Intervista a Paola Riboldi
   
 
   
 
   

Intervista a Paola Riboldi
Paola Riboldi – 44 anni – decide di dare una svolta alla propria vita due anni fa.

Esce dal mondo della pubblicità, dopo più di vent’anni di attività in questo settore, e decide di dedicarsi al sociale con l’aiuto degli animali, cavalli in primis e cani subito dopo.

Prende il brevetto di “operatore di riabilitazione equestre A.N.I.R.E.” (generalmente definita ippoterapia) a maggio 2003 e il brevetto di conduttore Pet Partners® Delta Society® - con il cane Ambra, un segugio italiano del 1999 - a dicembre dello stesso anno.

Ad Agosto 2003, con l’aiuto delle sorelle Anna e Clara, fonda Koinè – Associazione Arcorese no-profit per la Riabilitazione Equestre e la Pet Therapy – affiliata A.N.I.R.E. (Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione Equestre).


Paola e Ambra


Paola e Bardos (uno dei due cavalli utilizzati per la riabilitazione equestre)

D.: Come è nata l’idea di svolgere un’attività di così grande valore sociale come quella delle terapie mediate dall’impiego de gli animali, cani e cavalli, come nel tuo specifico caso?

R.: L’amore per gli animali mi accompagna dalla nascita. La passione per i cavalli è nel mio DNA. L’equitazione era il mio hobby, finché non è divenuta anch’essa parte della mia vita professionale (ho acquisito anche un brevetto di accompagnatore equestre E.N.D.A.S.).

Ambra (il mio cane) fa parte della mia vita familiare da quando ho deciso di fare questa scelta: voglio bene a lei come ad una figlia, e chi la conosce sa perché.

Ho deciso di mettere parte di me a disposizione degli altri dopo una lunga esperienza avuta in famiglia con una persona inferma e bisognosa di cure quotidiane. Farlo attraverso l’aiuto degli animali è portare amore incondizionato.

E’ importante, però, che dietro ogni aiuto vi sia un metodo ed progetto specifico. In questo tipo di attività, infatti, è anche possibile nuocere.

D.: Ci racconti un esempio del tuo ‘intervento tipo’ con un cavallo e/o con un cane?

R.: Se parliamo di riabilitazione equestre (alias ippoterapia) ci riferiamo all’aiuto che può fornire il cavallo attraverso il suo movimento fisioterapico. Il modello che io seguo è quello A.N.I.R.E. (Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione Equestre) della dottoressa Danièle Nicolas Citterio, che in Italia studia questo tipo di interazioni da più di tren’anni. Gli effetti positivi sono scientificamente dimostrati.

Se ci riferiamo alla cosiddetta Pet Therapy (alias AAA, EAA,TAA), parliamo di tutte le azioni positive fornite dall’utilizzo dell’animale nell’interazione con una persona.

Io ritengo, infatti, che ogni persona che entra in contatto con un “pet” stia facendo pet therapy; io stessa quando interagisco con il mio cane ne ricevo del benessere.

Ti porto degli esempi pratici: il lunedì ci occupiamo di riabilitazione equestre presso un centro ippico della zona che ci mette a disposizione tutta la struttura – ed in particolare il maneggio coperto - mettendo a cavallo una decina di utenti con problemi sia neuromotori che cognitivi.

Ci vorrebbero molte ore per spiegare quanti e quali effetti positivi può dare il movimento del cavallo e gli esercizi specifici che per ogni utente vengono effettuati, sulla base degli obiettivi che esso deve raggiungere.

Per quanto riguarda la Pet Therapy gli esempi di interazione potrebbero essere molti. Grazie al contributo del Comune di Arcore, ad esempio, è stato possibile realizzare un progetto sugli ospiti del Centro Diurno Integrato “l’Arca”, che ha visto l’intervento di Ambra per 20 attività e del cavallo per altre 10.

Sì, proprio così, abbiamo portato gli anziani in maneggio e loro si sono occupati del cavallo: l’hanno accudito, spazzolato, hanno persino pulito di zoccoli, fatto girare alla corda, fatto correre, gli hanno dato da mangiare mele e carote.

E’ molto bello vedere dei nonni, anche ultra ottantenni, muniti di bastone e deambulanti a fatica, che non vogliono più neppure fare fisioterapia per migliorare il movimento degli arti, spazzolare energicamente il cavallo o stare piegati a novanta gradi per pulire gli zoccoli, senza mostrare nessuna fatica…


Giriamo Bardos alla corda


Rinaldo pulisce gli zoccoli a Nordi

D.: Secondo te, in quali modi è possibile sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica e le istituzioni al fine di una maggiore diffusione di tali attività, che tenga conto della scientificità degli interventi, della preparazione degli operatori e del rispetto di tutti gli attori coinvolti, animali in primis?

R.: Uno dei nostri scopi associativi, inserito anche nello statuto di Koinè, è proprio la diffusione della cultura di questo tipo di attività.

A questo proposito, abbiamo organizzato due conferenze: la prima, patrocinata dal Comune di Arcore – Assessorato ai Servizi Sociali – e dall’Ordine degli psicologi della Lombardia, sì è svolta a Maggio 2004, “il Rapporto uomo-animale come fonte di benessere psicologico”, e la seconda, nel gennaio di quest’anno, sempre con il patrocinio del Comune di Arcore – Assessorato ai Servizi Sociali – sul tema della Riabilitazione Equestre, ha avuto come relatore proprio la dottoressa Danièle Nicolas Citterio, presidente A.N.I.R.E. e del Centro Studi.

Proprio in questo periodo sta partendo un progetto di TAA su alcuni ragazzi dell’Associazione Amici dell’Orsa Minore di Lesmo, con ha un duplice obiettivo: il miglioramento delle condizioni di vita di questi ragazzi e la diffusione dei risultati ottenuti al termine del percorso, al fine di poter dimostrare - come si suole dire - “coi fatti e coi numeri” che questo tipo di interazioni funziona e porta benefici.

Purtroppo in Italia non esiste ancora una legge che regoli le attività assistite con gli animali e neppure la riabilitazione equestre. Auspichiamo che il Parlamento dia presto una risposta fattiva a questa carenza legislativa.

Nel frattempo è importante lavorare basandosi su metodi precisi e di comprovata esperienza, perché nulla può e deve essere lasciato al caso.

Noi lavoriamo su progetto e per obiettivi. Ogni azione deve avere una precisa motivazione.

Inoltre, se durante le interazioni il protagonista è l’utente, la mia attenzione è sempre concentrata anche sull’animale. Il mio pet dovrà sempre trovare piacere in ciò che sta facendo. Se solo avessi la sensazione di forzare la sua volontà avrei fallito nello scopo.

Il metodo Pet Partners® di Delta Society® tiene conto in primis di questo: per me, conduttore, l’animale è la cosa più importante; se non sta bene nel suo ruolo non può portare alcun beneficio.

Gli animali adatti a questo tipo di attività, infatti, non fanno giochi da circo, ma amano stare con le persone, essere toccati, accarezzati, coccolati, spazzolati… A questo scopo la coppia uomo-animale deve superare una severa valutazione, che viene ripetuta ogni due anni.

D.: Quali sono i progetti futuri di Koiné?

R.: I progetti di Koinè e miei personali sono molti e molto ambiziosi. 

L’obiettivo finale è la creazione di una fattoria, sul modello olandese, in cui con-vivano persone normodotate e diversamente abili, insieme a molti animali.

Questo progetto necessita di un percorso lungo e soprattutto di trovare sponsor e finanziatori, cosa sicuramente non facile.

Di Anna Fata
Arcore (Milano), 10 ottobre 2005