|
A cura di Adalisa
Tomezzoli Pasqualini
AT: Gentilissimo sig.
La Spina, vuole elencare lei tutte le sue qualifiche, non
vorrei dimenticarne qualcuna!?
ALS: sono l’unico rappresentante in Italia
qualificato dall’APBC (Association of Pet Behaviour
Counselor - www.apbc.org), organizzazione internazionale che
annovera i più famosi consulenti esperti nel recupero del
comportamento animale (Dodman, Appleby, Neville, O’Farrel,
Abrantes…), unico Istruttore cinofilo e rappresentante in
Italia che può qualificare Istruttori APDT Uk (apdt.co.uk),
Istruttore Cani per Audiolesi (diploma Hearing Dog for the
Deaf), Valutatore CGC (Canine Good Citizen) dell’AKC (USA),
Pet Partner (Delta Society USA), docente universitario a
contratto (Milano, Pisa…), consulente a contratto IZSAM
(Istituto Zooporofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del
Molise) per progetto sull’Aggressività.
AT: Le faccio questa
piccola intervista per un sito che parla di armonia e
benessere umana, ma mi interesserebbe aggiungere anche armonia
e benessere umano - canina.
E in questo mi
rifaccio a quanto scrive nel suo libro la dott.ssa M. Giacon
“…ecco che la
relazione tra specie differenti acquista maggiore significato
data l’importanza dell’equazione: benessere (o malessere)
di una specie o più specie = benessere (o malessere) di tutto
il sistema, compreso l’uomo.”
Lei che cosa ne pensa?
ALS: che l’uomo deve iniziare a cambiare il
suo punto di vista e non pensare più “all’utilizzo del
cane”, ma ad utilizzare la sua relazione con il cane; per
fare questo deve prima, come amo affermare da sempre,
“imparare a ragionare da cane”. Perché infatti quando un
neonato/bambino piange l’uomo prima si interroga del perché,
invece quando un cane abbaia “rompe” e non ci si chiede
che cosa realmente stia “dicendo” con il suo vocalizzo che
nel suo etogramma ha un preciso significato emotivo: dolore,
tristezza, gioia…
AT: Lei è una
persona altamente qualificata nel risolvere e/o nell’aiutare
a risolvere problemi comportamentali di ogni genere di cani e
gatti.
Naturalmente il primo
pensiero che viene alla mente è la mancanza di controllo
sull’aggressività in alcuni cani, anzi è il problema di
cui si parla di più, ma è il solo?
ALS: l’aggressività è solo il problema più
“conosciuto”; in realtà c’è anche per esempio il cane
che, lasciato solo, vocalizza tutto il giorno e il suo
proprietario ha ricevuto denunce e minacce dai vicini e non
riesce a trovare una soluzione se non quella di allontanare il
suo cane (o peggio). Questo problema è molto diffuso e di
difficile soluzione per esempio, rispetto al cane aggressivo
agli estranei, dove una museruola, un guinzaglio ed un
recinto, permettono la minima gestione sociale. E il cane che
non vuole uscire di casa perché è terrorizzato dal mondo
esterno? E quello che è terrorizzato dai petardi e fuochi
artificiali che oramai ci sono tutto
l’anno? E quello che si insegue la coda sino a
prenderla e ridurla ad un moncone sanguinolento?
Potrei continuare a lungo, sono riuscito a far
corrispondere ad ogni lettera alfabetica un problema
comportamentale…
AT: Ritiene che ci
sia eccessiva pubblicità negativa al riguardo (parlo dei
media) oppure assoluta ricerca dello scoop e nessun tentativo
dei giornali di sensibilizzare le persone (e non solo, ma
anche gli allevatori) ad acquisti e vendite ‘a misura
d’uomo’?
ALS: purtroppo ancora in molti settori
professionali il cane è ancora una reificazione e quindi
considerato oggetto… merce di scambio e di guadagno. Sapete
quante consulenze sulla scelta del cane sono riuscito a fare
nella mia ventennale carriera professionale? Due… e in
entrambe alla fine hanno scelto il cane che avevano già in
testa o che hanno visto sull’atlante. E i canili che sono
stracolmi di cani? Ma perché tutti vogliono un cucciolo?
