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Menti
curiose
Brockman
M.
Codice, 2005
Quanti
sono i libri che sono stati capaci di aprirvi un mondo o la
mente o sollecitarvi ulteriori approfondimenti? Quanti sono i
libri, in una vita, che possono travolgervi? Pochi, anche se
leggete molto.
Quello
di Mark Brockman è uno di quelli che su di me ha avuto un
effetto deflagrante, si chiama Menti curiose e in esso i più
grandi scienziati contemporanei raccontano la loro infanzia,
oppure una certa atmosfera, sprazzi di ricordi che vogliono
ricondurre all’interrogativo: cosa serve ad un bambino per
accendere la scintilla della scienza?
O
almeno questa è la risposta che cercavo in questi scritti in
cui si rincorrono Davies, Pinker, Dawkins, fisici, psicologi,
neurobiologi, evoluzionisti, paleontologi. Chi figlio di
illustri scienziati, chi di umili genti con in tasca al
massimo la licenza media.
Non
ho avuto risposta al mio quesito su come piantare il seme
della scienza in un bambino piccolo, ma il libro mi ha
trascinata, verso una verità, ossia che ogni argomento della
scienza è correlato a tutti gli altri, che non si tratta di
mondo separati ma contigui, che uno chiama l’altro, che la
psicologia abbraccia la genetica e se vogliamo la teoria del
caos, che la fisica è nulla senza la matematica e in fondo
anche la nostra vita quotidiana è permeata di matematica.
Non
mi ero mai accorta, infatti che una strana costruzione a forma
di mezza palla sulla strada verso l’autostrada Roma-Firenze
fosse una “cupola geodetica” e mai lo avrei saputo senza
Brockman. Insomma, mi è quasi venuta voglia di mettermi a
studiare fisica perché sono certa, da appassionata di
neuroscienze che mi aiuterebbe a comprendere il cervello, così
come la realtà virtuale sta dando una mano alla psicologia e
esiste un nesso strettissimo tra teoria del caos e
intelligenza artificiale.
Menti
curiose è un libro ideale per chiunque desideri essere
stimolato, pungolato. Forse non da risposte, ma ha il
magnifico pregio di dare lo spunto per una miriade di domande.
Un vero elettroshock intellettuale, altro che beauty farm. Far
lavorare il cervello è, per me, armonia e benessere allo
stato puro. Fantastico e complimenti al coraggioso editore
Codice.
Johanna Rossi Mason
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