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La
psicologia positiva,
basata su studi dell’emozione positiva, dei tratti positivi
e sulle istituzioni positive:
-
evidenzia
le nostre forze, oltre a spiegare le debolezze
-
dà i
mezzi per costruire le cose migliori nella vita, oltre a
riparare i punti peggiori
-
si
attiva per migliorare la qualità della vita della gente,
oltre a guarire le patologie
Gli studi
ci suggeriscono già tante cose sulla felicità:
1.
La felicità
deriva da un senso soggettivo di benessere, dalle emozioni
positive e dal coinvolgimento che proviamo in ciò che
facciamo.
2.
La felicità è
determinata da:
a)
ereditabilità (circa
50%)
b) le
circostanze della vita
(circa 10%)
c)
l’attività intenzionale
(circa 40%)
3.
E’ la
percentuale dell’influenza sulla felicità di ciascuno
di questi punti che è così interessante. Sondaggi complessi
e semplici ci insegnano che la gente ricerca la felicità al
punto b), cioè nel proprio benessere fisico e particolarmente
finanziario, oppure nel comportamento degli altri verso di
noi. Si tende a pensare che una casa, una macchina, o vestiti
più belli ci renderebbero più felici. Ma studi fatti su
vincitori di lotterie e su persone che hanno subito degli
incidenti gravissimi fanno notare che il livello soggettivo di
felicità ritorna alla sua norma dopo circa un anno o al
massimo due. Perché? Perché l’uomo si abitua alle
circostanze nuove molto in fretta – e non trae più né
benefici né disagi.
4.
L’attività
intenzionale rimane l’unica nostra possibilità di
cambiare il proprio livello di felicità e benessere. Vale la
pena lavorarci, perché, volendo possiamo cambiare vecchi
abitudini e modi inefficaci che abbiamo per ‘risolvere’ i
problemi piccoli e grandi. Con esercizi gradevoli possiamo,
per esempio, coltivare la gratitudine, capire come funziona il
perdono e assaporare i piaceri semplici e complessi. Si
possono ricercare ed usare di più le proprie potenzialità
personali.
Insomma,
grazie alla scienza, oggi le tecniche ci sono per alzare il proprio livello di benessere e
felicità in maniera duratura.
Bisogna
pensare in termini di azioni e non di sentimenti…
Per
esempio, quante volte si sente dire che “lui non mi ama più”
o “sento che non c’è più amore tra di noi”. E’ il sentimento nostro che ci fà sentire poco amati. Ma se si pensasse
all’amore come un
verbo, ci sarebbero tante cose che potremmo fare
per rendere più contento/a il nostro partner. Una tazzina di
caffè o un bacetto inaspettato, la musica preferita per
accoglierlo/la al rientro in casa, un fiore, accendere una
candela, un mini-massaggio al collo…
La
soddisfazione di fare – e di notare che abbiamo reso
contento/a qualcuno/a – ci dà automaticamente un senso di
benessere. Iniziamo
noi a sentirci più innamorati – perché l’emozione deriva
dalle azioni e dall’attitudine.
Per
iniziare a costruire la propria felicità in maniera conscia
provate ad:
Essere
più CONSAPEVOLI e CONSCI dell’attimo fuggente
DIVERTIRSI
facendo la routine
NOTARE
cose diverse
CREARE
una VISIONE del futuro
AFFRONTARE
la realtà
GESTIRE
il passato in modo che non faccia più male
5.
Le
emozioni positive
hanno un ruolo molto importante (B. Fredrickson), perché costruiscono
risorse personali durature
nel tempo. Le risorse sono fisiche, sociali, intellettuali
e psicologiche.
·
Chi
è felice gode di una salute migliore – può vivere anche 9
anni in più di un coetaneo infelice
·
La
felicità rende più sociale, perciò è più probabile che si
sia felicemente sposati o che si abbia un bel circolo di amici
e successi interpersonali a tutti i livelli
·
Quando
si è felice si pensa più velocemente e più accuratamente
·
Inoltre
si è più forti e resistenti, con un recupero più veloce
dopo le avversità e le sfortune (K. Reivich, A. Shattè).
Tutto
questo avviene perché ogni emozione porta ad un’azione
specifica:
Paura . .
. . scappare
Contentezza . . . .
assaporare
Rabbia .
. . . attaccare
Gioia . . . . giocare
Vergogna
. . . . scomparire
Interesse . . . .
esplorare
Perciò le
emozioni positive ci donano una disposizione mentale
espansiva, tollerante, creativa…
Ma le
emozioni positive sono più sottili, meno penetranti, delle
emozioni negative, perciò ce ne servono di più per ottenere
il benessere:
3
o 4 emozioni positive
= 1
emozione negativa
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