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L’alimentazione: un atto tra
i più ricorrenti nella nostra giornata, al punto che, molto
spesso se ne perde la sua naturale essenza. Da processo
consapevole, lento, meditato, ad una serie di gesti routinari,
stereotipati da ripetere in luoghi e orari prefissati.
Solo quando questo meccanismo
si blocca ci troviamo costretti a porci degli interrogativi:
che senso a per me acquistare del cibo, cucinarlo, mangiarlo?
Quali sono gli ‘ingredienti’ ultimi, più reconditi delle
mie ricette?
Un’analisi psicologica degli
aspetti più squisitamente gastronomici consente di entrare in
contatto con le parti più profonde di noi stessi e di
riemergere rinnovati, con capacità sensitive e gustative
ri-affinate, con una nuova consapevolezza che ci porta ad
esperire emozioni gustative che vanno ben oltre il mero
piacere contingente per dischiudersi verso una dimensione più
piena e globale che coinvolge la complessità di anima e corpo
(*).
(*) Per approfondire:
Fata A., L’alimentazione
come fonte di essere e ben-essere, Armando
Editore, Roma, 2005
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