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Riprendere
i sensi
Kabat-Zinn
J.
Corbaccio, Milano 2006
Ritorna
l’autore di “Dovunque tu vada ci sei già” con una nuova
opera, imponente e profonda.
Egli
parte dalla situazione critica di disagio in cui si trova il
genere umano e l’ambiente in cui vive. La soluzione che
l’Autore propone appare molto semplice, a portata di mano,
perché posseduta da ciascuno di noi: riprendere i sensi. Con
questa espressione egli si riferisce a quella forma di
attenzione e autoconsapevolezza profonda che consente di
vivere appieno il presente, di essere per se stessi e di
riflesso anche per gli altri.
Molti
di noi si rendono conto delle risorse e delle potenzialità
che possiedono quando si trovano a vivere delle grandi prove,
ma è possibile, secondo l’Autore, vivere in modo più
autentico, consapevole e pieno anche senza attendere che il
dolore, la sofferenza o qualsiasi forma di avversità imponga
di farlo. Meglio imparare ad agire e non limitarsi a re-agire.
Come
realizzare questo?
Kabat-Zinn
propone una strada relativamente semplice: la meditazione. Che
la si effettui da seduti, da sdraiati o in cammino, poco
cambia, l’importante, come afferma l’Autore, è essere in
viaggio.
È
estremamente affascinante il percorso che Kabat-Zinn ci
suggerisce pagina dopo pagina e dilungarsi in un commento
critico eccessivamente prolisso dell’opera credo che
snaturerebbe il messaggio stesso dell’autore, limitarsi ad
essere, risvegliando i propri sensi.
È
un libro da “sentire”,
lentamente, giorno per giorno, minuto per minuto, da far
filtrare e decantare dentro in un viaggio che auspicabilmente
dovrebbe continuare anche e soprattutto al termine della
lettura.
Anna Fata
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