9 Segni che indicano che è ora di andare da uno psicologo

Andare da Psicologo

Può capitare a chiunque di attraversare un momento di difficoltà, un lutto, una separazione, la perdita del lavoro, un trasferimento all’estero, un furto, una rapina, tante e variegate sono le situazioni che ci possono mettere alla prova ogni giorno.

A volte anche piccoli eventi, ma ripetuti e protratti nel tempo possono metterci a dura prova, come ad esempio svolgere un lavoro fisicamente ed emotivamente usurante, avere contratti precari che non si sa se mese per mese verranno rinnovati, cercare di restare incinta, ma non riuscirci, avvertire il peso e la responsabilità di una persona cara o malata da assistere 24 ore su 24. Sono pressoché infinite le situazioni da affrontare nella vita, ma soprattutto possono essere molto diversi i modi in cui ciascuno di noi reagisce.

Nonostante i dati di una ricerca Enpap  pare che la richiesta di colloqui e percorsi dallo psicologo, ma anche di altre professionalità come lo psichiatra, lo psicoanalista,il motivatore, il life coach, ancora molti di noi sembrano nutrire delle resistenze verso il richiedere un aiuto professionale per affrontare le proprie difficoltà.

Non solo aumenta la richiesta di aiuto professionale, ma anche quello dei farmaci per la salute mentale. Tutto questo, però, nella maggior parte dei casi avviene nel più completo silenzio e riservatezza: pare che in 9 casi su 10 non si riveli ad alcuno che si sta andando da uno psicologo o altro professionista della salute, che si ha intrapreso un percorso o si stanno assumendo farmaci psichiatrici.

Ancora i pregiudizi e lo stigma sociale, quindi, sembrano essere molto radicati, anche se cresce l’interesse per gli argomenti legati alla psicologia, alla salute e al benessere psicofisico. Il rischio, in questi casi, grazie anche alle crescenti informazioni e risorse che si trovano nel Web, è il fai da te, con l’effetto non sempre positivo che può aggravare un disagio in corso e ritardare il momento della richiesta di aiuto..

 

Come capire se è arrivato il momento di chiedere aiuto ad uno psicologo o altro professionista del benessere mentale?

A seguire 8 segni che indicano che forse è arrivato il momento di farsi aiutare:

