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Arte-terapia
Muret M.
Edizioni
Red, 2005
Disegno,
pittura, musica danza e teatro sono attività che in alcuni
casi ci gratificano, servono a rilassarci, ad impegnarci in
qualcosa di gradevole e in altri casi possono rappresentare
una efficace forma di cura. Il gesto, il disegno, la
recitazione sono strumenti attraverso i quali l’individuo può
esprimere il proprio disagio, portandolo fuori di sé e
liberando le forze negative che ne minacciano l’equilibrio.
La collana
in cui appare il libro di Muret ‘L’altra medicina’
propone terapie, tecniche e rimedi a sostegno di un progetto
di salute che vede la persona come un complesso
imprescindibile tra corpo, mente e spirito, con la finalità
di un benessere integrale. Nonostante alcune discipline
complementari siano talvolta guardate con diffidenza dalla
medicina ufficiale, il ricorso a queste terapie è in
progressivo aumento e il diffonderne la conoscenza è
importante.
Torniamo
alla nostra terapia per mezzo dell’arte, questa la
definizione più corretta, il libro è dedicato a persone,
artisti e terapeuti che si chiedono se l’arte può guarire o
almeno curare. Lo stesso Muret in un momento di contrarietà
ha preso soprappensiero carta e matita e ha iniziato a
disegnare. Il risultato è stato un mostro contorto. Si è
chiesto allora il senso di quei disegni spontanei che nei
giorni gli consentivano di trarre una notevole sensazione di
distensione. Ed è arrivato alla conclusione che l’arte è
una maniera alternativa di comunicare, è un linguaggio. Ma
soprattutto l'arte è maniera, talento ed è tornata, dopo un
periodo di tecnicismo (arte della guerra, arte medica) al suo
scopo originario, ossia rappresentare il bello o ancora
rappresentare l’anti-natura come espressione più alta
dell’intenzionalità e della coscienza umana nonostante
alcuni sostengano che esistano delle origini biologiche anche
nella creazione artistica.
Oggi
l’arte può essere considerata una tecnica di sviluppo
personale e designa un’azione psicoterapeutica non medica.
Muret propone qui una rassegna completa delle teorie
sull’arte-terapia che vede la creatività come strumento di
cura. D'altronde da sempre gli uomini hanno danzato, creato,
dipinto o scritto per attenuare tristezza e dolore, per
combattere la noia, per dare la propria interpretazione del
mondo.
Dal
pittogramma alla danza tribale, un interessante e affascinante
percorso nell’arte che cura e devo confessare che nel
leggerlo ho ripensato ai versi che scrivevo da ragazza per
alleviare dolori e delusioni.
Johann
Rossi Mason
Giornalista medico-scientifico
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