Pochi sanno che adottare un cane adulto ha un enorme
vantaggio: dopo 15 giorni lui manifesta tutto sé stesso e
previo accordo con il canile si può decidere se tenerlo!
AT: Quando ci si
trova davanti ad un cane ‘difficile’, è sempre
consigliabile tentare il recupero? E’ sufficiente fargli
cambiare famiglia? Il problema non si ripresenterà? La nuova
famiglia affidataria del cane si sentirà al sicuro?
ALS: i problemi comportamentali dei cani
trovano quasi sempre la causa nella relazione e
nell’ambiente; il solo cambio richiede quindi un ambiente
totalmente differente, una nuova famiglia adottiva
“esperta” e …molta fortuna! Invece un recupero
comportamentale e una strada in salita con moltissime
difficoltà e recidive (può mordere ancora!); ma se il
recupero è positivo si avrà un nuovo equilibrio stabile nel
tempo, evitando che il “vecchio comportamento” emerga
dalla sua latenza.
AT: Mi rendo conto di
farle domande scontate ma non tutte le persone hanno
sufficiente conoscenza ‘canina’ per affrontare
problematiche relative ad esempio all’ iperattività, o alle
vocalizzazioni e quindi ad un bel problema con i vicini.…
A questo punto le
chiedo: Ma si deve davvero portare il cane a scuola per averlo
sotto controllo? E facendolo potrò prevenire alcuni se non
tutti questi comportamenti strani?
ALS: la Scuola deve essere per il proprietario e non
per il cane! Quindi questo vale soprattutto per chi non ha
esperienza o pensa di averla perché “con l’altro cane
facevo così…”! Non si deve andare a Scuola per averlo
sotto controllo, ma per conoscerlo e cercare sempre quel
compromesso nel valorizzare le sue doti caratteriali
educandolo ed istruendolo cioè dando a lui ed al suo
proprietario gli strumenti per vivere socialmente inserito!
AT: Il mio cane è di
razza pura, è buonissimo, mi disse la signora che portava a
spasso il suo frugoletto. Io, giovane ragazza incuriosita da
un così bel musetto mi sono piegata su di lui per
accarezzarlo, e il ‘poverino’ mi ha lasciato i canini
sulla coscia… Chi ha sbagliato?
ALS: proviamo a fare questo
parallelo: se l’incontro fosse invece avvenuto con un
bambino probabilmente non le sarebbe capitato di ricevere un
doloroso calcio nello stinco perché non avrebbe mai dato una
carezza a quel bambino che le aveva espresso con chiari
segnali ostilità nei suoi confronti! Ma un cane non deve mai
mordere, anche se ha ragione e prima di farlo ha anche
avvertito!
AT: Ho sentito una
signora parlare del suo cane prelevato con tanto amore dal
canile. ‘Qualche volta’ il cane le ringhia quando lei si
avvicina.
La signora è
disinformata, spaventata, non sa che fare, riporterà il cane
al canile?
Quando le persone
devono chiedere l’aiuto di un comportamentista o anche più
semplicemente di un esperto istruttore cinofilo?
ALS: quando una persona
adotta un cane adulto da un canile, come ho già detto, entro
15 giorni circa, lui esprime tutto di sé; oltre questo
periodo, diciamo un mese, purtroppo la responsabilità
“morale” non è più del canile ma del nuovo proprietario
e così anche la scelta di rivolgersi ad un comportamentista o
ad un istruttore cinofilo esperto di comportamento, basta che
siano entrambi seri e preparati professionisti. Il canile
dovrebbe avere la disponibilità di un esperto in
problematiche comportamentali ed il proprietario per prima
cosa dovrebbe rivolgersi al medico veterinario curante per
escludere patologie in atto; questi dovrebbe indicargli i
professionisti a cui rivolgersi per risolvere il suo problema
scegliendoli nell’ambito della psichiatria, psicologia e
quello dei consulenti nella rieducazione del cane.
Prossima
pagina
|