Recensioni: film
   
 
   
 
   

La mala educación

Regia: Pedro Almodóvar
Anno: 2004

È la storia di due amici, Enrique ed Ignatio, che si separano, si ritrovano e tra i quali si insinuano altri due personaggi: Juan, fratello di Ignazio e Padre Manolo, insegnante di letteratura e poi Preside del Collegio che entrambi i ragazzi frequentavano.

Storia intricata, appassionante, tra retrospezioni e ritorni al presente, alla riscoperta di quel percorso di vita che ha reso adulti i due uomini.

La consapevolezza di sentirsi attratti da persone del proprio stesso sesso si manifesta fin dai tempi del Collegio e sfuma in un sentimento tenero e delicato tra i due bambini, che porta Ignazio a promettere a Padre Manolo che avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui, a patto che Enrique non sarebbe stato punito, una volta scoperto il loro legame.

Da un dolce affetto per l’amico, Ignatio viene sbalzato improvvisamente alle attenzioni morbose di Padre Manolo a cui non riesce più a ribellarsi.

L’odio, la rabbia, il desiderio di rivincita crescono, però, dentro di lui al punto da ripresentarsi anni dopo al suo cospetto con il testo di un racconto scritto da lui, “La visita”, in cui narra l’accaduto e minaccia il sacerdote che l’avrebbe fatto pubblicare se non avesse ricevuto una cospicua somma di denaro.

È interessante notare il cambiamento di Ignatio, interno ed esterno. Da vittima a persecutore, da individuo con fattezze maschili a femminili, con lunghi capelli biondi, ondulati, seno prosperoso, minigonna, tacchi alti, apparentemente irriconoscibile, deciso, determinato, spietato. Eppure, prima di essere ucciso sembra riaffiorare un velo di umanità: chiede di potersi confessare.

Che la verità sia soggettiva non ci sono dubbi, ma che le verità possano essere così diverse tra loro può stupire molto. Questa, infatti, è la versione di Juan, fratello di Ignazio, che, nel frattempo, si era spacciato per Ignatio ed era andato a proporre a Enrique, allora regista, di creare un film a partire dal racconto “La visita”.

L’ultimo giorno delle riprese si presenta l’ex Padre Manolo che negli anni aveva rinunciato ai voti, si era sposato ed aveva avuto un figlio.

Ignatio aveva effettivamente ricattato l’ex Padre Manolo, quando ormai aveva dismesso la tonaca ed era diventato direttore di una casa editrice. Ma la sofferenze di Ignatio, nonostante l’apparente freddezza, il distacco che mostrava all’apparenza, era molto intensa, percepibile e l’assunzione costante di stupefacenti non era che una delle manifestazioni.

Assai più cinico e spietato, invece, appare Juan che sotto le apparenti spoglie di figlio devoto e remissivo (ha contatti frequenti con la madre, si trasferisce a casa di Ignatio per aiutarlo), cela atteggiamenti e comportamenti mirati allo sfruttamento (dell’ex sacerdote da cui accetta grandi somme di denaro e regali in cambio di prestazioni sessuali) fino ad arrivare a  progettare l’uccisione del fratello.

Due persone così vicine, due fratelli, ma anche così diverse, quasi agli antipodi, come testimoniano i nuovi nomi che si erano scelti, dalla A dal quasi paradossale Angelique di Juan, che di angelico aveva ben poco, alla Z di Zahara di Ignatio.

Colpisce tra tutti questi personaggi che negli anni sembrano cambiare radicalmente una maggiore staticità di Enrique (quella anche che lo vede ridotto a ritagliare pagine della cronaca dal giornale, perché privo di nuove idee per un film) che, forse, per certi versi, si potrebbe definire semplicemente coerenza.

Un dubbio di fondo, alla fine, rimane: cos’è, qual è la “mala educacion”? Un amore tra coetanei dello stesso sesso che si manifesta fin da bambini? “L’educazione sessuale” che un sacerdote-insegnante riserva ad uno dei suoi giovani allievi? O, in senso più ampio, un insegnamento pervertito che la Chiesa trasmette…?