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Primavera,
estate, autunno, inverno... e ancora primavera
Origine: Corea del Sud, Germania
Regia: Ki-duk Kim
Anno: 2003
La vita umana scorre in parallelo con quella della natura.
I cicli naturali si ripetono, apparentemente immutabili,
come un eterno ritorno in cui il miracolo della vita torna a
manifestarsi. Eppure una evoluzione costante sottostà a
questa ciclicità. Gli individui maturano, il numero degli
anelli che compongono i tronchi degli alberi aumentano, le
pietre vengono erose dagli eventi atmosferici.
La primavera vede il rifiorire della natura, la vita è ai
suoi inizi così come il giovane protagonista (Seo Jae-Kyung)
è un bambino che sta apprendendo le prime nozioni dal suo
maestro (Oh Young-Su).
L’estate è il momento del massimo tripudio della natura
che culmina con la passione che travolge il protagonista per
la giovane ospite del monastero (Kim-Ki Duk).
L’amore pare essere un’arma a doppio taglio, in questo
caso: risana le ferite del corpo e della mente, nel caso della
ragazza, ma quando diventa cieca passione rischia di offuscare
la ragione, come nel caso del giovane amante. Il suo maestro,
infatti, sostiene che il desiderio rende schiavi.
L’autunno, stagione del declino della natura, coincide
con il ritorno del giovane, ormai trentenne, al monastero,
dopo avere ucciso l’amante della sua donna. La
‘profezia’ del maestro pare essersi realizzata.
Ma non tutto è perduto.
L’inverno, periodo di riduzione delle attività della
natura, coincide con il ritiro del giovane e con la sua
espiazione. Al termine sarà pronto a prendere il posto del
suo maestro, ormai morto, e ad assumersi la responsabilità di
allevare ed educare un allievo che, nel frattempo, una donna
gli aveva lasciato.
E’ primavera, la vita naturale e umana ricomincia, un
piccolo allievo cresce…
Film lento, meditato, con pochi dialoghi. Le scene sembrano
essere in grado di parlare da sole. La natura scandisce il
ritmo della narrazione e le vicende umane si adattano ad essa.
Una realtà sociale e culturale assai lontana da quella
occidentale, ma con tanti spunti di riflessione e con
altrettanti insegnamenti che possiamo a pieno titolo fare
nostri.
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