Esiste ancora l’intimità, oggi?

Cos’è l’intimità? Esiste ancora oggi? Che senso ha? Come si manifesta? Come si coltiva?

di Anna Fata

intimità

L’opposto di solitudine non è stare insieme.
È stare in intimità

R. Bach

 

 

Intimo è tutto ciò che va molto nel profondo.

Esistono diverse forme di intimità: intellettuale, spirituale, affettiva, corporea, sessuale.

Per poter vivere appieno l’intimità è necessario avere dei confini personali assai ben definiti e allo stesso tempo sapersi mettere nei panni dell’altro. E’ necessaria un’ampia quota di sicurezza e di fiducia in sé per potersi lasciare avvicinare in modo intimo.

Prima di poter essere in contatto intimo con un’altra persona lo si deve essere con se stessi, conoscendo e accettando tutte le parti di sé, comprese quelle in ombra, che piacciano o meno. In caso contrario, rigettare parti di sé sul partner porta ad un inesorabile allontanamento reciproco.

Intimità è accettazione incondizionata che scaturisce dal profondo, laddove alberga ogni forma di manifestazione, che affiora e si esprime nei modi, tempi, contesti più disparati. E’ accoglienza priva di giudizio per ciò che è luce, così come per ciò che si fa strada dal lato in ombra che ciascuno detiene e in cui risiedono gioie, dolori, paure, timori, potenzialità e talenti. E’ comprensione dell’inconoscibilità e dell’ineffabilità completa e definitiva dell’Animo umano, e delle sue relative manifestazioni concrete, istante, dopo istante. E’ arrendersi di fronte al Mistero dell’umano nella componente del Divino che lo alimenta e lo sostiene.

E’ rispetto per ciò che E’, per ciò che non ci riguarda, non ci appartiene, su cui non abbiamo diritto né dovere di controllo, né di gestione.

L’intimità scaturisce dal desiderio, non dal bisogno. Comporta la capacità di stare con l’altro, non di essere per l’altro. Questa dimensione, però, non perde di vista il saper stare con se stessi, ma lo ingloba e lo porta ad un livello superiore. Richiede una buona autostima, fiducia in sé, autonomia, desiderio di condivisione, presenza, attenzione. Rifugge l’idealizzazione, la proiezione, il giudizio, la critica alla persona.

E’ la capacità di prendere, accogliere, ri-conoscere, accettare ex novo, istante dopo istante, la Persona per quella che E’ e per come si presenta, a cominciare da se stessi.

Nel contesto specifico di una coppia lo spazio dell’intimità deve essere elastico, con zone di autonomia e spazi di compenetrazione. E’ all’insegna dell’individualità e della differenza, pur celebrando i momenti di incontro, di condivisione e di scambio.

Fisicamente ed emotivamente uno dei banchi di prova più consistenti in una coppia è il bacio, in cui i partner si trovano nella condizione di doversi guardare negli occhi. Non sono più possibili, a quel punto, finzioni, mascheramenti. Tutto appare come è.

In un contesto più ampio del mondo, l’intimità è potersi svelare al prossimo, con spontaneità, sincerità, autonomia, coerenza, senza temere il giudizio, nè proprio, nè altrui, è l’essere sempre disponibili, aperti, ricettivi, il saper guardare dentro e fuori di sè con curiosità, coraggio, profondità e leggerezza al tempo stesso, sapendo e sentendo che c’è sempre qualcosa di nuovo da apprendere e da offrire e che il mondo può essere foriero di tanti doni, più che di minacce.

Sta noi, nello specifico delle nostre propensioni individuali, di carattere e personalità, a seconda dei luoghi e dei momenti, sapere calibrare la giusta intimità che ci consente di stare bene con noi stessi e col mondo.

 

Per approfondire il tema potrebbe esserti utile il libro “Amore Zen”

 

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