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La
scomparsa dell'orizzonte
Settembre
con G.Cavalieri
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Il
testo sprigiona l’essenza degli Autori, fin dalla sua
copertina, pulita, semplice, essenziale. Ma assai eloquente.
Qui
tutto è ridotto all’essenziale.
In
un cammino interiore di destrutturazione, disidentificazione,
disconnessione, ridurre allo strettamente necessario è
fondamentale. E gli Autori in questo sono dei perfetti
artefici.
Il
volume si dipana in forma di dialogo, conversazioni tra quel
che viene definito il ‘buon amico’ – che evita
accuratamente di farsi chiamare Maestro – ed una giovane
alla ricerca di se stessa e della sua missione di Vita.
Settimana
dopo settimana, con l’evoluzione della persona, la sua
ricerca, i suoi dubbi, le insicurezze, i timori, le gioie, si
costruisce un percorso in cui ogni persona incamminata lungo
la ‘via interiore’ può trovare dei riflessi di sé. Il
dolore, il dubbio, la solitudine, gli affetti, la routine,
sono alcuni dei passaggi obbligati per arrivare all’atto
contemplativo e alla pregnanza delle singole esperienze.
Quel
che colpisce del testo e per certi versi quasi stupisce è il
carattere vivido, pulsante di ogni pagina, il linguaggio così
ben calibrato e ponderato, dove ogni termine è il frutto di
una accurata indagine e introspezione: nulla è lì per caso.
Persino
il ‘moto di pudore’ da parte del ‘buon amico’ di
avvalersi dello pseudonimo ‘Settembre’.
E’
un testo che nella lettura va dosato, assaporato lentamente,
lasciato decantare. Appare immediatamente evidente, infatti,
che pur nella apparente semplicità d’espressione, i
messaggi che veicola vanno molto nel profondo, sono intensi,
corposi, e come tali hanno l’inevitabile bisogno di un tempo
più o meno lungo di elaborazione.
E’
un testo che senza tanti clamori - al pari dell’Eremo delle
persone che lo hanno scritto, come frutto della loro
esperienza di Vita - lascia inevitabilmente un segno in chi lo
legge. Ulteriori parole di commento credo che toglierebbero
valore al testo, anziché aggiungerne.
Anna Fata
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