Frutta di stagione: Il fico, a cosa fa bene?

Tutte le proprietà, i benefici e le controindicazioni del fico
di Anna Fata

 

 

fichi

 

I fichi rappresentano l’infruttescenza carnosa, chiamata impropriamente frutto, di un albero della famiglia delle Moracee di cui fanno parte anche i gelsi.

Ne esistono oltre 150 varietà. Il frutto può essere più o meno grande, tondeggiante, delicato, con buccia dal verde brillante al viola intenso, polpa biancastra, striata, rossastra, con numerosissimi semi croccanti, commestibili.

Esistono due tipi di frutti: fioroni o primaticci, che maturano in tarda primavera, e fichi o forniti, che maturano a fine estate, sono più piccoli e più dolci dei primi.

Gran parte della produzione mondiale è destinata all’essiccazione, ma sono anche ampiamente impiegati nella pasticceria, caramellati, trasformati in confetture, usati per la produzione di alcool, tostati e macinati per surrogare caffè, nell’industria farmaceutica. Inoltre, il lattice si usa per cagliare il latte e produrre formaggi artigianali.

E’ uno dei primi alberi ad essere coltivato in Oriente e, nell’area del Mediterraneo, citato insieme al dattero nella Bibbia, già noto agli Egiziani e agli antichi Greci. I maggiori produttori oggi sono: Turchia, Grecia, Spagna, Portogallo, California.

Contiene: glucosio, fruttosio, fibre, potassio, calcio, magnesio, ferro, rame, manganese, vitamine A, B6, B3, C.

 

Benefici

 

E’ alcalinizzante per il sangue, lassativo, anticancerogeno, antidiabetico, antinfiammatorio per l’apparato urinario e circolatorio, espettorante, regola i livelli di pressione sanguigna, abbassa i livelli di trigliceridi, rinforza ossa, denti, pelle, vista.

Dalle gemme del fico si ricava un gemmoderivato che lenisce la somatizzazione d’ansia su stomaco, intestino, regolarizzando le secrezioni gastriche.

 

Controindicazioni

 

Per l’elevato contenuto di ossalati è controindicato a chi soffre di calcoli renali. I semi possono essere irritanti per l’intestino in caso di colite o per lo stomaco, in caso di gastrite o ulcera attiva. L’assunzione di grandi quantità di fichi può interferire con l’assorbimento di alcuni medicinali (es. antipertensivi, antidepressivi inibitori delle Mao).

Il lattice a diretto contatto con la pelle la irrita, fino a creare vere e proprie ustioni, nel caso di esposizione al sole.

 

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