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Acceso dibattito lo scorso 11
Marzo a Senigallia su crisi economica, valori, profitto,
fattore umano
Anche i numeri hanno un’anima,
anche gli investimenti vengono compiuti da persone, e, spesso,
i risultati, a dispetto delle reali circostanze, vengono
studiati e decisi a tavolino.
E, come se non bastasse, la
velocità con cui questo si verifica è inferiore ad uno
schiocco di dita.
Secondo questa prospettiva, la
possibilità di prevedibilità degli effetti si riduce quasi
allo zero.
Questa, in estrema sintesi, la
tesi di una grande esperto nazionale di finanza
comportamentale, Sergio Romano, che, molto onestamente, ha
illustrato i meccanismi che aleggiano dietro il lavoro del
consulente finanziario.
E, come se non bastasse, ha
rincarato la dose: il 70% delle decisioni in materia portano
ad una perdita, ma questo di suo è irrilevante! Quindi,
investitori, sappiatelo, e decidete di conseguenza. E
soprattutto, bando al fai da te.
Molto provocatorio e
dissacratorio l’intervento del professore rispetto al quale
è stato pressoché inevitabile un susseguirsi di commenti
accorati. Il quadro socioculturale, economico, politico che
stiamo vivendo non solo in Italia, ma anche nel resto del
mondo, in particolare in quegli stati emergenti che stanno
sempre più acquisendo voce in capitolo nel panorama mondiale,
tratteggiato da Annamaria Fumaio, Advisor della Moldova, oltre
che esperta di progettazione europea, la mancanza di adeguate
informazioni in merito alle risorse disponibili, alla delega
politica pressoché totale che gli elettori, intesi anche come
investitori, effettuata nei confronti delle figure di spicco
della scena politica in fieri da parte del Sindaco di Ostra
Vetere (Ancona), oltre che Consigliere del Parlamento Europeo
a Bruxelles, Massimo Bello.
La testimonianza accorata e
sentita dell’ingegner Giacinto Cavalieri, presidente
regionale della Accademia Europea per le Relazioni Economiche
e Culturali, ma anche noto imprenditore nel settore delle
telecomunicazioni che, a causa, a detta sua, di una politica
ambientale errata perpetrata da persone non adeguatamente
competenti in materia, ha introdotto una serie di vincoli e
limiti così ristretti che ha condotto a chiudere l’unica
azienda di telecomunicazioni sul territorio regionale, dopo
oltre venti anni di attività, che dava lavoro ad 80 persone,
oltre a 120 nell’intero indotto, paradossalmente con danni
su diversi fronti, non solo economico, sociale, ma anche della
salute, cosa che, nelle intenzioni, si pensava così di
preservare.
Interessanti anche la
prospettiva di Remo Fiori, noto commercialista anconetano, ma
anche Presidente per Ancona della Unione Cristiana
Imprenditori e Dirigenti, che dal suo osservatorio
privilegiato ha tratteggiato una crisi economica molto nera da
cui, a dispetto di quel che si tende a dire, non siamo affatto
usciti e la cui conclusione non pare particolarmente
imminente. Nonostante questo, l’ottimismo e la visione
positiva di questa situazione quale occasione per recuperare
alcuni valori, solidarietà, etica, e soprattutto predominio
dell’economia reale, rispetto a quella studiata a tavolino,
fatta sul lavoro concreto, sano, onesto, giorno dopo giorno,
hanno rischiarato una situazione non certo facile da
sostenere.
Su questo filone si sono
inseriti anche i contributi di due docenti della Università
Politecnica delle Marche, Danilo Scarponi e Marco Lilla,
rispettivamente di Analisi di Bilancio ed Economia Politica.
Dalla loro visione pare che qualcosa in termini di
rinnovamento delle coscienze e delle relative azioni si stia
muovendo: dalle tesi dei neolaureati su temi che vedono sempre
più l’intrecciarsi dei numeri, con i valori e il fattore
umano, ai Gruppi di Acquisto Solidali, che si stanno sempre più
diffondendo anche nella nostra Regione.
Numerose anche le testimonianze
dei bancari e dei promotori finanziari, Prisca Carletti,
Giuseppe Del Gobbo, Catia Rastelli, Maurizio Franca, che hanno
messo in luce come il rispetto del cliente, l’ascolto dei
suoi bisogni, e la proposta di offerte in linea con le sue
esigenze sia l’elemento primario da seguire.
Comune a tutti questi
interventi, ed espressione stessa della serata, i cui relatori
e ampia parte del pubblico è stata radunata tramite i
cosiddetti ‘Social Network’, FaceBook e Linkedin in
primis, è stata l’attenzione al fattore umano. Non solo
occorre riportare al centro l’uomo in ogni contesto di vita,
ivi compreso quello professionale, ed economico, ma
disconoscere questo che di fatto resta il protagonista conduce
non solo a distorsioni valoriali di fondo – e molta di
questa crisi socioeconomica pare da attribuirsi proprio a
questo – ma a vere e proprie perdite finanziarie.
Come disse in modo eloquente uno
dei relatori: occorre leggere un po’ meno i giornali e
vedere un po’ meno televisione e vivere, ascoltare,
osservare, e quindi agire, di più nel mondo concreto, qui,
ora. Perché, in caso contrario, si sarà sempre ‘in
ritardo’, e ci si comporterà sulla base di qualcosa che
ormai non c’è più. Sicuramente un’ottima illustrazione
di una ‘Economia Zen’!
Prossimo
appuntamento a Senigallia, 15 Aprile, alle 20.30.
Anna Fata
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