Riflessioni
   
 
   
 
   

Da internet un’amica on-line mi ha mandato questa mail…ve ne trasferisco una parte:

…Benigni ha assolutamente ragione: il Natale per tacchini e polli e altre specie ancora, spesso rappresenta la fine della loro vita. Lanascita di Gesù diventa la morte per milioni di animali solo in Italia. Lo stesso risultato lo otteniamo anche a Pasqua, o negli USA per la festa del Ringraziamento o nei paesi musulmani per la festa del montone. Una semplice maniera per celebrare il Natale è pranzare vegetariano, rinunciando a tutti i prodotti che derivino dalla morte degli animali, primo tra tutti il patè di fegato d'oca, ottenuto inchiodando al terreno questi animali e ingozzandoli fino a fargli scoppiare il fegato…

…La difesa degli animali è un  tema che coinvolge sempre più persone e gli ideali animalisti sono fatti propri ormai da una discreta fetta della popolazione…

Natale è passato, e anche l’abete che c’è nella piazza della mia città presto verrà tagliato e brucerà in qualche camino in poche settimane, o produrrà carbone.

Entrando in questo mondo di appassionati amanti degli animali e di rispettosissime persone nei confronti della natura, mi rendo conto di quanti errori io abbia fatto in passato e faccia tuttora e molto spesso penso a tutte le torture che vengono inferte agli animali in ogni momento e in ogni parte del mondo.

Non sono vegetariana, ho vissuto e vivo in una zona della Pianura Padana in cui la caccia è consentita, in cui è sempre stato normale crescere e pascere conigli o galline o anitre, tacchini, agnelli, mucche, maiali e quant’altro per poi mangiarli.

Non è sicuramente una lotta per la sopravvivenza umana, ma un’antica tradizione o forse meglio un’occupazione che contadini, allevatori, e cacciatori portano avanti.

Mio padre era un cacciatore senza fucile, la sua soddisfazione più grande era vedere Leo, il nostro setter inglese, mettersi in ferma.

L’ho visto anch’io ed era spettacolare: la sua coda ferma come l’asta di una bandiera e lo sguardo concentrato, era affascinante.

Tutto ciò può essere legittimamente non condivisibile.

Personalmente ho cercato di salvare un’anatra muta dalla morte per ‘tirata di collo’ per circa dieci anni e ci sono riuscita: è morta di morte naturale.

Mio suocero, per farmi piacere e contrariamente ai suoi principi (Ada, è inutile alimentarla ed ingrassarla se non si mangia!), le dava da mangiare tutti i giorni e gli ultimi anni dalla mano perché l’anatra non era più in grado di spostarsi con le sue zampe.

Mio suocero è un vecchio contadino tutto d’un pezzo che sa fare gli innesti alle viti o ai mandorli, e riesce a produrre ad esempio un peperone con il sapore del pomodoro, o un pomodoro che si presenta come un peperone.

Quando la stagione lo permette, (vista la sua età,) lega e pota le vigne, porta il concime alla terra, controlla gli ulivi e se incontra un riccio lo rispetta perché tiene lontano i serpenti.

In natura tutto serve e ogni cosa và rispettata e coltivata.

Forse per questo motivo, per il fatto cioè che sono a contatto con un tipo di uomo che non urla quando parla ma con fare sornione mi spiega le cose, è pacato e molto preciso sui tempi della coltivazione, dell’aratura o del raccolto, alimenta i conigli con fieno buono e le galline con il grano, pulisce dove vivono e mi fa incontrare un mondo contadino così genuino… forse per questo motivo non sono vegetariana e non mi scandalizzo quando sulla nostra tavola ci sono dei pezzi di pollo o di coniglio.

…non vado a vederli sgambettare finché sono vivi perché poi non riuscirei a mangiarli…probabilmente nascondo la testa nella sabbia… ed è giusto che le persone si arrabbino con me…è giusto anche quanto dice Benigni, ma allora non pensiamoci solo a Natale o a Pasqua!

Ed inoltre, ne parliamo ma arriviamo ad una risoluzione?

E quale sarebbe la soluzione?

Non siamo noi, persone del mondo civilizzato che uccidiamo tigri, elefanti, tartarughe, foche, balene, oranghi, tutti animali in via di estinzione…non siamo noi…no… ma le nostre richieste di oggetti particolari, semipreziosi, di pellami, il nostro desiderio di provare cibi inconsueti (brodo di tartaruga) o strani (carne di cane)….

Sembra un circolo vizioso!

Io non desidero che le mie braccia siano ornate di orpelli africani, né desidero assaggiare carni strane, né voglio nella mia casa zanne di elefante o pellami esotici…no questo no…

…ma mangio carne di tacchino o di agnello…

Ci sarà una differenza, o no!?!

Adalisa Tomezzoli Pasqualini