  1. Ogni emozione sembra esageratamente intensa: quando siamo stanchi, stressati, ogni piccola ulteriore sollecitazione sembra eccessiva. E’ la famosa ultima goccia che fa traboccare il vaso che ci dovrebbe fare capire che abbiamo proprio raggiunto il nostro limite di sopportazione e che è ora di occuparci di noi stessi e risolvere i nostri problemi. Una variante di questo comportamento può essere la tendenza a catastrofizzare, cioè l’inclinazione a ingigantire le piccole cose e a farne una vera e propria tragedia. Alla lunga questo atteggiamento può essere stancante, frustrante, stressante e finisce col renderci impotenti e apatici. Se tutto quello che viviamo ci sembra eccessivo, faticoso, stancante, se anche le piccole evenienze della vita ci diventano faticose, insopportabili, forse è arrivato il momento di comprendere le radici del nostro disagio e cercare di risolverlo
  2. E’ stato vissuto un trauma più o meno recente: le gravi e soprattutto improvvise perdite, gli incidenti, ad esempio, possono essere causa di grande travaglio interiore. Ciascuno di noi può reagire in modo differente: dolore, rabbia, apatia, ritiro sociale, insonnia, iperattivismo possono essere alcune delle più comuni manifestazioni che potrebbero giustificare la richiesta di aiuto ad uno psicologo
  3. La presenza di sintomi e malattie ricorrenti: quando siamo stressati, quando il carico emotivo e cognitivo da sopportare è molto intenso, anche il corpo ne subisce le conseguenze. Lo stress, il disagio emozionale possono dare luogo a manifestazioni fisiche di diverso tipo ed intensità: cefalea, gastralgie, sindrome dell’intestino irritabile, tachicardia, eruzioni cutanee, maggiore suscettibilità ai malanni virali di stagioni, a causa di un calo delle difese immunitarie se ripetuti, insistenti e non giustificati da comprovate cause organiche, possono fare pensare ad una eziologia prevalentemente psicologica e come tale di pertinenza di uno psicologo o altro professionista della salute mentale
  4. Si è diventati dipendenti da qualcosa: a volte per sfuggire al nostro disagio interiore ci aggrappiamo a qualcosa che ci sembra capace di distrarci. Alcool, sostanze stupefacenti, fumo, ma anche eccesso di cibo, sport, sesso, smartphone e altri dispositivi tecnologici, possono fare pensare ad un disagio emotivo sottostante da trattare in sede appropriata prima che si cronicizzi e diventi più difficile da affrontare e risolvere
  5. Le persone care cercano invano di aiutarci: le persone che abbiamo accanto sono quelle che per certi versi ci conoscono meglio, ma che nonostante ciò possono faticare molto a starci accanto e comprenderci quando abbiamo un problema. Spesso, inoltre, quando abbiamo una difficoltà possiamo reagire anche molto negativamente con chi, con tutte le buone intenzioni, magari prova a offrirci il suo aiuto. I famigliari, gli amici, i colleghi possono sicuramente aiutarci, ma fino ad un certo punto oltre il quale sarebbe più opportuno ricorrere a professionisti che si sono formati appositamente per stare accanto alle persone con un disagio emotivo al fine di offrire loro gli strumenti per poter stare meglio
  6. Gli amici sembrano non riconoscerci più: tra le persone con cui ci permettiamo di essere più autentici e spontanei ci sono i nostri amici, ancora più se di vecchia data. Se gli amici si mostrano stupiti di alcune nostre reazioni o comportamenti, se ci fanno notare che si sentono a disagio con noi, che appariamo loro strani diversi, irriconoscibili e questo viene manifestato non come un complimento, ma in forma di timore, preoccupazione, forse sarebbe bene fermarsi un momento, guardarsi dentro, comprendere cosa ci sta accadendo e nel caso ricorrere ad un professionista che ci possa aiutare a vedere meglio dentro di noi
  7. Trattiamo male i nostri familiari: le persone con cui condividiamo l’intimità e la quotidianità sono quelle che ci stanno più a cuore, per cui proviamo sentimenti profondi, ma, paradossalmente, proprio in virtù di questo, sono anche quelle che tendiamo a ferire più di frequente. Sono situazioni che si possono verificare, in ogni coppia, in ogni famiglia, ma se questi comportamenti diventano troppo frequenti, troppo intensi, o peggio ancora sfociano in forme di aggressività fisica, chiedere aiuto ad un professionista diventa una tappa quasi obbligata. Troppo spesso tendiamo a dare la colpa a qualcun altro di situazioni alle quali sono noi possiamo decidere interiormente se e come reagire
  8. Il nostro rendimento professionale sta declinando: i colleghi e i superiori sono tra le persone con cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo durante i giorni feriali. Sono persone con cui stiamo a stretto contatto e che potenzialmente riescono a notare in modo particolare non solo le nostre reazioni, magari accentuate, in condizioni di stress, ma anche eventuali, inspiegabili variazioni di produttività in termini qualitativi e quantitativi. Ricevere osservazioni, critiche non del tutto positive dovrebbe farci riflettere sulle cause del nostro rendimento professionale e nel caso indurci a chiedere un aiuto qualificato, magari anche solo per il tempo necessario per ritornare ai propri standard lavorativi
  9. Si perde l’interesse per ciò che di solito ci appassionava: tutti noi abbiamo periodi di alto e bassi, di passioni e di disinteresse, di ricerca di novità, o di ritiro in noi stessi. Quando, però, ci si sente stanchi, disillusi, svuotati, annoiati, quando questi vissuti sembrano sovrastarci, magari per un periodo che va oltre le nostre consuetudini, forse potrebbe essere il sintomo di un disagio ben più profondo che potrebbe essere utile indagare.

Ogni persona ha un suo specifico modo di reagire di fronte alle difficoltà, pertanto non esiste un modo unico giusto o sbagliato di reagire. Quando, però, le reazioni diventano molto intense, imprevedibili o tali da creare disagio, paura, preoccupazione non solo a se stessi, ma anche agli altri, forse, è arrivato il momento di fermarsi per fare un po’ di chiarezza dentro di noi ed eventualmente cambiare qualcosa di noi stessi, della nostra vita, del nostro lavoro.

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