Cosa rende bella una donna

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La psicologia della bellezza nella vita quotidiana

di Redazione ArmoniaBenessere

 

L’apparenza conta, e la prima impressione ancora di più. Sono sufficienti pochi millisecondi per creare una prima impressione che risulta molto difficile da modificare, anche con ripetuti successivi incontri.

Quasi tutti gli esseri umani desiderano fare una buona impressione al prossimo, essere accolti, accettati, ben voluti, amati. A qualcuno di noi viene più spontaneo e naturale avere le doti fisiche e di personalità per essere apprezzato e ben voluto da subito, a qualcun altro può risultare più difficile.

Per creare questa buona prima impressione curiamo l’abbigliamento, il make-up, il taglio e il colore dei capelli, l’igiene personale, la buona forma fisica del corpo e qualsiasi altra cosa ci possa aiutare a stare bene con noi stessi e con gli altri.

Perché la bellezza conta così tanto oggi?

Nella nostra cultura occidentale odierna la bellezza svolge un ruolo molto importante. Le riviste di moda propongono modelli femminili (ma anche maschili) improntati alla buona fisica, alla gioventù, alla buona salute. Questo ci spinge a investire grandi somme di denaro nell’acquisto di prodotti e servizi legati alla bellezza e alla salute: creme viso antirughe, rossetti, smalti, tinture per capelli, trattamenti estetici, peeling, massaggi rassodanti, snellenti, abbonamenti in palestra, chirurgia estetica, abbigliamento e molto altro.

In realtà, numerose ricerche storiche e scientifiche hanno messo in luce che la centralità della bellezza non è una prerogativa esclusiva dell’era moderna. La bellezza, infatti, rappresenta in ogni specie vivente la manifestazione esteriore di una costituzione genetica favorevole. Un corredo genetico sano e robusto assicura la sopravvivenza della specie.

Quando osserviamo per la prima volta un possibile partner, inconsciamente veniamo attratti da chi potenzialmente offre maggiori probabilità di continuare la trasmissione della propria specie. Anche se in ogni contesto sociale e culturale possono esserci delle variazioni nei canoni di bellezza – ad esempio nei contesti occidentali si predilige la donna con i fianchi stretti, mentre nelle culture in cui il cibo è più scarso rispetto all’occidente si preferiscono le donne dai fianchi più larghi perché indice di buona salute e adeguate risorse – vi sono degli elementi comuni a tutte le culture.

Quali sono i canoni universali della bellezza?

Il viso è senza dubbio il primo elemento capace di catalizzare l’attenzione di chi osserva. Affinché un viso possa essere definito bello, al di là di piccole peculiarità che possono variare di cultura in cultura, deve essere simmetrico e ben proporzionato. Ciascun viso differisce lievemente nella parte destra rispetto alla sinistra – in genere quest’ultima appare leggermente più grande rispetto alla prima – oltre che in relazione ad un modello ideale, o prototipo tipico della propria specie. Quanto più il viso si avvicina al modello ideale ed è simmetrico nei suoi emisferi, tanto più tende ad essere percepito come bello.

Ciascuno di noi ha dei canoni estetici personali, oltre che influenzati culturalmente e storicamente, in questo senso si può giustificare l’affermazione in base alla quale la bellezza in ampia parte risiede negli occhi di chi guarda. Purtuttavia vi sono degli elementi oggettivi da prendere in considerazione rispetto ai quali delle possibili deviazioni possono risultare poco gradevoli da vedere.

A nostra volta possiamo cercare di valorizzare il nostro volto con appositi prodotti, creme viso antirughe, massaggi defaticanti, make up capaci di mascherare le imperfezioni, taglio e colore dei capelli, orecchini, dieta disintossicante, un adeguato numero di ore di sonno, un bel sorriso, o al limite interventi di chirurgia plastica, anche se spesso tali strategie, oltre che per un aspetto meramente estetico, agiscono anche molto sulla nostra autostima e la possibilità di sentirci bene dentro il nostro corpo.

Il corpo nella sua interezza è un altro fattore che contribuisce alla percezione della bellezza. In modo particolare nel contesto occidentale sono particolarmente apprezzate le donne con un giro vita snello, di circa 70 centimetri di diametro. Anche questo particolare rimanda al potenziale riproduttivo e di continuità della specie che una buona forma fisica può verosimilmente assicurare.

Un abbigliamento adeguato alle proprie forme fisiche, oltre che alle occasioni sociali, una dieta sana ed equilibrata, una adeguata attività sportiva e in alcuni casi la chirurgia estetica possono contribuire a modellare le forme del nostro corpo per potersi sentire più a proprio agio con se stessi, oltre che con gli altri.

 Il circolo virtuoso della bellezza

La bellezza non è un mero fattore estetico. Rappresenta un potenziale dote che ci può fare stare bene con noi stessi così come con gli altri. È un elemento che può contribuire alla costruzione e al nutrimento dell’autostima, forse è anche per questo che le donne amano molto lo shopping, specie di abbigliamento, make-up, prodotti e servizi legati alla cura del corpo.

Al tempo stesso, però, essere belle non significa necessariamente essere in pace con se stesse e con una buona autostima. A volte la bellezza può diventare un’ossessione: si ha la sensazione di non averne mai abbastanza.

Nelle migliori delle ipotesi, però, numerose ricerche scientifiche hanno messo in luce che essere belle (questo vale, in realtà, anche per gli uomini) può comportare diversi benefici: la bellezza si associa ad una carriera professionale più brillante, a stipendi più elevati, a maggiore successo nelle relazioni affettive e amicali, a migliori risultati scolastici, e in generale a piccole e grandi agevolazioni che si possono ottenere nella vita quotidiana.

Pare che questo maggiore successo e vantaggi indiretti che sembrano associati all’essere belli si basino su una sorta di circolo virtuoso che si crea nella persona bella: essa si sente sicura di sé, ottiene quello che desidera, riceve conferme dei suoi talenti, la sua autostima si consolida, elementi questi ultimi che la inducono ad essere sempre più impegnata nel perseguimento dei suoi obiettivi al fine di raggiungerli.

In sintesi: belli in parte si nasce, in parte si diventa. La bellezza non è solo questione di estetica, ma anche di autopercezione, oltre che di percezione da parte di chi osserva. La bellezza non è solo un fattore di pura forma, ma anche di sostanza: dietro c’è sempre una persona con tanti altri talenti e risorse che sta a noi decidere di mettere a frutto per poterci realizzare nella vita e nel lavoro.

 

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