato,
attento e intelligente al campo d’istruzione, non faccia
quanto lui gli chiede a casa.
Portare
un cane da un istruttore cinofilo deve essere una scelta
cosciente dettata dal desiderio di avere una convivenza dolce
e piacevole con il nostro animale.
Prima
di mandare a scuola il cane, dovremmo noi stessi imparare come
porci per poi poter educare il nostro amico così come ‘vogliamo’:
seduto, terra, resta, vieni, ecc. ecc. ecc.
Non
è necessario essere sapientoni, ci dobbiamo solamente
chiedere che cosa desideriamo dal nostro cane…..
Un
buon istruttore cinofilo ci insegnerà a comprendere anche una
cosa molto importante che spesso noi umani dimentichiamo che cosa
vuole il nostro cane da noi: è stanco e sbuffa, vuole
giocare e inizia a saltellare, ci vuole vicini così si
appoggia con la testa…tantissimi segnali che prima non
avevano alcun significato ma che ne assumono molti nel momento
in cui sapremo leggere dal suo corpo i messaggi che esso tante
volte inutilmente ci aveva mandato.
Perché
l’uomo sente così forte il desiderio di parlare con il suo
cane?
Quante
cose gli diciamo, forse troppe!, come affermano moltissimi se
non tutti gli istruttori cinofili.
Ma
diciamoci la verità quando si parla con il proprio cane ed
egli piega leggermente la testa o socchiude gli occhi e
appoggia con dolcezza il suo mento sulle nostre mani, o alza
la zampa in segno di amicizia (?!) non vi sentite le persone
più ricche della terra?
Io,
per quanto non voglio antropomorfizzare i miei cani, mi sento
un Pascià!
E
mentre al campo mi comporto come un ‘rigido educatore’
(parola che stride un po’, ma serve solo ad indicare che al
campo ho una postura eretta, parlo solo l’indispensabile e
non gesticolo come una matta), a casa li coccolo e parlo con
loro come se fossero amici umani.
E’
così bello sconvolgere le regole!
Non
dobbiamo però, mandare il nostro cane in confusione, dobbiamo
essere affidabili, coerenti, chiari e attenti a non spedirgli
troppi messaggi contorti.
E
allora, direte, come si fa a godere della compagnia di un cane
(non addestrato ad ubbidire a comando,) che ha verso di noi un
affetto vero, un atteggiamento di trasporto, un vero legame ma
che non si comporta in maniera adeguata nei locali pubblici,
in passeggiata tira come un matto e abbaia a qualsiasi cosa si
muove??
Io
credo che un cane
educato sia un cane felice, e che un padrone con un cane
educato sia accettato* ovunque.
L’importante
è che cane e padrone siano in armonia e vivano nel benessere,
vi sembra poco?
Adalisa
Tomezzoli Pasqualini
PS:
* Nel giugno 2005 I
Giovani Imprenditori della ConfCommercio
in collaborazione con la Lega Nazionale perla Difesa
del Cane hanno promosso una Campagna Sociale il cui motto è:
‘Finalmente entro anch’io!’ per permettere a tutti i
cani (o gatti anche se meno frequente) di seguire i loro
padroni all’interno dei locali pubblici.-
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