Perché salvare il pianeta può aiutarci a stare bene

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I comportamenti ecologici come fonte di benessere psicologico
di Anna Fata

 

L’altruismo, in senso etimologico, rappresenta l’atteggiamento di chi si interessa e agisce per la sopravvivenza e il benessere dell’altro. Negli anni le ricerche psicologiche hanno messo in evidenza che questo atteggiamento fa stare bene non solo chi riceve, ma anche chi dà.

In questo senso, secondo alcune correnti psicologiche un vero e proprio altruismo, gratuito, disinteressato, privo di ogni aspettativa non esiste. Nutrimento per la propria autostima, autorealizzazione, senso di utilità, empatia, perseguimento dei propri valori di uguaglianza, rispetto, giustizia sono alcuni dei numerosi benefici che la persona altruista può ricavare dai suoi comportamenti.

Per gli economisti la prospettiva psicologica, sotto un certo punto di vista, può apparire contro intuitiva e antieconomica.

Cosa spinge le persone, in alcune situazioni, a focalizzarsi anziché sull’interesse individuale, su quello dell’altro o collettivo?

Quando ci si trova di fronte ad un “dilemma sociale” in cui vi è una asimmetria tra le parti, ad esempio come accade per i comportamenti ecologici, quali la riduzione dell’uso dell’auto personale, la raccolta differenziata dell’immondizia, l’uso di dispositivi tecnologici a risparmio energetico, sul piano economico e razionale le scelte in molti casi propenderebbero per la rinuncia alla collaborazione.
Eppure in molte situazioni le persone si comportano in modo inaspettatamente virtuoso.

Perché questo accade?

L’economista James Andreoni nel 1990 ha formulato la teoria “warm-glow living” per indicare quel vago senso di serenità, benessere, calore interiore che le persone sperimentano quando fanno la carità, agiscono con gentilezza, aiutano gli altri.

Se è vero che aiutare gli altri offre immediatamente questo sentimento di calore e benessere, grazie all’empatia e alla concreta percezione di vedere gli altri stare meglio, cosa giustifica un comportamento ecologicamente virtuoso, soprattutto se di ampio respiro, di cui non si riescono a percepire gli immediati effetti benefici?

In realtà si è visto che questo senso di benessere si percepisce concretamente anche quando si agisce a favore di cause più ampie e astratte come l’ambiente. Ad esempio, in una ricerca si è rilevato che quando le persone facevano qualcosa a sostegno dell’ambiente hanno percepito una temperatura più alta nella stanza in cui si trovavano rispetto a coloro che non avevano agito in modo ecologico. Tuttavia, il fatto che le persone si sentano bene dopo avere agito in modo virtuoso verso l’ambiente non spiega se l’hanno fatto perché pregustavano il senso di benessere che ne avrebbero derivato, anche se questo comportava un costo per loro.

Una risposta a quest’ultimo dubbio giunge da una recente ricerca pubblicata sulla rivista Nature Sustainability. In essa è stato chiesto ad un gruppo di persone come si sarebbero sentite in merito all’aiutare a ridurre i cambiamenti climatici. Dopo quattro settimane è stato domandato a queste stesse persone quale fosse il loro atteggiamento verso numerosi comportamenti a sostegno dell’ambiente, ad esempio acquistare prodotti a chilometro zero, affidarsi ad energie sostenibili, isolare adeguatamente la casa. Il risultato è stato che anticipare il senso di benessere che deriva dall’assumere comportamenti ecologici è in grado di predire la realizzazione degli stessi quattro settimane dopo. Questa conclusione risulta particolarmente evidente per tutti quei comportamenti che richiedono bassi costi, sforzi minimi per essere attuati e minore per quelli che necessitano di grandi costi e sforzi.

I risultati di questa ricerca sono congruenti con il pensiero del filosofo Peter Singer in base al quale le persone sono altruiste per motivi emotivi, più che logici e razionali. Ad esempio, anche se le persone si sentono molto bene nel riciclare, sul piano concreto questo non è il comportamento che determina il maggiore impatto positivo sull’ambiente. Lo è maggiormente, ad esempio, acquistare energia verde. Questa scelta si giustifica proprio con il fatto che per le persone vale di più il benessere interiore che deriva dall’agire secondo la propria morale interiore che non per motivi più razionali. Lungi dall’essere giusto o sbagliato quello che ne risulta ha comunque un impatto positivo sia per sé, sia per il mondo.

 

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