Come scegliere il professionista giusto per la propria salute psicofisica

Districarsi tra diverse professionalità col cuore e l’intelletto
di Anna Fata

medico psicologo

Quando siamo chiamati a prenderci cura della nostra salute corporea, emozionale, mentale, talvolta ci troviamo confusi, smarriti, disorientati tra i numerosi professionisti e le branche professionali in cui si inseriscono.

  • Come faccio a capire esattamente di cosa si occupano?
  • Come faccio a capire se sono veramente preparati?
  • Come faccio a capire se mi potranno essere d’aiuto?
  • Come faccio a scegliere il professionista adatto a me?

Queste sono alcune delle tante domande che possono affiorarci nella mente.
Come districarsi, quindi, in questo universo di offerte e scegliere quella che meglio può rispondere al caso nostro?

Una volta chiarite, almeno in linea di massima, le problematiche da affrontare, che si tratti di scegliere un medico, uno psicologo, un counselor, un coach, un fisioterapista o chi per essi, per certi versi poco cambia: si tratta di calibrare una delicata opera di equilibrio tra ragione ed emozione. Non tutti i professionisti, a parità di competenze ed esperienze, fanno al caso nostro, di mezzo c’è sempre il lato umano. Di tutti noi, professionisti, pazienti e/o clienti.

Parto da un aneddoto, che spero possa essere utile a titolo esemplificativo.

Quando, circa vent’anni fa, mi trovai a scegliere quel che poi diventò il mio psicoanalista, effettuai diverse ricerche. Ai tempi il Web ancora non offriva tante risorse come oggi, per cui mi affidai prevalentemente ai suggerimenti di amici, colleghi, medici, familiari e ad altri database che avevo avuto modo di consultare.

Nonostante ciò non riuscivo a scegliere: avevo in mano dei numeri e dei nominativi, ma a parte la maggiore o minore orecchiabilità del nome che potevo trovare più o meno gradevole e le esperienze dirette o indirette riferite da altri, che sono sempre in ogni caso soggettive, non avevo alcun elemento realmente concreto per decidere.

Che fare allora?
Tirare a sorte? Prendere un appuntamento con tutti loro (ma che spesa poi alla fine!) per poi scegliere o.. decidere di non affidarmi a nessuno di loro..? Ero proprio confusa.

Affidandomi alla mia sensibilità, ho chiesto all’unico professionista che conoscevo di persona e che apprezzavo parecchio: per motivi di etica professionale, essendo un mio professore all’Università, ha declinato questa possibilità, ma mi ha dato un altro nominativo. In nome della fiducia che nutrivo verso di lui l’ho chiamato: il prezzo era troppo elevato, così non ho preso l’appuntamento.

Successivamente ho provato a prendere un appuntamento con una persona che mi era stata consigliata dal medico di famiglia: ne sono uscita intossicata dalla decina di sigarette che lui aveva fumato al mio cospetto, e con la ferma convinzione che io “da grande” non sarei mai e poi mai stata una psicologa come lui.
Sì, accade anche questo. A volte.

Ancora più dubbiosa e confusa torno a chiedermi: e ora cosa faccio?
Ormai non avevo più nulla da perdere, ma essendo molto testarda e determinata nel mio proposito, scorro le Pagine Gialle e scelgo: si tratta di un professionista a meno di 2 chilometri di distanza da casa. E pure relativamente economico. Prendo appuntamento.

E’ diventato il mio psicoanalista per ben 11 anni e mezzo. Sì, avete letto bene, 11 anni e mezzo.

Spero che questo piccolo aneddoto possa fare comprendere che “le Vie del Signore” possono essere infinite e quando si è determinati nel perseguimento dei propri obiettivi, alla fine la strada si trova sempre.

Detto ciò, concretamente, nella mia esperienza duplice di paziente e professionista, mi sento di suggerire alcune linee guida che potrebbero essere utili nell’orientarsi nel percorso di scelta dei propri curanti e terapeuti:

  1.  Individuare chiaramente la propria problematica da risolvere: con questo non intendo farsi un’autodiagnosi, ma cercare di comprendere almeno a grandi linee se può riguardare qualcosa che attiene più alla sfera corporea oppure mentale o emozionale, in modo da orientarsi verso alcune professionalità piuttosto che altre
  2. Quando ci si rivolge ad un professionista della sfera mentale o emozionale, se ci sono anche sintomi organici, effettuare anche tutti i controlli medici del caso, perché le sfere sono sempre e comunque interrelate
  3. Una volta individuato il settore professionale corporeo, mentale, emozionale che potrebbe fare al caso nostro, cercare di approfondire, conoscere, leggere, informarsi, in modo da valutare due cose prima di tutto: la scientificità, l’efficacia e la sicurezza dell’approccio, e il fatto che ci si senta in sintonia
  4. Per individuare nello specifico il nome del professionista oggi si possono avere a disposizione tanti strumenti: il Web, i blog, i portali d’informazione delle società scientifiche, gli Albi professionali, il proprio medico di famiglia, amici e familiari che possono avere avuto esperienza, meglio se diretta, con il professionista, pur con l’accortezza di considerare che ogni esperienza non solo è soggettiva, ma circostanziata per un periodo di vita. Magari lo stesso professionista che ci ha aiutato 10 anni prima oggi potrebbe non essere più adatto a noi
  5. Se il punto 4 implica l’uso sistematico della ragione, della logica, dell’intelletto, ad esse, a mio avviso, vanno unite il cuore, l’intuito, la sensibilità, quelle sensazioni viscerali, a pelle, che ci fanno sentire in sintonia immediata con una persona, e magari non con un’altra. Poiché la cura è un processo complesso, mutisfaccettato, che si esplica su ogni piano dell’essere, corpo, mente, emozione, a prescindere da quale di questi sia maggiormente implicato rispetto all’altro, credo sia fondamentale esaminare con cura e lucidità tutti questi aspetti.

 

Se vuoi prenderti cura della tua salute psicoemotiva, possiamo farlo insieme.
Prenota il tuo appuntamento nel mio studio a Senigallia (Ancona).

 

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Il tuo messaggio

 

 

Oppure potrebbe esserti utile leggere il libro: “Vivere e lavorare meglio – Come superare crisi e conflitti, Edizioni Paoline

fata_vivere_lavorare_paoline_15c103

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,

Related Posts

by
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares