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I
bambini sono pigri: come stimolare la voglia di studiare
Levine M.
Mondatori, 2005
Tutte le volte che genitori o insegnanti
definiscono pigro un bambino commettono una piccola
ingiustizia. E’ ciò che sostiene Mel Levine, docente di
pediatria ed esperto di problemi dell’apprendimento che nel
suo ultimo libro ha individuato otto cause di scarso
rendimento scolastico.
La pigrizia non è una male incurabile – dice –
semplicemente non esiste. Ma in alcuni bambini possono
manifestarsi problemi come difficoltà di memoria a lungo
termine, scarsa capacità di controllo dell’energia mentale
che può portare a difficoltà di concentrazione
e tendenza a distrarsi.
Levine racconta casi reali e li paragona tutti a
quel Sisifo, re di Corinto, condannato a spingere in eterno
con le mani e con la testa un masso su una montagna.
E’ l’immagine giusta per descrivere bambini
intelligenti sul cui percorso si stagliano ostacoli
apparentemente insormontabili.
Sono brillanti nel pensiero logico, ricchi di senso
dell’umorismo, socievoli, ma non risultano mai all’altezza
delle aspettative di genitori e insegnanti. L’autore chiama
questo ostacoli “insufficienze prestazionali”, bambini e
ragazzi che apprendono ma non producono e sono costantemente
afflitti dalla frase ‘potrebbe fare meglio’.
Russel parla con ricchezza e proprietà ma odia
scrivere. Durante le lezioni di scienze propone idee originali
e si dimostra ricco di intuizione. Clint non riesce a
ricordare le regole di ortografia e grammatica. Ginny ha molte
doti ma le usa in maniera discontinua. Tutti bambini per cui
Levine propone un metodo di recupero che propone la
valorizzazione delle risorse esistenti. E un programma che
porti a raggiungere risultati possibili.
Johann Rossi Mason
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