Intervista a Claudio Bisio

Intervista a Claudio Bisio, a cura di Anna Fata

D: Molti dei tuoi ammiratori si chiedono: il senso dell’umorismo lo possiedi dalla nascita o lo hai coltivato giorno dopo giorno?

R: Probabilmente l’ho avuto fin da piccolo, ma non ne ero consapevole. Poi l’ho coltivato e “innaffiato” attraverso letture, film, visite nei cabaret e nei teatri piccoli e grandi.

D: e per chi, eventualmente, non possedesse tale meravigliosa dote, quali consigli daresti per svilupparlo?

R: Provare ad osservare gli eventi di tutti i giorni da un’angolatura differente, provare a guardare la realtà “di spalle”. Nella vita quotidiana ognuno di noi si trova in situazioni noiose o semplicemente ripetitive. Spesso lì non ci soffermiamo, sbuffiamo e tiriamo avanti. A volte basta fermarsi e provare a togliersi gli occhiali di sempre ed osservare la vita con lenti diverse. Facendo così si riescono a mettere in evidenza le contraddizioni o semplicemente le piccole sfasature del vivere quotidiano.

D: e ancor di più: come evitare di superare la sottile soglia che separa il senso dell’umorismo dal fastidioso sarcasmo?

R: Per il sarcasmo serve forse una dote di cattiveria che non tutti abbiamo. Il passaggio, quindi, non è così automatico. Ci si ferma prima.

D: Esiste una recente ricerca secondo la quale negli uomini il senso dell’umorismo è una caratteristica apprezzata dalle donne. Nelle donne, invece, il senso dell’umorismo non viene affatto apprezzato dagli uomini, anzi, tutt’altro: la donna spiritosa piace poco. Secondo te, da uomo, perché accade ciò?

R: Personalmente apprezzo le donne spiritose. Mi permette di non prendermi troppo sul serio… e’ vero che l’umorismo delle donne sa essere forse più tagliente, più efficace. Difficilmente è “gratuito”: colpisce e affonda. Forse perché più facilmente loro vanno a toccare i temi caldi della vita, mentre noi uomini ci accontentiamo di giocare con la vita in modo più leggero…

D: Nella tua vita sembra che non hai avuto subito le idee chiare circa quale avrebbe potuto essere il tuo futuro professionale. Che cosa suggeriresti ad un giovane che si trova ad un bivio della sua esistenza?

R: Seguire la pancia e il cuore, senza perdere di vista il cervello!

D: Anno 2007, ovvero anno sabbatico da Zelig. Sarà un anno di completo riposo o potremo fare il pieno di terapeutiche risate seguendoti in altri progetti professionali?

R: E’ da anni che inseguo l’anno sabbatico senza successo… Vedremo. Per ora i progetti sono ancora solo a matita. Mi piacerebbe riuscire ad avere un anno di “slow-life”, per poter leggere, viaggiare, vedere spettacoli e film, andare a qualche bel concerto e, soprattutto, godermi la mia famiglia. Potermi quindi concedere il vero lusso di questi anni: il tempo. Ma mi conosco. Se arrivassero delle proposte professionalmente allettanti, dove potermi sperimentare, cederei e soddisferei la curiosità.

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Claudio Bisio si è diplomato attore presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, la vita professionale di Claudio ha sempre visto l’intrecciarsi di teatro, cinema e televisione.

In teatro esordisce con diverse produzioni del Teatro dell’Elfo, tra cui “Nemico di classe” di Nigel Williams con la regia di Elio De Capitani (1983),  “Comedians” di Trevor Griffiths (1985) e “Sogno di una notte d’estate” di W. Shakespeare (1981) con la regia di Gabriele Salvatores. Non tralascia nemmeno il teatro d’impegno civile e nel 1987 è a fianco a Dario Fo in “ Morte accidentale di un anarchico”. Nel 1988 esordisce con il primo dei suoi one-man-show, “Guglielma”, cui seguiranno, tra gli altri, “Aspettando Godo” (1990) e “Tersa Repubblica” (1994). Nel 1997 nasce il sodalizio con il regista Giorgio Gallione, dal quale nasceranno gli spettacoli “Monsieur Malaussène” (1997) e “Grazie” (2005) di Daniel Pennac, ma anche “La buona novella” (2000) di Fabrizio de André e “I bambini sono di sinistra” (2005), scritto con Michele Serra e Giorgio Terruzzi.

Al cinema, Claudio ha lavorato con numerosi registi, tra cui Gabriele Salvatores (“Turné”, “Mediterraneo”, “Puerto Escondido”, “Sud”, “Nirvana”), Dino Risi (“Scemo di guerra”), Ugo Chiti (“Albergo Roma”), Francesco Rosi (“La tregua”), Antonello Grimaldi (“Il cielo è sempre più blu”, “Asini”), fino all’esordiente Carlo Arturo Sigon (“La cura del Gorilla”).

Si è inoltre divertito a dare la sua voce a Sid, il bradipo del film di animazione“Ice Age” (1 e 2) e alla talpa Mole di “Atlantis” (animazione, 2001).

In televisione, dopo l’esordio  con “Zanzibar”, la sit-com di cui è anche autore (1988, Italia1), ha condotto “Cielito Lindo” (1993, RaiTre) e lavorato a “Mai dire gol” con i Gialappa’s (1998-99, Italia1) , “Teatro 18” con Serena Dandini (2000, Italia 1) e “Le Iene” (2001, Italia1). Conduce “Zelig” fin dalla sua prima edizione (1997, Italia1), divenuto poi “Zelig Circus” quando il programma è passato in Prime Time (dal 2004, Canale5). Ha condotto le ultime tre edizioni del “Concerto del Primo Maggio” (2004/05/06, RaiTre).

Tra le passioni di Claudio c’è la musica e con l’amico Rocco Tanica, uno dei fondatori del gruppo Elio e Le Storie Tese, ha realizzato il singolo “Rapput”, disco dell’estate 1991 (60.000 copie e primo in classifica per tre mesi), contenuto nel successivo LP “Paté d’animo”.

Ha pubblicato alcuni libri, tra cui “Quella vacca di Nonna Papera” (1993, Baldini&Castoldi), “Prima comunella e poi comunismo” (1996, Baldini e Castoldi) e “Claudio Bisio che simpatico umorista” (2002, Mondadori, cofanetto con VHS).

 

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