La dieta per il cervello: La MIND Diet

dieta-mind

Una rivoluzionaria dieta contro l’Alzheimer e i disturbi cognitivi
di Anna Fata

 

E’ risaputo che gli alimenti di cui ci cibiamo influiscono sulla nostra salute, fisica, cognitiva ed emotiva. A loro volta le condizioni fisiche ed emotive influenzano le nostre scelte alimentari. Anche le attività che svolgiamo, la presenza o meno di altre persone, i luoghi, la musica, i colori, gli odori, i rumori possono renderci propensi a mangiare alcuni cibi, oppure altri, in maggiore o minore quantità.

La sfera alimentare, quindi, non è semplicemente confinata all’atto del mangiare, ma è soggetta ai luoghi, i climi, le stagioni, le condizioni sociali, culturali, individuali, psicofisiche. Conoscere le caratteristiche degli alimenti, le esigenze del nostro corpo, anche in base al nostro stile di vita ci può aiutare ad alimentarci meglio e ad essere maggiormente in salute nel corpo e nella mente.

Una delle diete maggiormente studiate scientificamente è quella Mediterranea. Essa si basa su un largo consumo di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, latticini, olio di oliva, noci, semi e in misura minore carne bianca, uova e pesce. Tra i benefici principali vi è la prevenzione delle malattie cardiovascolari, metaboliche, gastrointestinali, tumorali e un allungamento della speranza di vita, grazie ai principi antiossidanti e disintossicanti contenuti negli alimenti su cui è basata.

Di recente una crescente attenzione è stata posta anche sull’approccio alimentare DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), sviluppato presso l’Università di Harvard, creato per ridurre l’ipertensione e molto simile alla dieta Mediterranea. Si basa su un ampio consumo di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, semi, noci, latticini, carne bianca, pesce azzurro, olio extravergine di oliva, ma riduce o bandisce dolci, cibi grassi, carne rossa, sale.

Dall’unione della Dieta Mediterranea e di quella DASH è nata la Dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurocognitive Delay) presso il Rush University Medical Center di Chicago. Essa è nata a partire dalla constatazione che la memoria può migliorare velocemente un’ora dopo avere consumato una bevanda proteica e declinare un’ora dopo avere bevuto una bevanda ad alto tasso di glucosio. Inoltre, una colazione a basso indice glicemico, in cui il livello di glucosio declina lentamente dopo avere raggiunto il suo picco, si associa a prestazioni migliori di memoria verbale durante la mattinata rispetto ad un pasto ad alto indice glicemico in cui i livelli di glucosio salgono e scendono assai velocemente.

In aggiunta a tutto questo si è rilevato anche che i benefici o i danni della nutrizione si estendono ben oltre il numero di ore successivo al pasto per estendersi negli anni.

Una ricerca condotta per 4 anni e mezzo su un gruppo di persone che hanno seguito la Dieta MIND ha messo in luce una riduzione del 53% del rischio di Alzheimer. Tale riduzione del rischio si è visto che non era correlato ad altri fattori connessi alla malattia tra cui età, sesso, educazione, attività fisica, obesità, infarti pregressi, diabete, ipertensione, ma solo alla Dieta MIND.

Inoltre, coloro che hanno adottato la Dieta MIND per 10 anni hanno riportato un decremento dell’età mentale di 7,5 anni. Queste conclusioni indicano che la Dieta MIND può essere utile non solo per ridurre il rischio dell’Alzheimer, ma anche per rallentare il normale processo di invecchiamento cerebrale.

 

La Dieta MIND include i seguenti cibi benefici:

  • verdure a foglia verde e altre verdure: un’insalata e un’altra verdura al giorno
  • noci: come snack la maggior parte dei giorni
  • frutti di bosco: specialmente mirtilli, almeno due volte a settimana
  • fagioli: una porzione a giorni alterni
  • cereali integrali: almeno tre porzioni al giorno
  • pesce: almeno una porzione a settimana
  • pollame: almeno due porzioni due volte a settimana
  • olio di oliva: come olio principale
  • vino: un bicchiere al giorno.

 

Viene raccomandato di minimizzare i seguenti alimenti nocivi per il cervello, che in alcuni casi sembra che possano provocare un restringimento del tessuto cerebrale:

  • carne rossa
  • burro e margarina: meno di un cucchiaio al giorno
  • formaggio: meno di una porzione a settimana
  • pasticcini e dolci vari: meno di una porzione a settimana
  • fritti e cibi da fast food: meno di una porzione a settimana.

 

Anche se la maggior parte delle ricerche sulla Dieta MIND sono correlazionali, per cui non è dimostrato che tale Dieta causi cambiamenti cerebrali, i ricercatori ritengono che tale Dieta possa avere un potere antinfiammatorio e antiossidante e che sia in grado di diminuire la morte dei neuroni e inibire lo sviluppo delle proteine beta-amiloidi che abbondano nel cervello delle persone malate di Alzheimer.

E’ evidente, in ogni caso, che ogni dieta possa contribuire ad una migliore salute psicofisica soprattutto se associata ad uno stile di vita sano che comprende anche una giusta qualità e quantità del sonno, attività fisica, esercizi per la mente, coltivazione delle relazioni sociali.

 

Leggi anche: 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Tag:, , , , , , , , ,

Related Posts

by
Previous Post Next Post
42 shares