Intervista a Eleonora Mentaschi
   
 
   
 
   

Eleonora Mentaschi si occupa di comportamento e problemi comportamentali del cane. Si è laureata in Scienze delle Produzioni Animali, alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano. Ha frequentato per due anni un tirocinio teorico e pratico in Etologia Applicata presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Barcellona, in Spagna, dove ha lavorato fianco a fianco con il dott. Fatjò, illustre etologo di fama internazionale. Ha conseguito il “Master in Medicina Comportamentale degli Animali d’Affezione” presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Pisa.

Per contattare la dott.ssa Eleonora Mentaschi

eleonoramentaschi@libero.it
http://utenti.lycos.it/comportamentocane/

D.: Il tuo lavoro è molto particolare, potremmo definirlo una sorta di consulenza di ‘psicologia canina’: ci spieghi esattamente in cosa consiste?

R.: In Italia, effettivamente, è ancora un lavoro poco conosciuto, ma all’estero, ed in particolare in America, sono moltissimi anni che esiste la nostra figura professionale. Studiare il comportamento del cane ed intervenire quando ci sono problemi comportamentali richiede molto tempo ed impegno, ma soprattutto conoscenze approfondite e studi specifici. L’aggiornamento professionale è per me determinante: non smetto mai di frequentare seminari e congressi, di confrontarmi con altri colleghi italiani ed esteri, di leggere e tenermi aggiornata sulle moderne ricerche scientifiche svolte in ogni parte del mondo.

Se un proprietario si trova in difficoltà perché il suo cane è aggressivo, distrugge casa, abbaia eccessivamente, è pauroso o mostra altri comportamenti inadeguati può chiedere l’aiuto di una figura professionale come la mia. Effettuo una consulenza di almeno due ore, durante la quale raccolgo tutti i dati per avere un quadro completo. A questo punto ogni pezzo del puzzle andrà al suo posto ed avrò un’immagine dettagliata del caso. Al termine della consulenza formulerò la mia analisi comportamentale, spiegando le motivazioni dei comportamenti in esame: capire il perché di alcune manifestazioni è spesso già un grande passo verso la risoluzione del problema, ed imposto la terapia comportamentale che porti a modificare i comportamenti inadeguati e ritrovare, così, un rapporto più sereno tra il cane e la famiglia.

D.: Il padrone in tutto questo processo che ruolo svolge?

R.: Il proprietario svolge un ruolo fondamentale: è lui che potrà fornirmi la maggior parte delle informazioni e che diventerà il punto centrale della terapia comportamentale. Il proprietario è il mio collaboratore: insieme lavoreremo, fianco a fianco, per arrivare agli obiettivi finali.

D.: Le persone che vivono insieme da tanto tempo, specie nel caso dei coniugi tendono ad assomigliarsi negli atteggiamenti, nei comportamenti, e, a tratti, anche in alcuni aspetti del fisico. E’ anche vero che può accadere l’opposto: persone simili si attraggono. Esiste qualcosa di simile anche tra cani e padroni?

R.: Effettivamente può accadere che i comportamenti del proprietari influiscano in modo decisivo sul comportamento del cane. Dobbiamo pensare, infatti, che il cane impara spesso cosa deve (o non deve fare) proprio grazie all’educazione che riceve dal suo proprietario. Esistono però problemi comportamentali che non sono attribuibili al solo proprietario, per questo trovo un errore colpevolizzare chi ha cresciuto con le migliori intenzione il suo amico a quattro zampe: talvolta i problemi sorgono in modo indipendente dal proprietario. L’importante è rivolgersi a personale qualificato per farsi aiutare.

D.: Ci dai qualche indicazione di base, una specie di ‘piccolo decalogo’, per poterci rapportare correttamente al nostro pet?

