Recensioni: film
   
 
   
 
   

Shall we dance?

Regia: Peter Chelsom
Anno: 2004

John Clark lavora come avvocato a Chicago, scrive testamenti e risponde a coloro che al termine della procedura gli chiedono stupiti: “Tutto qui..?” con un sibillino “Dipende da lei..” lasciando intendere che, forse, le vicissitudini della vita futura non solo possono prendere direzioni del tutto inattese, ma che il ruolo di ciascuno di noi in tutto ciò è più ampio di quanto si possa immaginare.

Ed è proprio quanto accade a lui.

Di fronte ad un’esistenza all’apparenza soddisfacente, grazie all’ottimo tenore economico, alla famiglia unita e affettuosa, la monotonia della quotidianità, ben rappresentata dal viaggio in treno che ogni giorno lo vede andare e tornare dal luogo di lavoro, sembra gettare un’ombra sulla sua vita.

“Ci sarà qualcosa che desideri e che si possa comprare?” gli chiede la moglie in occasione del suo compleanno.

“Perché desiderare qualcosa che si possa comprare?”, si domanda John.

Eppure quella domanda sembra essere stata in grado di smuovere qualcosa dentro di lui. L’uomo comincia a guardarsi intorno, a riflettere e ogni sera, al ritorno dal lavoro, attraverso i finestrini del treno si trova ad osservare una donna con lo sguardo perso nel vuoto, affacciata alla finestra di una scuola di ballo.

Finalmente una sera trova il coraggio di iscriversi alla scuola e nel giro di poco tempo viene proiettato in un mondo nuovo modo fatto di sensualità, di passione, di coinvolgimento, di fisicità. Dall’iniziale attrazione per una donna, bella, sola, misteriosa, alla passione per la danza quale espressione e di sé e modo per essere ancora più felice, come lui stesso dice alla moglie, spiegando il motivo della sua iscrizione in segreto: si vergognava di avere tale aspirazione.

Cosa spinge una persona a compiere qualcosa completamente al di fuori del suo carattere? Questa è una domanda a cui la razionalità, per certi versi rappresentata dall’investigatore privato reclutato dalla moglie di John per capire come il marito trascorresse tutti i mercoledì sera, non è in grado di rispondere, per questo cerca spiegazione nella letteratura di cui è grande conoscitore il suo assistente.

Ma l’animo umano va oltre gli aspetti puramente razionali ed è difficilmente incasellabile una volta per tutte: ciascuno di noi ha la sua unicità e ciò che ci può spingere a compiere qualcosa al di fuori delle nostre consuetudini può essere molteplice: dalla voglia di mettersi alla prova, al desiderio di imitare qualcun altro, dal pretesto per un altro fine (come nel caso dei tre allievi: dimagrire, piacere alle donne, conoscere l’insegnante di danza, Pauline) al desiderio di cimentarsi in qualcosa di nuovo, all’aspirazione ad una rinnovata gioventù...