10 Cose da non dire ad una persona depressa

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Cosa evitare di fare di fronte ad una persona con sintomi depressivi
Di Anna Fata

 

La depressione è una malattia seria e come tale va trattata. Non è semplicemente essere giù di morale, un po’ tristi, apatici, svogliati. Queste sono manifestazioni che, a periodi, possono capitare a molti di noi, magari in concomitanza con eventi che possono risultare un po’ difficili da affrontare.

La vera e propria depressione è caratterizzata da alcuni sintomi ben precisi: umore depresso, perdita del senso del piacere e dell’interesse, agitazione o rallentamento motorio, affaticabilità, ansia, panico, ipersonnia o insonnia, perdita o aumento di peso, disturbi psicosomatici, difficoltà di attenzione, concentrazione, memoria, inquietudine, tendenza ad isolarsi, rottura dei rapporti sociali, senso di inutilità, sfiducia, pessimismo, rassegnazione, fallimento, colpa, vittimismo, perdita del senso della vita, idee di suicidio o tentativo di esso.

La depressione è la prima causa di inabilità tra le persone di età compresa tra 14 e 44 anni, colpisce soprattutto le donne in un rapporto di 2 a 1, anche se si ipotizza che sia sottostimata in quanto molte persone non chiedono aiuto e in molti casi non restano aderenti alle terapie prescritte. Pare che esista un’elevata probabilità di ricaduta che è direttamente proporzionale alla precocità con cui insorge il primo episodio depressivo. Inoltre si rileva un aumento esponenziale di tale disturbo che diventa inabilitante per la persona che ne è colpita, sia nella vita privata, sia in quella professionale.

La depressione non è solo un disturbo che colpisce la singola persona, ma l’intero contesto familiare e professionale in cui la persona si trova ne subisce gli effetti. Spesso coloro che stanno intorno, pur animati dalla buona volontà, non sanno come reagire, come aiutare la persona colpita, oppure lo fanno in modi che non giovano a lei.

Anche se la questione è molto complessa e va calata nella singola soggettività di ciascuna persona, ci sono delle affermazioni o domande che sarebbe utile evitare di rivolgere ad una persona depressa. Queste le 10 principali:

 

