Recensioni: film
   
 
   
 
   

Il principio dell'incertezza

Regia: Manoel de Oliveira
Origine: Portogallo/Francia
Anno di produzione: 2002

Il principio dell’incertezza: il significato del titolo pare pervadere tutto il film, a partire dalla trama stessa, suscettibile di diverse interpretazioni. Non è un caso che in una delle prime cene si afferma che non si può mai avere la certezza che i propri sentimenti siano ricambiati. Lo si può credere, ma non è detto che sia proprio così.

E ancora: può accadere di tutto e così sembra si verificherà anche in questo film.

Il ricco Antonio, scambiato nella culla con il proprio figlio, al figlio morto della sua padrona dalla domestica Celsa, sposa, pur non amandola, la giovane Camila. In realtà, questo poteva essere un modo per restare vicino a Josè, figlio dei domestici della famiglia di Antonio, tra i quali vi era un sentimento d’amore. Forse.

Nel mezzo di questo triangolo si inserisce Vanessa, socia in affari poco chiari di Josè, detto anche Toro Azzurro, che è amante di Antonio. Ma, forse anche di Josè..

Una tra le cose che maggiormente attirano l’attenzione in questo film sono i paesaggi. Alcune immagini vengono ritratte uguali a se stesse, a più riprese nel corso del film. Ad un’apparente immutabilità degli scenari fa eco una nobiltà decadente che cerca di mantenere le apparenze, dietro le quali, però, cela abitudini corrotte e stili di vita dissoluti, che la porteranno alla scomparsa.

Tante citazioni, tanti giri di parole, la mente viene catturata in un vortice di pensieri e di riflessioni che, alla fine, lasciano proprio un senso di incertezza.

Chi sono i ‘buoni’, chi i ‘cattivi’? Da che parte sta il ‘bene’, da che parte il ‘male’?

.. forse, effettivamente, una netta divisione è impossibile, dato che in ognuno di noi c’è sempre un po’ di bene e un po’ di male, in una fusione di opposti che vede prevalere, a volte, un aspetto, altre volte un altro.

Sogno e realtà, a volte, si sovrappongono: le ‘voci’ udite dai familiari di Camila e, spesso, in sogno anche da lei. Giorno e notte si confondono, in un gioco di luci in cui anche di giorno alcuni ambienti sono scarsamente illuminati (come la chiesetta abbandonata in cui vi à la statua di Giovanna d’Arco).

Chi pensa di avere delle risposte nette e definite per la propria vita, dopo la visione di questo film, si troverà probabilmente nella necessità di effettuare qualche ripensamento…