Recensioni: libri
   
 
   
 
   

Lo zen e l'arte di innamorarsi

Shoshanna B.
Edizioni Il Punto d’Incontro, 2005

Un libro semplice e complesso allo stesso tempo. Forse sta anche in questo il suo grande fascino.

E’ interessante notare quante similitudini vi possano essere tra l’innamorarsi e la pratica zen, perché di fatto quest’ultima non è altro se non un cammino che ci porta ad innamorarci di noi stessi e di tutto ciò che ci circonda, cose o persone che possano essere.

In questo senso, l’amore è la condizione naturale dell’essere umano e quando questo è assente, di solito, c’è qualcosa che ‘non va’.

Oltre ad un’attenta e magari anche ripetuta lettura del volume, quel che permette di fare nostri i contenuti che l’Autrice ci trasmette è la pratica. Come nello zen sta a ciascun allievo trovare le sue risposte che nessun maestro potrà fornire al suo posto, così avviene anche nell’amore.

Il volume contribuisce anche a dissipare numerosi pregiudizi connessi all’amore: il vero amore non genera sofferenza, non imprigiona, ma, al contrario, “un vero rapporto d’amore ci dà sempre forza e non ci toglie mai l’autonomia”, e ancora “un vero rapporto d’amore ci offre il dono di essere conosciuti e accettati. Diventiamo più di ciò che siamo, non meno. Riceviamo lo spazio in cui fiorire”.

Tutto nasce da noi stessi, dal nostro conoscerci, amarci, rispettarci, anche perché, per citare ancora Shoshanna: “ più amiamo e più siamo amabili”.

Quando al centro della nostra esistenza poniamo noi stessi, diventiamo in modo naturale disponibili all’incontro con l’altro che viene visto come un “dono prezioso che ci viene dato per un certo periodo di tempo”. Questa prospettiva fa sentire libero l’altro, non lo fa sentire in colpa per un suo allontanamento, non lo soffoca, non lo lega a se, anche perché, come prosegue l’Autrice: “L’unica vera solitudine proviene dall’abbandonare noi stessi, dal non essere ciò che siamo”.

Da leggere, rileggere, meditare e vivere intensamente.

Anna Fata