R.: Prima di tutto bisogna partire con il piede giusto. Adottiamo cuccioli solo dopo i 2 mesi di età, lasciandoli con la madre ed i fratelli fino a tale momento. Una volta portato a casa, il cucciolo avrà bisogno di essere portato a scoprire il mondo, dovrà cioè vedere molti altri cani, di tutte le età e razze, conoscere moltissime persone differenti (donne, uomini, persone con barba, con difficoltà motorie, bambini, etc) ed ambienti nuovi (città, campagna, ambienti rumorosi, etc). Questo gli permetterà di diventare un adulto più equilibrato, meno pauroso e, quindi, più facile da gestire.

Una buona regola per educare i cani è quella di premiare tutti i comportamenti corretti, e non punire solo quelli sbagliati, come spesso facciamo. Siamo sempre più rapidi ed efficaci nel punire ogni errore del nostro cane, ma ci dimentichiamo poi di premiarlo quando mette in atto un comportamento corretto.

Indichiamo al cane ciò che deve fare, premiamolo quando si comporta come noi vorremmo, aiutiamolo a capire ciò che ci fa piacere.

Un buon proprietario è quello che si informa, che legge, che cerca anche l’aiuto di un buon educatore per imparare al meglio come gestire il proprio amico a quattro zampe.

Cercando di capirli meglio, di trattarli come impareggiabili collaboratori e non come bambini, di dedicargli tempo ed attenzioni potremo avere veramente grandi soddisfazioni.

Se poi ci fossero problemi, allora non arrendiamoci, cerchiamo piuttosto un buon comportamentalista che ci indichi la strada migliore.

D.: Attualmente quali sono le attività in cui sei impegnata?

R.: Durante gli anni, ho avuto la fortuna di incontrare diversi professionisti che oggi sono miei indispensabili collaboratori. Insieme portiamo avanti i progetti e gli obiettivi in cui crediamo.

Oltre alle consulenze comportamentali a privati o canili, mi occupo di prevenzione in senso lato: vado nelle scuole per insegnare ai bambini ed ai ragazzi l’educazione ambientale e cinofila; organizzo seminari per il pubblico, con l’aiuto di Comuni ed Associazioni Animaliste, per diffondere cultura cinofila tra i cittadini e migliorare, così, la convivenza tra uomo e cane; offro la mia professionalità alle Associazioni Animaliste con cui condivido gli obiettivi e scrivo su alcune riviste e siti internet.

Con i professionisti con cui collaboro, abbiamo creato una Scuola di Formazione Professionale per Educatori Cinofili. Il nostro obiettivo è formare operatori cinofili professionisti, che sappiano lavorare con i cani, rispettandone le caratteristiche e utilizzando solo metodologie gentili.

Essendo la nostra Equipe formata tra diversi professionisti, ci occupiamo anche di Attività e Terapie Assistite con gli Animali e Pet Therapy. In questo caso cerchiamo, grazie a personale e cani appositamente formati a tale scopo, di aiutare le persone che ne possano avere beneficio. Lavoriamo, ad esempio, con persone con difficoltà motorie o psicologiche, in strutture di recupero o degenza, in centri geriatrici, etc. La Pet Therapy è un valido mezzo terapeutico, come le numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato in varie parti del mondo, ed anche in Italia sta divenendo una realtà. Purché venga effettuata da personale qualificato.

D.: E i tuoi progetti per il futuro?

R.: Tanti…Il primo tra tutti quello di creare un Corso di Formazione in Pet Therapy, grazie alla collaborazione con la dott.ssa Anna Fata, che ha gentilmente deciso di pubblicare questa intervista sul suo sito. Insieme stiamo progettando un percorso formativo serio e professionale in questo ambito tanto delicato, perché crediamo che solo la professionalità possa portare agli obiettivi che le Attività e Terapie Assistite con gli Animali si propongono. Speriamo di potervi presto dare notizia di tale Corso di Formazione.

Nel frattempo continuiamo ad impegnarci nei vari progetti che ci vedono coinvolti.