Recensioni: libri
   
 
   
 
   

Ridere, ridere e ridere ancora...

Solfaroli Camillocci D. e M. Vella
Bollati Boringhieri 2005

Se sono noti i benefici del ridere sul sistema immunitario e sulla salute in generale meno indagati sinora sono stati i vantaggi del portare il riso in terapia.

Lo fanno con efficacia due terapeuti che a lungo hanno lavorato con le famiglie. Ed è frequente che si siano sentiti dire: ‘perché non ridiamo più come una volta?’ frase che sottolinea la coesione, l’intimità e la sintonia che determina la capacità di ridere delle stesse cose.

Smettere di ridere o il non averlo mai fatto con “quel” partner diventa quindi sinonimo di relazioni non soddisfacenti, dove la sofferenza coniugale o familiare ha progressivamente sostituito la gioia e il piacere.

I due autori si sono dapprima posti delle domande cruciali: esiste nelle famiglie un soggetto più portato a stimolare il riso? Perché si ride nelle famiglie normali? E cosa significa smettere di ridere? Da queste si sono spostati ad analizzare gli aspetti sociali, filosofici e antropologici del riso (dalla comicità involontaria all’umorismo ebraico) sino ad una vera e propria ricerca sul campo, eseguita analizzando i filmati delle sedute terapeutiche.

Ma soprattutto si sono chiesti se il riso e la sua capacità di stimolarlo durante una seduta terapeutica possa essere uno strumento strategico del terapeuta.

Il libro si chiude con una interessante e intensa intervista a Serena Dandini, dove la sua vena di comicità e ironia ha in fondo caratterizzato la sua vita personale e influenzato le scelte professionali.

Insomma, se non ridete più col vostro partner e vi sembra di aver perso qualcosa, questo libro è per voi….

Johann Rossi Mason
Giornalista medico-scientifico