Recensioni: film
   
 
   
 
   

The hours

Regia: Stephen Daldry
Origine: Usa
Anno di produzione: 2002

Le storie di tre donne procedono parallele per tutto il corso del film, finché, alla fine, le loro vite si incontreranno. Il film si ispira al romanzo “Mrs Dalloway” che Virginia Woolf scrisse nel 1925 e che, a sua volta, 25 anni dopo, ha ispirato “The hours” di Michael Cunningham. Uno tra i temi che maggiormente accomuna le tre donne è il pensare troppo agli altri e poco a se stesse. Laura Brown fa di tutto per compiacere il marito, per dimostrargli il suo amore, Virginia Woolf promette al marito di mangiare, pur di non essere disturbata mentre scrive, Clarissa Vaughan si dedica amorevolmente all’amico malato di Aids, Richard, pur di essere distolta dai suoi pensieri.
L’altruismo autentico si basa sull’interesse reale, concreto, profondo per l’altro. Per avere un’idea ben definita dell'altro, però, prima di tutto, bisogna averla di se stessi. Conoscersi, rispettarsi, avere cura di sé sono le condizioni fondamentali, imprescindibili per potere riconoscere l’altro e prendersene cura.
In caso contrario gli aspetti personali tenderanno a con-fondersi con quelli dell’altro: fare all’altro come fare a se stessi. Quel che non si riesce a concedere a se stessi lo si offre all’altro.
Ma questo non è altruismo autentico.
Le persone che sono state in grado di raggiungere un equilibrio interiore, che sono in armonia con se stessi, sono in grado di donare all’altro, senza pretendere nulla in cambio. Nessun doppio fine li contraddistingue, ma un’autentica dedizione, un vero e proprio dono che nasce da dentro se stessi.
Il tema della felicità si intreccia e si fonde con i precedenti. La felicità come attesa (del marito di Laura, di ritornare dalla guerra, ad esempio), senza rendersi conto che la felicità molto spesso sta proprio nell’attesa. Un’attesa che, quando si realizza, porta con sé un’inevitabile delusione, perché sempre differente dalle proprie aspettative. Un’esortazione, quindi, a vivere la vita quando si presenta, a cogliere i momenti di felicità che immancabilmente ogni istante della nostra esistenza ci offre, senza attendersi la ‘grande’ felicità nel futuro, né restando passivi, ma cercando attivamente di costruirla e mantenerla.
E ancora: vivere la vita per quella che è, guardandola in faccia, senza remore. Un’alternanza di vita e di morte, una sana coesistenza degli opposti che culmina in un inno alla vita autentica, come testimoniato dall’affermazione di Virginia “Non si può trovare la pace, sottraendosi alla vita”…