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E’
finita l’epoca del manager ‘duro e puro’ e, quella
figura professionale che gestisce, coordina, prende in carico,
con il suo sapere e il suo fare estremamente tecnico e
razionale.
Le
sfide del nuovo millennio vedono il sorgere di una nuova
immagine di uomo (o donna) che sa alternare in modo sapiente
il gestire, tipicamente manageriale, con l’intraprendere,
l’osare, l’innovare con coraggio, peculiari
dell’imprenditore.
Ogni
situazione, per quanto possa ricalcare qualcosa di già visto
e vissuto, è sempre e comunque nuova, e come tale richiede
una quota costante di creatività, per soluzioni che sappiano
rispondere ai rinnovati bisogni e necessità.
Per
compiere questo, il sapere e l’agire tecnico non sono più
sufficienti. Essi si possono paragonare alle fondamenta di un
edificio: sono necessarie, ma non sufficienti, sopra ci si
deve costruire qualcosa.
Il
nuovo manager-imprenditore (o imprenditore-manager) deve
essere in grado di riconoscere e avvalersi delle tre
intelligenze: cognitivo-razionale, emozionale, spirituale.
Con
la prima può studiare, analizzare dati, elaborare progetti,
verificare l’andamento tecnico dei processi; con la seconda
può intessere relazioni, grazie all’ascolto,
all’accoglienza, al confronto, alla comprensione, che
consente la crescita personale e professionale; con la terza
può essere messo nelle condizioni di dare un senso al suo
essere, al suo agire nel mondo, ivi compreso quello
professionale, di perseguire la sua missione di vita, rispetto
alla quale è chiamato ad allinearsi, mettendosi a
disposizione con tutto il suo essere e fare.
La
nuova figura di manager-imprenditore pone un’attenzione
sempre crescente al rispetto dei valori e, più ampiamente,
all’etica professionale. Questo non è qualcosa che sente
come altro da sé, non è l’ennesimo dovere di cui si fa
carico, ma qualcosa che scaturisce dal suo intimo. Esiste una
perfetta consonanza tra ciò che è e ciò che fa, tra ciò
che è come persona e l’azienda in cui lavora. C’è un
allineamento, una consonanza tra identità personale e
aziendale.
Il
manager-imprenditore è un essere consapevole che si prende
cura, cioè ha a cuore (dal latino cordis) se stesso, chi gli
sta intorno e la realtà professionale di cui è parte.
Ha
fede, fiducia, in sé e in Qualcosa di più vasto che lo
sorregge. Non è la mano invisibile del liberismo, ma qualcosa
che trascende e che accomuna ciascun essere vivente. Questo
gli garantisce la tranquillità, il sapere di poter fare ciò
che è in suo potere il suo ‘meglio’, con i mezzi, le
persone, le circostanze a disposizione, ma che c’è sempre
qualcosa, che si chiami caso, destino, fato, che dir si
voglia, che interviene e su cui lui non ha potere. Può
opporsi, mettendo in campo una grande quantità di energie,
oppure allinearsi ad esso ed avvalersi liberamente delle
opportunità che comporta.
Si
tratta di una persona coraggiosa (ancora una volta il richiamo
etimologico va al cuore), punta non solo all’azione, ma
anche e soprattutto alla sospensione di essa, che in molti
casi risulta la soluzione vincente.
E’
una persona che sa stare con se stessa, così come con gli
altri, coniugando umanità e professionalità, nel rispetto
della natura che contraddistingue sé e i suoi interlocutori.
Non
parte dal presupposto che esista un unico modo per svolgere al
meglio un compito professionale – che in molti casi coincide
con il suo – ma, secondo un approccio più creativo,
infinite modalità.
L’accento
sull’essere non lo distoglie dal fare, che ne è diretta
emanazione. Proprio per questo appare così efficace ed
incisivo, ma allo stesso tempo fluido e naturale. Anche
laddove incontra ciò che comunemente si definiscono ‘ostacoli’,
egli li vive come possibilità per mettersi alla prova,
scoprire e impiegare potenzialità e risorse.
La
sua consapevolezza, la capacità di ascolto totale, con mente,
corpo e spirito, gli permettono di discriminare quando e fino
a che punto vale la pena perseverare nel raggiungimento di un
obiettivo e quando è auspicabile effettuare delle correzioni
di rotta.
Anche
se il successo economico non rientra tra le sue priorità
immediate, queste arrivano puntuali e sostanziali, perché è
proprio quando si mettono da parte le aspettative (non i
progetti concreti) tutto ciò che arriva risulta estremamente
sorprendente e gratificante, e soprattutto naturale e con il
minimo sforzo. E questo il manager-imprenditore (o
imprenditore-manager) lo sa bene.
Anna Fata
Tabella:
Tipi di intelligenza
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Razionale
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Emotiva
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Spirituale
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Caratteristiche
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Calcolatrice,
logica, organizzatrice
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Empatica,
ascoltatrice, creatrice di relazioni
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Connessa
con il Sé superiore, intuitiva, profonda
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A proposito di un obiettivo si chiede
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Come
posso raggiungerlo nel modo più efficace?
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Sto
bene mentre lavoro per raggiungerlo?
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E’
l’obiettivo giusto?
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Cosa cerca
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Il
raggiungimento di un obiettivo
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La
relazione ottimale con gli altri
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Lo
scopo finale
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A chi comunica
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Alla
mente
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Al
cuore
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Allo
spirito
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Risponde alla domanda
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Come
faccio?
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Come
mi sento?
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Perché?
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Come comunica con noi
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Con
i pensieri
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Con
le emozioni e i sentimenti
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Con
le intuizioni
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Punto forte
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Efficiente
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Sensibile
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Giusta
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Punto debole, se da sola
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Superficiale
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Instabile
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Passiva
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Distribuzione dell’intelligenza in
occidente
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80
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15
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5
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Distribuzione dell’intelligenza in
oriente
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10
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10
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80
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Come si può sviluppare
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Negli
occidentali è già abbastanza sviluppata
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Comunicando
in modo aperto con le persone
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Con
la meditazione e il silenzio
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