Senza amore, lo Spirito non s’impegna nella Vita.
   
 
   
 
   

Senza amore, lo Spirito non s’impegna nella Vita.
Un legame appassionato - con una persona, un causa, un ideale, un obiettivo – 
fornisce un’insopprimibile vitalità interiore.
Ogni moto indotto dalla forza di Eros – che nell’antichità non era un dio, ma pura forza e attrazione – 
possiede un carattere viscerale.
Quando mente e corpo sono in armonia, 
è quest’ultimo che assume il potere decisionale, 
e la Vita fluisce da sé.

Eros appartiene allo Spirito, non all’Io, alla sfera trascendente, non a quella razionale. 
E’ quel che ispira il senso di ‘Vocazione’, 
l’essere chiamati ad un percorso esistenziale e/o professionale.

Eros non è prudente, 
sfida l’Io, 
la ragione, 
le buone maniere, 
le aspettative sociale, 
proprie e altrui.

Eros ci sorprende, 
risveglia in noi un potere ed un’energia sorprendenti, 
sconvolge ogni ordine e progetto, 
e in quanto emanazione dello Spirito
ci fa capire come il potere su di noi e la nostra Vita 
è molto più sconfinato e imprevedibile
di quel che avremmo potuto credere.
Perché ci trascende.

Amore richiama risveglio e rinnovamento, 
lo induce, lo suscita, lo alimenta.
Ad una condizione:
essere disposti a lasciare andare il passato.

Compassione, perdono, grazia, 
sono affini.
Avere fede, superare senso di colpa, vergogna, cinismo, 
sono fondamentali per permettere il suo fiorire.

Amore richiama capacità di impegnarsi
e credere in quel che si sta vivendo.

E anche laddove la fiamma si smorza, 
non cessa la fiducia 
che quel sentimento ritornerà.

Si tratta di un dono:
l’unica scelta che ci è consentita
è quella dell’accoglienza. 

Resta solo l’apertura,
e il senso di vulnerabilità che comporta.

A quel punto, quando siamo in grado di incedere con fiducia, 
quando il nostro Io è sufficientemente solido, 
privo di timori di ferite o d’abbandoni,
è possibile fiorire alla sacralità della Vita
e dello Spirito.