Recensioni: libri
   
 
   
 
   

La felicità in tasca

Borzacchiello P.
Firenze Libri, Firenze, 2007

L’ennesimo libro sulla felicità?

No, aspettate un momento, non è la ‘solita storia’.

“Non credo che ci siano regole da studiare per diventare felici” – afferma l’Autore nelle prime righe dell’introduzione. E prosegue: “Non credo che la Felicità sia una meta da raggiungere alla fine del viaggio chiamato Vita. Credo che sia, piuttosto, una scoperta da fare, giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza”.

Le premesse sono modeste, ma accattivanti: niente facili promesse, nessun miracolo. La modestia è quel che traspare subito dall’approccio di Borzacchiello. A questa si affianca una ricerca di semplicità, seppure corredata dal riferimento costante a ricerche scientifiche recenti e approcci medici di antica data, ma sempre alquanto attuali.

L’opera scaturisce dall’esperienza umana, che si è declinata nella sfera intima e in quella professionale dell’autore, ed è forse questa che la rende tanto vicina al lettore, appassionante e avvincente, al punto che le ore scorrono in modo impercettibile mentre si è immersi nella lettura.

Nessuna presa di posizione radicale, nessun estremismo, nessuna lotta contro la medicina ‘tradizionale’, ma un invito ad informarsi, ad essere consapevoli di se stessi, delle proprie necessità, del corpo e della mente, che secondo l’accezione cinese si dovrebbe più propriamente definire ‘corpomente’, in modo da poter scegliere la propria strada verso il benessere e la felicità.

Il volume è stato fregiato con il Premio Letterario-Editoriale “L’Autore” indetto da Maremmi Editori e, forse, le motivazioni della scelta sono state assai valide.

Da non perdere, per l’immensa carica vitale, positiva, potenziante e per l’onestà intellettuale con cui un tema così complesso come la felicità è stato trattato.

Anna Fata