  1. “E’ tutto nella tua testa, pensa positivo!”: sicuramente, come ci insegna la Psicologia Positiva, allenare la mente all’ottimismo, alla felicità, alla gratitudine aiuta molto a vedere la realtà in modo più utile e costruttivo, alimenta pensieri ed emozioni positive, ma non basta. Al contrario: si è visto che forzare la mente a pensare positivo, come alcune correnti New Age tendono a fare, sollecita l’amigdala, una parte del cervello che è connessa alla paura, quindi risulta altamente controproducente
  2. “Esci dal tuo guscio e dedicati al sociale!”: secondo la Psicologia Positiva dedicarsi al prossimo, fare volontariato, gesti di gentilezza, doni, alimenta molto il senso di ricchezza interiore, la gratitudine, il senso di utilità, l’autostima, il significato della vita e le emozioni positive. Quando, però, una persona è seriamente depressa questo tipo di affermazione induce enormi sensi di colpa, impotenza, disistima e ulteriore inutilità
  3. “Perché non fai un po’ di sport?”: lo sport, il movimento fisico, ancor più se all’aria aperta o in gruppo ha un forte potere antistress e antidepressivo. Quando però una persona è nel pieno di una depressione esortarla a praticare sport è come sottolineare i suoi sintomi di apatia,pesantezza, stanchezza, che la fanno sentire ancora più stanca, svuotata, incapace, inabile, inutile
  4. “Mangia qualcosa di buono!”: le nostre scelte alimentari influiscono ampiamente sul nostro stato d’animo. Quando siamo depressi, però, a volte perdiamo l’appetito, altre volte, invece, siamo attratti prevalentemente dai cibi insalubri, ricchi di carboidrati, zuccheri, grassi che possono temporaneamente risollevare lo stato d’animo, per poi farlo crollare peggio di prima, a causa dei picchi glicemici che innescano, i cali di serotonina, i sensi di colpa e il senso di dipendenza psicofisica a cui danno adito
  5. “Pratica un po’ di Meditazione o di Yoga!”: numerose ricerche hanno messo in luce che la Meditazione e lo Yoga possono contribuire ad alleviare i sintomi depressivi. Quando, tuttavia, si è di fronte ad una depressione conclamata la Meditazione e lo Yoga possono addirittura contribuire a peggiorare i sintomi depressivi, l’ansia e i pensieri di suicidio
  6. “Cercati un (nuovo) lavoro!”: avere un lavoro insoddisfacente, o non averlo affatto sono situazioni che possono innescare sintomi depressivi. Il lavoro contribuisce non solo al nostro sostentamento economico, ma è anche fondamentale per farci sentire utili, realizzati, soddisfatti, che sono ottimi antidoti alla depressione. Quando si è veramente depressi, però, non solo le energie sono carenti su tutti i piani, fisico, cognitivo, emotivo, ma anche le capacità decisionali sono inficiate dalla negatività di fondo che si prova in questa condizione e che potrebbe condurre a delle scelte avventate di cui ci si potrebbe pentire in seguito. Cerare lavoro, lasciarlo o cambiarlo quando si è nel pieno di una depressione e, in generale, prendere decisioni importanti non è particolarmente consigliabile
  7. “Lascia il tuo partner che ti rende tanto infelice!”: le persone che abbiamo intorno ci condizionano, influiscono sul nostro modo di pensare, agire, reagire e sul nostro stato emotivo. Le emozioni sono altamente contagiose. In questo senso non è detto che sia proprio il partner a influire negativamente su di noi. A volte le situazioni possono essere molto più complesse, con elementi di reciprocità e dipendenza. I veri problemi difficilmente stanno fuori di noi, ma nel nostro modo di vedere e interpretare la realtà. Quando si è fortemente depressi si tende a perdere la lucidità che è necessaria per guardare dentro se stessi e intorno a noi, finendo per proiettare i nostri stati d’animo a chi abbiamo intorno. Ancora una volta, in fase depressiva sarebbe meglio fare chiarezza dentro se stessi, magari con l’aiuto di un professionista, prima di prendere decisioni impegnative
  8. “Hai tutto quello che ti serve per essere felice!”: rivolgere questa esortazione ad una persona depressa la fa sentire ancora più svuotata, infelice, impotente, in colpa. Possedere beni materiali, o risorse personali, talenti, bellezza, non è sufficiente per state bene sul piano psicoemotivo. Quello che va cambiato è il modo con cui si guarda e considera se stessi, le risorse di cui si dispone e il mondo intero. Non si tratta di realizzare questo con un semplice sforzo di volontà, ma attraverso un percorso complesso e articolato che non sempre da soli si riesce ad affrontare
  9. “Sei sicuro che vuoi veramente stare bene?”: mettere in dubbio la buona volontà, le intenzioni, il reale desiderio di stare meglio di una persona depressa tende a suscitare ulteriore tristezza, senso di solitudine, isolamento, incomprensione, abbandono. Presuppone implicitamente il volere restare attivamente ancorati nella propria sofferenza, per qualche presunto beneficio o soddisfazione recondita che si potrebbe ottenere. Le persone veramente depresse non scelgono di stare male, la sofferenza è reale e il desiderio di stare meglio è autentico, solo che, a volte, non sono nelle condizioni di chiedere aiuto, soprattutto quando cadono così in basso che non hanno più neppure la speranza che un aiuto per loro possa arrivare e rivelarsi utile
  10. “Tutti hanno dei problemi!”: questa è, forse, l’affermazione che una persona depressa può percepire come più svalutante per se stessa e per la condizione che sta vivendo. La fa sentire non ascoltata, non compresa, sola, demoralizzata a contribuisce a fare percepire il mondo come un luogo ostile, minaccioso, dove i rapporti umani non offrono quel calore e quella comprensione di cui tanto avrebbero bisogno. Ci sono persone che quando ascoltano le difficoltà altrui, magari con buone intenzioni, aumentano il carico raccontando ulteriori problemi propri e anche altrui per fare sentire la persona meno sola e aiutarla a ridimensionare le sue percepite difficoltà. Purtroppo, però, l’effetto che suscitano nella persona depressa può essere devastante e possono portarla a ritirarsi socialmente ancora di più. Di fronte ad una persona depressa l’ideale sarebbe manifestare ascolto autentico, vicinanza, calore, empatia, non giudizio.

 

Stare accanto a persone affette da depressione non è facile, esattamente come per la persona depressa è pesante affrontare la sua giornata con i sintomi che la sua condizione comporta. Per questo motivo, a volte, può rivelarsi molto utile che non solo le persone depresse si facciano aiutare, ma anche le persone che sono loro più vicine, perché lo stress, l’ansia, i malumori che si possono a propria volta provare in tali circostanze possono essere molto intensi, difficili da gestire e contribuire indirettamente a ritardare la guarigione della persona depressa.

 

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