Recensioni: film
   
 
   
 
   

Fino a farti male

Regia: Alessandro Colizzi
Anno: 2004

Tre giorni di assenza per un viaggio di lavoro e Marc al suo ritorno anticipato rispetto alle previsioni, d’improvviso diviene consapevole che l’idea di famiglia e di moglie che si era costruito non rispecchiavano la realtà dei fatti.

All’entusiasmo della scena con cui si apre il film in cui l’uomo fa una sorpresa alla moglie Martina prima di partire si sostituiscono i toni tetri, drammatici e angoscianti successivi.

Il suo viaggio di uscita dal parcheggio dell’aeroporto, lungo, tortuoso, sembra per certi versi presagire quello che sarà il successivo percorso alla scoperta del mondo sconosciuta della moglie.

Da una parte Martina sembra dare tutta se stessa al marito (emblematico il dono di tutti i suoi risparmi prima del tentato suicidio), dall’altra sembra rimanere sempre un po’ estranea, a distanza.

Una valvola di sfogo, una nuova possibilità serve sempre – afferma la madre di lei al povero Marc che nel tumulto dei suoi pensieri comincia a sospettare l’esistenza di un uomo amante della moglie.

Chi meglio può comprendere tali situazioni se non chi ci è a suo tempo passato, come la stessa madre di Martina? La storia sembra ripetersi.. ma con qualche variazione.

Nuova esistenza, nuova casa, una residenza provvisoria in un Residence in cui Martina trascorre parte del suo tempo insieme ad una donna con la quale ha una relazione.

Ecco il grande segreto che Martina non poteva confessare, neppure a se stessa.

Fare finta che tutto vada bene: così Martina vive da mesi e così continua la sua farsa. E, in fondo, il marito sostiene il suo gioco..

Fino a farti male: questo il titolo del film. Ma è un male che reciprocamente moglie e marito si fanno, lei con la sua distanza, i suoi segreti, la sua doppia vita, lui non volendo vedere, in un primo momento, e, in seguito, volendo sapere e vedere ‘troppo’, rispetto a quanto Martina avrebbe desiderato rivelargli.

Lei non lo guarda negli occhi, ma anche lui, a suo modo, non la vede, o meglio, si ostina a non vedere ciò che non desidera..

Martina viene trascinata da una parte, dall’amante, e dall’altra, dal marito: tutti la vorrebbero per sé, ma nessuno riesce ad averla pienamente. Forse perché Martina stessa è troppo impegnata a fuggire da se stessa.

Svaluta la relazione con l’amante, ma allo stesso tempo non riesce a farne meno, così come non riesce a rinunciare al marito.

“Perché scegliere, quando posso avere entrambi?” Si chiede.

Ma il marito ribatte che così facendo non ha mai avuto in realtà nessuno dei due..

Lei usa tutte le persone con cui viene a contatto, ricerca quell’affetto che non solo non sembra avere ricevuto dalla madre, ma anche e soprattutto da se stessa. Ella continua ad ignorare i suoi bisogni, a rinnegare la sua essenza ma la persona a cui fa più male è proprio se stessa e non solo a chi le sta intorno.

Anna Fata