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Sul
destino
Claudio
Windman
Edizioni Magi, 2006
Siete tra
quelli che si considerano solo una pedina nella scacchiera del
destino oppure ritenete di essere artefici della vostra
fortuna?
Windman,
analista junghiano, non vuole vendere né l’una né
l’altra teoria, ma analizzare il significato del destino per
ciascuno di noi. E’ nei momenti davvero fatali della vita
che, incapaci di darsi una spiegazione razionale o accettabile
si attribuisce la colpa al destino.
Il
destino può essere inspiegabile sia quando distribuisce
disgrazie sia quando offre fortuna. E’ una entità
soprannaturale a cui dare la colpa dei nostri errori e della
nostra impotenza? Forse. Quel che è certo è che ognuno di
noi da al destino un’importanza e un ruolo diverso, a
partire da quelli che rifiutano l’idea di una vita
determinata a priori.
E
allora la possibile risposta è nelle maglie della psicologia
analitica, in quell’inconscio dentro l’uomo e allo stesso
tempo estraneo alla sua conoscenza che interviene nelle scelte
dell’individuo e può essere più potente delle sue
intenzioni coscienti. Che sia un altro nome per indicare
proprio il Fato? Termine che inevitabilmente rimanda alla
mitologia e agli archetipi, alle Moire, le tre dee che
determinano la sorte. Si chiamano Cloto, Lachesi e Atropo:
sono filatrici, in quanto srotolano il filo della vita e
tessitrici in quanto intessono l’ordito delle esistenze.
E’ da questa immagini archetipica che si parte per il lungo
viaggio della topografia del destino.Una forza implacabile e
ingiusta perché il criterio della giustizia è estraneo a
quello del destino.
Johann
Rossi Mason
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