Per gentile concessione di Duepiu.net
Un vago senso di insoddisfazione che aleggia dentro di noi,
la sensazione di avere delle energie che non vengono messe
pienamente a frutto, la percezione che c’è qualcosa che non
va, senza essere in grado di darne una definizione più
precisa.
In tali momenti si impone una pausa di riflessione, un
guardarsi dentro per conoscersi e meglio riemergere arricchiti
e rinnovati da questo viaggio interiore.
Molte, troppe volte restiamo intrappolati nei nostri gesti
routinari, nei nostri schemi di pensiero e di azione, nelle
nostre abitudini, impedendo a noi stessi di fare nuove
esperienze, di evolvere, di crescere, di maturare.
Venire a contatto con nuove situazioni, con persone
sconosciute, fare cose mai fatte, visitare luoghi mai visti,
ascoltare cose mai udite ci mette alla prova, perché saggia i
nostri limiti, mette alla prova le nostre abilità, fa capire
dove siamo, dove potremmo arrivare e cosa potremmo fare, ma
soprattutto ci svela ciò che siamo predisposti ad essere e a
fare al meglio.
Realizzare se stessi, essere pienamente se stessi è la
condizione fondamentale e indispensabile per sentirsi
realizzati e soddisfatti. Stare bene con se stessi è basilare
per stare bene anche con gli altri e contribuire al buon
funzionamento della vita della comunità di cui si fa parte.
Secondo l’approccio della psicologia positiva, in base a
come è stata declinata dal professor Martin Seligman,
ciascuno di noi è caratterizzato in varia misura da un
determinato numero di virtù e potenzialità.
Le virtù individuate sono state sei (saggezza e
conoscenza, coraggio, umanità, giustizia, temperanza,
trascendenza) ed hanno un valore che si ipotizza che sia
cross-culturale. Esse rappresentano il versante più astratto
di tale classificazione.
Sul versante più concreto si situano le potenzialità,
sono ventiquattro*, e trascendono gli specifici
contesti, sociali, culturali e temporali.
Ciascun individuo sano possiede tutte queste potenzialità
e virtù, ma ciò che distingue ognuno di noi è la prevalenza
di alcune di queste rispetto alle altre.
Per individuare quelle che maggiormente ci
contraddistinguono Seligman e colleghi hanno creato due
strumenti di misura, un questionario,
che si può trovare anche nella Rete (la sua versione
originale in lingua americana consta di oltre 200 domande) e
una intervista semistrutturata.
Una versione tradotta, abbreviata e adattata specificamente
al contesto italiano viene utilizzata, ad esempio, nel
contesto dello Studio
ArmoniaBenessere.
Gli scopi a cui può rispondere l’utilizzo di tali
strumenti possono essere molteplici:
-
una migliore conoscenza di se stessi
-
un più profondo senso di realizzazione nella vita
-
una scelta del percorso di studi più adatto alle
proprie inclinazioni
-
un orientamento e/o un riorientamento professionale più
soddisfacente
-
la ricerca di un partner più in linea con le proprie
caratteristiche
-
la scelta di una attività sportiva più adeguata alle
proprie potenzialità.
Conoscere maggiormente se stessi consente di entrare più
profondamente in contatto con la nostra essenza, facendo
proprio il motto del ‘conosci te stesso’ che ha delle
radici storiche tanto remote nel tempo, ma che resta valido
oggi più che mai.
Entrare in sintonia con la nostra essenza, mettendo da
parte quelle che possono essere le aspettative, i desideri
altrui, il come ci vorrebbero gli altri, consente di
esprimerci in modo più autentico, pieno e profondo. Quello
che ne emerge é una persona in grado di esprimersi in modo
fisico, emotivo e spirituale naturale, fluido, con grande
soddisfazione, armonia e benessere per se stessa, ma anche
capace di trasmettere tutto questo agli altri e contribuire a
sua volta ad accompagnarli nel loro personale cammino di
autoconoscenza e realizzazione.
