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Melinda
e Melinda
Regia:
Woody Allen
Anno: 2004
La
vita è soprattutto una questione di prospettive: c’è chi
la vive come una tragedia e chi come una commedia. Questa in
estrema sintesi è il messaggio che veicola il film.
Due
registi si trovano intorno ad una tavolo una sera a cena e
ciascuno dei due offre la propria interpretazione della storia
di una donna, Melinda, che irrompe inattesa a casa di amici,
nel mezzo di una cena.
La
visione drammatica vede una Melinda disturbata, che si scopre
avere tradito il marito, poi avere ucciso l’amante, sempre
alla ricerca di situazioni difficili, complesse, salvo poi
sentirsi incapace di affrontarle. In pratica, è come se
creasse tutte le condizioni per i suoi fallimenti.
In
questo caso, sarà l’amica Laurel quella che sembrerà
riuscire a dare una svolta positiva alla sua vita, lasciando
un marito scorbuto e insoddisfatto, e trovare un nuovo amore,
permettendo ad una parte repressa se stessa finalmente di
vivere.
La
commedia, invece, vede il susseguirsi di situazioni
divertenti, che riescono a strappare un sorriso anche di
fronte alla sofferenza, come nel caso dei sonniferi di cui
Melinda aveva abusato nella sua iniziale disperazione.
Se
il finale drammatico vede una Melinda che sarà sempre una
persona fragile e bisognosa di qualcuno che si prenderà cura
di lei, nel finale positivo Melinda troverà l’amore, nella
tipica situazione dell’uomo della porta accanto.
Le
situazioni, quindi, a seconda della prospettiva, del punto di
vista, possono essere interpretate in modo differente e può
cambiare anche il modo di viverle e di agire in esse.
Alla
fine veniamo congedati con un messaggio molto eloquente: è
importante prendere la vita così come viene, perché ci tocca
solo un giro e questo può finire quando meno ce lo si aspetta
…
Anna
Fata
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