Il riccio e il cane
   
 
   
 
   

... il ricco e l'uomo...

Qualche giorno fa i miei basset sembravano impazziti: abbaiavano allarmati e preoccupati a qualcosa che non conoscevano ma che si muoveva impercettibilmente (almeno per me).

Un abbaio diverso, continuo, a volte rauco a volte seguito da un guizzo della voce, un mugolio che dimostrava la loro impotenza di fronte a quella “cosa”. Adam, l’allarmista del gruppo, si abbassava e raspava con le zampe davanti, poi si alzava eretto e con tutta la sua potenza muscolare si ergeva sopra la ’cosa’ sbavando per lo stress di non poter fare nulla.

Naturalmente sono andata a vedere e la mia sorpresa è stata di trovare uno splendido riccio adulto, per nulla preoccupato di tanti tartufoni sopra di lui, racchiuso a palla e in attesa degli eventi.

Con garbo e attenzione agli aculei, l’ho messo al riparo dai ‘leoni’ in una parte recintata in modo che potesse rimanere tranquillo ma vigile nel nostro giardino.

I ricci sono animali veramente interessanti, le zampine presentano dita ben distinte e molto forti, un musino appuntito, gli occhi leggermente sporgenti, la lingua un pò ruvida, per nulla aggressivi ma difensivi se consideriamo il fattore corazza.

Ero soddisfatta di me stessa.

Il giorno seguente i cani abbaiavano nello stesso modo e in maniera incessante, forse con un senso di impotenza ancora più forte.

Naturalmente sono andata a vedere.

Mi sono data della stupida almeno 300 volte.

Nello stesso luogo, ma molto molto ben riparati c’erano cinque cuccioli.

I miei cani erano eccitati, concitati, esaltati all’idea di arrivarci con la bocca. Ma forse(?) sapevano che gli aculei li avrebbero fermati?

 Aspettavano la mano dell’uomo che avrebbe liberato i riccietti.

E poi?

Una fatica tentare di recuperare all’errore: ho cercato dappertutto la mamma, ho spostato i cuccioli durante il giorno e la sera li ho rimessi a posto, ho cercato di non toccarli troppo per paura che si abituassero agli umani e quindi perdessero il senso di autodifesa, ho messo del cibo per gatti e acqua sperando che in qualche modo riuscissero ad alimentarsi se la  riccia non si fosse presentata puntuale alla ricerca della cucciolata.

Una fatica che è stata ricompensata, perché mammà li ha spostati.

La natura è meravigliosa, l’istinto materno appartiene al mondo animale in maniera fortissima. Non so quanto abbia camminato la riccia, come abbia potuto rifare il nido in così pochi giorni, né la fatica fatta per spostare i suoi riccetti uno ad uno, ma posso immaginare la sua tranquillità nell’aver riunito la propria famiglia.

I miei cani li hanno ritrovati, ma adesso che ho imparato la lezione non tocco né sposto nulla.

Abbaiano con insistenza.

Naturalmente vado a vedere,  ma controllo solamente che non si facciano male gli uni con gli altri…

 …e, attribuendo al riccio sentimenti che forse non gli appartengono ma che spero percepisca, penso: chissà se mammà mi ha perdonata?!? 

Adalisa Tomezzoli Pasqualini

Ps: Ecco, non c’è stato nulla da fare!

Mammà li ha riuniti e i miei segugi, nel vedere tutti quei bei corpicini palpitanti, li prendevano in bocca e giocavano a palla.

Nonostante gli aculei…

Ora, ahimè, li sposto di nuovo, ma stavolta tutti insieme.

E speriamo bene!

Ri Ps: Forse mammà non ha valutato bene l’ubicazione del nido…?!?...