Il vuoto e la crescita interiore
   
 
   
 
   

La parola, di primo acchito incute timore, perché evoca la mancanza, la carenza.

“La prima cosa che faccio quando salgo in auto è accendere la radio: odio il silenzio”, racconta Andrea, agente di commercio di 42 anni.

“Quando sono da sola telefono di continuo alle mie amiche, non mi piace la solitudine”, spiega Alessia, segretaria di 28 anni, ma se si va oltre, se si osserva il versante positivo, si nota che il vuoto rappresenta uno spazio che si può riempire. Sta a noi decidere in piena libertà se come e quando farlo.

Se si osserva ancora più da vicino il vuoto e i vissuti che esso suscita, in realtà si potrà notare che non saranno solo timore, smarrimento, angoscia, ansia, solitudine, ma al contrario, attrazione, fascino, mistero che ci viene dall’ignoto, una vaga forma di eccitazione che può sconfinare nella vertigine. Quest’ultima è particolarmente evidente in chi sta per gettarsi da un aereo in volo con il paracadute: di fronte al portellone aperto il timore si mescola e si confonde con l’attrazione, il desiderio di saltare, di lasciarsi andare, di aprirsi all’ignoto, viene in parte frenato dalla paura di perdere il proprio equilibrio, i propri punti di riferimento. Ma è proprio il salto che metterà fine alle vertigini e che permetterà di godere appieno il piacere di lasciarsi andare nel vuoto e di muoversi liberamente in esso.

Un fenomeno simile si verifica anche a livello mentale: una relazione affettiva conclusa, proprio quando sarà accettata come tale, libererà spazio dentro di noi e creerà le basi per l’ingresso di una nuova persona nella nostra vita sentimentale.

Un romanzo terminato, un esame universitario superato daranno un senso di svuotamento, di abbandono, di stanchezza, di perdita di energie. Ma è proprio il lasciarsi andare a ciò che è concluso, il riappropriarsi dei propri spazi interni che consente poi di decidere come riutilizzarli. È un po’ quello che accade al termine di una festa in casa: quando gli ospiti se ne sono andati, resta il ricordo del piacevole ricevimento, la consapevolezza di poter ricreare iniziative simili nel futuro, il tutto mentre ci si concederà del tempo per rinvigorire le proprie energie.

Ancora una volta, quindi, si deve partire da noi stessi, dalla nostra interiorità, per arrivare all’altro.

“Da quando avevo 15 anni ad oggi che ne ho quasi 30 ho cambiato continuamente fidanzato. Nel complesso, avrò trascorso sì e no un mese da sola. Eppure continuo a sentirmi sola, avverto un senso di vuoto che, a volte, temo mi possa divorare, che mi risucchi con lui e che di me non rimanga più nulla” racconta Elisa, impiegata commerciale.

I primi che dobbiamo fare ordine dentro noi stessi siamo proprio noi. Siamo come i proprietari di un appartamento: di tanto in tanto dobbiamo fermarci e ristabilire le nostre priorità, decidendo con coraggio cosa tenere e cosa lasciare. Ma soprattutto dobbiamo renderci conto che, come un appartamento consta di diversi locali, anche la nostra vita interiore è multidimensionale: non possiamo pensare di realizzarci e di trarre soddisfazione solo in un ambito della nostra esistenza, ma dobbiamo cercare di scoprire e di dare seguito al maggior numero possibile delle nostre inclinazioni, passioni e interessi.

Prendere la vita nelle proprie mani, senza delegare le proprie responsabilità ad altri è il primo passo lungo il cammino della nostra esistenza.

“Dopo anni di insoddisfazione, di indecisione, di rabbia, di tendenza a soddisfare le aspettative di chi mi stava intorno, mi sono finalmente deciso a chiedermi che cosa volessi veramente io. È stato un percorso lungo, tortuoso, faticoso e lo è tuttora, ho attraversato momenti bui, di smarrimento, di disorientamento, di solitudine. Dopo aver demolito le impalcature, le sovrastrutture, le maschere che mi ero creato, ora sto finalmente cominciando a costruire me stesso in modo più pieno ed autentico” spiega Gianni, 38 anni, grafico.

È senza dubbio un percorso faticoso, ma di sicura soddisfazione e intraprenderlo è possibile verosimilmente a qualunque età.

Anna Fata