Nella psicologia positiva è insita anche un’ampia
componente dal valore preventivo: se il Manuale Diagnostico
Statistico propone una rassegna di segni e sintomi, la
classificazione delle virtù e delle potenzialità parte da
presupposti opposti, nel senso che pone le basi sia per vivere
bene il presente, ma anche per rafforzarsi di fronte a
possibili difficoltà nel futuro, facendo leva su ciò che
c’è di positivo, sulle risorse che ciascuno possiede.
Per compiere un paragone: è un po’ come accade per i
vaccini omeopatici che stimolano l’organismo a reagire,
potenziandone l’attività.
Ma concretamente, quali potrebbero essere le applicazioni,
oltre a quelle sopra accennate?
Nel campo più ampio della salute fisica e psichica, la
persona soddisfatta, che vive emozioni positive, è anche in
grado di resistere meglio alle affezioni virali e batteriche
e, nel caso si ammali, i tempi di guarigione sono più rapidi.
Nell’affrontare le piccole difficoltà quotidiane è
possibile avvertire maggiore energia, essere più tolleranti
allo stress, calibrando gli sforzi, conoscendo e rispettando
le proprie possibilità. La qualità del sonno è migliore,
con facilità di addormentamento e minori risvegli notturni.
Le prestazioni cognitive divengono lucide, brillanti e meno
soggette all’affaticamento.
Raggiungere gli obiettivi che ci si propone, nella vita
privata, nello studio, nel lavoro, contribuisce a sua volta ad
innalzare l’autostima e a porre le basi per costruire una
migliore immagine di sé.
La conoscenza e la messa a frutto delle proprie potenzialità
non solo può andare a vantaggio dei singoli soggetti, ma
anche dei contesti socioeconomici e culturali in cui questi si
inseriscono.
Ad esempio, nel contesto scolastico gli insegnanti si
possono avvalere di tale approccio per rendere più
interessanti le lezioni, favorire l’apprendimento, la
ritenzione, la rievocazione, la discussione e la cooperazione
in aula.
In ambito lavorativo può essere impiegata per favorire i
processi di leadership, di team building, l’autoefficacia,
la fiducia nel management, per rendere le attività più
significative, meno monotone, più creative e coinvolgenti. Più
aiutare a rendere gli impiegati più partecipi del contesto e
della mission aziendale e favorire il senso di cooperazione e
collaborazione.
Può essere utilizzata come approccio per il coaching a
livello individuale oppure aziendale.
Può trovare applicazione sia con i bambini, sia con gli
anziani, inducendoli ad essere più responsabili nei confronti
di se stessi, della loro salute, della cura della loro
persona, può indurli a provare più emozioni positive e ad
essere maggiormente orientati ad uscire dall’isolamento
sociale.
E, da ultimo, ma non meno importante, la persona felice,
soddisfatta, realizzata può essere anche un buon cittadino,
responsabile, attivo e rispettoso dei diritti e dei bisogni
altrui.
Anche se quanto propone la psicologia positiva può non
essere la panacea di tutti i mali, sicuramente può
rappresentare un’occasione, uno strumento in più per
conoscere se stessi e, forse anche solo per questo, potrebbe
valere la pena di tentare.
Anna Fata
*
le 24 potenzialità:
della
saggezza a conoscenza:
creatività
curiosità
apertura mentale
amore per il sapere
amore per il sapere
lungimiranza
del
coraggio:
coraggio
perseveranza
integrità
vitalità
dell’umanità:
amore
cordialità
intelligenza sociale
della
giustizia:
senso civico
imparzialità
leadership
della
temperanza:
perdono e compassione
umiltà e modestia
prudenza
auto-regolazione
della
trascendenza:
capacità di apprezzare bellezza ed eccellenza
gratitudine
speranza
umorismo
spiritualità