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“Lascia
andare, lascia andare, lascia andare” è il mantra,
l’espressione chiave, lo stimolo introspettivo più grande
che mi ha lasciato la mia prima insegnante di tecniche di
conoscenza ed espressione corporea.
Una
‘maestra di vita’, come l’ho ridefinita affettuosamente
io, una di quelle persone che non fanno clamore, che entrano
in punta di piedi nella tua vita, quando tu glielo consenti,
quando ti senti pronta ad accoglierla e che ti fa dono
incondizionato di sé.
Ciascuno
di noi ha o ha avuto i propri maestri di vita, quelli che
aprono le porte dell’amore verso se stessi e gli altri,
dell’accettazione incondizionata, dell’intuito e aiutano a
risvegliare la vena spirituale che accomuna tutti noi, esseri
animati e non.
E’
l’energia che scorre, che ci rende vitali, che ci mette in
connessione con qualcosa di immanente e di trascendente allo
stesso tempo.
“Lasciare
andare”: un concetto difficile da accettare e da vivere
quotidianamente, noi che siamo abituati a cambiare, a
modificare praticamente ogni cosa: il nostro corpo, con diete
iper-restrittive e allenamenti massacranti, il nostro
pensiero, costruendo schemi che uniformano e massificano, i
programmi della televisione, che cambiamo quando non ci
piacciono, come se potessimo annullare i frammenti filtrati
della realtà che veicolano, il paesaggio, spianando colline,
creando dighe, viadotti, fino ad entrare nell’essenza stessa
della vita, con la manipolazione genetica.
In
realtà, la natura, e con essa anche noi, ha una sua
intelligenza, che se siamo in grado di metterci in sintonia
con essa, è capace di guidarci verso l’armonia molto più
di quanto in modo illusorio, guidati eccessivamente dai
principi dell’utile, del profitto, della ragione, della
logica, pretendiamo di fare noi.
Per
compiere ciò non è necessario andare lontano, anzi, non si
deve andare da nessuna parte. E’ sufficiente mettersi in
sintonia con noi stessi, a partire dal corpo, che nella sua
immensa saggezza sa indicarci la via.
“Lascia
andare, lascia andare, lascia andare…”
Lascia
andare le tensioni, le ansie, le pre-occupazioni, i
pre-giudizi, i pre-concetti, gli stereotipi.
Comincia
a risvegliare i sensi dal torpore da cui li hai confinati per
il loro scarso o assente utilizzo. Sii aperto, ricettivo, non
giudicante rispetto a tutto ciò che ti si presenta di fronte.
Spesso agiamo affannosamente al fine di raggiungere la
perfezione relativamente a noi stessi, a chi ci circonda, nel
mondo, nella società, sul posto di lavoro. Ma essa alberga già
dentro ciascuno di noi, va solo riscoperta.
Poi
ognuno di noi agisce secondo le proprie possibilità.
Non
è rassegnazione, resa, né passività. Al contrario, per fare
un paragone, accade come nei cicli della natura: si ara
dolcemente il terreno, lo si semina, si cura la coltura, si
rispettano i tempi, in breve si fa tutto ciò che è in nostro
potere fare. Se poi un tifone, inatteso, d’improvviso,
spazza via tutto, nonostante ogni precauzione presa, forse il
caso, il destino, un ordine delle cose al quale siamo chiamati
a rispondere, ci ha riservato questo.
Non
sappiamo perché, e, forse, non è neppure così importante
saperlo.
Ciò
che conta veramente, invece, è sapere fare tesoro anche di
quell’esperienza che siamo chiamati a vivere, al di là del
bene e del male, del giusto e dell’ingiusto.
E
allora lasciamo andare le aspettative, le fantasie, le
illusioni, viviamo la realtà come ci si presenta qui e
adesso, perché è la sola in cui possiamo agire. Come scorre
l’acqua di un fiume, con innumerevoli gorghi e tortuosità
verso il mare, perché quella è la sua meta ultima, il suo
destino finale, anche noi lasciamoci andare al flusso della
nostra vita, cogliamo le opportunità, viviamole senza
etichettarle, classificarle, incasellarle: ognuna di esse
rappresenta una possibilità di evoluzione, di crescita, di
confronto, di messa alla prova di se stessi.
Lascia
andare le paure, i timori, quelli che ti ancorano al giudizio
degli altri, ai loro desideri, quelli che ti
deresponsabilizzano, pur con la schiavitù, la depressione o
la rabbia, e prendi in mano la tua vita. Vivi nel tuo corpo,
perché è solo a partire da esso che puoi trascenderlo e
aprirti ad una dimensione di vita più ampia, sconfinata,
universale.
Lascia andare, lascia andare, lascia andare…
Anna
Fata
Psicologa del benessere
Metodo
ArmoniaBenessere®
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