10 Buoni motivi per non lamentarsi nella vita e nel lavoro

Lamentarsi nuoce alla salute, alla produttività e alle relazioni
di Anna Fata

 

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Lamentarsi è un’attività che almeno una volta della vita la maggior parte di noi ha compiuto. Se si tratta di una pratica occasionale non è particolarmente deleteria per sé e per le persone che ci circondano, ma quando diventa un’abitudine costante e ripetuta può mettere a rischio la salute psicofisica, le relazioni, la concentrazione, l’attenzione, la produttività al lavoro.

Ci si lamenta in genere a causa dell’insoddisfazione che le cose non vanno secondo le nostre aspettative, che le persone non sono come noi vorremmo, che noi stessi non incarniamo il nostro pieno ideale. Se abbiamo la possibilità di cambiare le cose possiamo utilizzare le energie investite nella lamentela per modificare la situazione, almeno per quanto è direttamente in nostro potere, altrimenti l’unica soluzione che abbiamo è imparare ad accettare ciò che non abbiamo la possibilità di mutare.

Lamentarsi ripetutamente è un’abitudine deleteria perché:

 

  1. Fa apparire le cose peggiori di quelle che in realtà sono. Quando ci si lamenta l’attenzione si concentra quasi esclusivamente su ciò che non funziona, si parla diffusamente di tali aspetti e si finisce col contagiare anche coloro che stanno intorno
  2. Diventa un’abitudine: quanto più ci si lamenta, tanto più si diventa inclini a farlo con facilità. Quanto più ci si concentra sul negativo, tanto più diventa difficile focalizzarsi sull’altra faccia della medaglia
  3. Si ottiene ciò su cui ci si focalizza: il bias di conferma è la tendenza a ricerca o interpretare le informazioni che confermano la proprie convinzioni e ad evitare quelle che le contraddicono. In pratica, ciò a cui già si crede influenza la percezione di tutto quello che si vede e si sente. Questo spiega perché quando ci si lamenta di continuo si finisce col vedere tutto sbagliato o negativo
  4. Conduce ad un continuo declino: le interazioni lamentose portano chi ascolta a lamentarsi a sua volta in modo ulteriormente amplificato in una discesa continua che si rinforza a vicenda
  5. Scoraggia le persone: lamentarsi e ascoltare lamentele uccide la speranza e crea la convinzione che non ci sia una fine al peggio. Questo porta le persone a pensare che non valga la pena agire per cambiare le circostanze in quanto si crede che non valga la pena
  6. Uccide lo spirito d’innovazione: senza la speranza le persone perdono lo spirito di innovazione e la creatività. Le persone che si lamentano di continuo non solo sono carenti di creatività, ma annientano la creatività anche delle persone che stanno introno
  7. Stimola la negatività nelle persone: la persona che si lamenta tende a diventare nel tempo sempre più negativa e a vedere ogni cosa secondo tale filtro. A loro volta tali persone sono inclini a distruggere ogni anelito di positività in chi sta intorno
  8. Crea difficoltà nelle relazioni: quando più persone si coalizzano insieme per lamentarsi creano delle relazioni tra loro basate sulla negatività. L’accettazione da parte loro di nuove persone passa attraverso l’accettazione della loro tendenza a lamentarsi, senza possibilità di replica differente
  9. Crea dei gruppi a parte: essere positivi, ottimisti va di pari passo con l’apertura mentale, l’accoglienza di persone nuove che hanno diversi punti di vista, valori, visioni. Tale attitudine porta a creare relazioni basate sulla collaborazione, la collaborazione, lo scambio, l’arricchimento reciproco. La tendenza a lamentarsi, invece, rende difficile le relazioni, gli scambi, la collaborazione, la fiducia, l’apertura perché si è molto sospettosi, sfiduciati, critici, giudicanti verso gli altri
  10. Si diventa pessimisti, il che nuoce alla salute, al lavoro, alle relazioni. Al contrario, il professor Seligman, fondatore della Psicologia Positiva, ha rilevato che le persone positive vivono più a lungo, sono maggiormente in salute, hanno più amici, migliori relazioni sociali, si godono di più la vita, hanno più successo al lavoro.

Lamentarsi, quindi, è un’abitudine carica di numerosi effetti collaterali. Se capita una volta ogni tanto, non crea particolari disagi a sé e agli altri, ma se diventa un rumore di fondo costante e ripetuto le conseguenze alla lunga possono risultare assai deleterie.

 

Cosa fare per limitare le lamentele?
Per limitare le lamentele potrebbe essere utile:

  1. Imparare a lamentarsi costruttivamente, cioè in modi che possono condurre ad un approccio positivo, costruttivo, risolutivo della situazioni di cui ci si lamenta. Sarebbe da evitare la lamentela fine a se stessa.
  2. Apprendere come trattare i lamentosi seriali (in questo articolo trovi un approfondimento). Spesso le strategie tradizionali con loro funzionano poco, anzi, in molti casi finiscono con l’incoraggiarli a lamentarsi ulteriormente
  3. Allenarsi ad essere più ottimisti e positivi. Per evitare le lamentele, ad esempio, coltivare la gratitudine, l’amore per la bellezza, l’ottimismo, il perdono possono essere antidoti utilissimi (guarda, ad esempio, come fare con questo corso).

Apprendere nuove modalità di pensiero e di comportamento è possibile. Grazie ad esercizi costanti, sistematici, ogni giorno si possono apprendere nuove modalità che fanno stare meglio noi stessi e coloro che ci stanno intorno. Ogni momento è buono per iniziare questo percorso.

 

 

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