Qualcosa di nuovo nell'aria
   
 
   
 
   

In questi giorni è accaduta una cosa che mi ha mandato un impulso nuovo al cervello.

Ad un ritrovo, in occasione di una pesca alla trota organizzata per persone disabili, mi sono recata con i miei cani.

Una delle richieste degli organizzatori era la presenza di cani altamente affidabili da mettere in contatto, se desiderato, con i diversamente abili.

Sono passata in mezzo a loro con i miei animali, i quali fra l’altro non avevano interesse né per le trote guizzanti né per il loro odore reso più forte dalla canicola.

Avevano il desiderio di essere accarezzati e coccolati, e così è stato.

I pescatori, accompagnati da famigliari, da amici e operatori erano posizionati tutto intorno ai due laghi che vengono usati all’uopo, e in varie batterie si sono disputati il bottino: una grande coppa tutta dorata con tanto di targa.

…e tutta una serie di altre coppe e medaglie tricolori con targa raffigurante una trota guizzante…

Due medaglie sono state date anche ai miei cani.

Durante la giornata è arrivata in questo luogo ameno anche mia figlia.

Abbiamo parlato e passeggiato insieme.

Ad un tratto si è avvicinato un ragazzo forse ventenne, con il suo bel cappellino raffigurante l’effigie della gara, si è fermato davanti a noi, ci ha osservate un attimo, ha allungato un braccio e con delicatezza ha preso la mano di mia figlia facendogli un ‘baciamano’ stile anni cinquanta, dopo di che se ne è andato.

Gli occhi di Aura erano lucidi di commozione, e se devo essere sincera anche i miei.

Di fronte a questa manifestazione di garbatezza e di gentile riconoscimento dell’estetica femminile, la ‘fessura’ che c’è nel mio cervello si è dilatata.

Non è per lo stupore di quanto è accaduto, è per la presa di coscienza di aver perso tanti e tanti altri momenti come questo.

Non credo che mia figlia lo dimenticherà, e a dire il vero nemmeno io.

In fondo in fondo è un gesto semplice, antico, elegante.

Un gesto che difficilmente si può pensare appartenga ad una certa categoria di persone.

In questo momento, e forse in questo mondo, una simile galanteria è prerogativa di blasonati, di personalità, o di eleganti personaggi dello spettacolo.

Invece no, un semplice ragazzo con il suo berrettino e la maglietta rossa con una scritta indecifrabile, un sorriso ‘estremo’, il passo un po’ lungo, senza proferire alcuna parola ha fatto un gesto dolce, che tocca il cuore di chi lo riceve.

Chissà chi si è arricchito di più….?

Adalisa Tomezzoli Pasqualini