Come trovare il benessere con la Terapia Strategica Breve

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Uno strumento innovativo per ristabilire equilibrio e serenità
di Anna Fata

Mai come oggi si parla tanto di benessere, felicità, salute, serenità. Forse ne discutiamo tanto proprio perché, tutto sommato, ne siamo molto carenti.

Secondo i dati Istat risulta che attualmente in Italia soffrano di depressione 2,8 milioni di Italiani, circa 1 persona su 5, il quadruplo rispetto alla media europea. Non solo la depressione è il disturbo mentale attualmente più diffuso, ma pare che lo diventerà sempre di più in futuro. La diffusione è particolarmente alta specie tra gli over 65 anni, tra le donne e tra chi non lavora.

Anche l’ansia è un disturbo altamente diffuso, con 2,5 milioni di persone colpite, come testimoniato da un incremento esponenziale del consumo di farmaci ansiolitici. Spesso ansia e depressione appaiono associate, contribuendo a rendere ancora più complesso e doloroso il quadro clinico che, col tempo, se non adeguatamente trattato, tende a cronicizzarsi.

In aggiunta a tutto ciò, vi sono gli attacchi di panico che affliggono ben 2 milioni di Italiani in modo cronico, e circa 10 milioni ne hanno sperimentato un singolo episodio almeno una volta nella vita.

Le terapie per questi e molti altri disturbi psicologici e psichiatrici non sempre sono particolarmente efficaci. I farmaci da soli non necessariamente riescono a sradicare nelle fondamenta il problema una volta per tutte.

Le terapie psicologiche nel senso comune risultano per lo più lunghe, costose, e talvolta non del tutto efficaci. Esiste un’ampia variabilità, a seconda dell’indirizzo terapeutico, del paziente, delle circostanze, del momento di vita, del tipo di disturbo e del terapeuta stesso. La combinazione tra approccio farmacologico e psicoterapeutico, in genere, è quello che registra i risultati migliori e più solidi nel tempo.

Oggi, complice forse anche la nostra minore disponibilità di tempo e di risorse, si stanno affermando approcci psicoterapeutici più brevi, mirati alla risoluzione specifica di uno o più disturbi, come ad esempio la Terapia Strategica Breve.

E’ un approccio “evidence based”, cioè fondato sulle prove di efficacia clinica di un trattamento, formulato da Paul Watzlawick e perfezionato da Giorgio Nardone. Si basa sul costruttivismo radicale, la teoria dei sistemi, la pragmatica delle comunicazione, la logica strategica, la moderna teoria dei giochi.

Questo approccio terapeutico sembra essere particolarmente efficace per i piccoli e grandi disturbi che caratterizzano la società contemporanea.

Ne parliamo con il dottor Giorgio Ioimo Psicologo, Psicoterapeuta, specializzato in Terapia Strategica Breve a Firenze.

 

D: Ci spiega nello specifico in cosa consiste la Terapia Strategica Breve?

R: La Terapia Breve Strategica è un intervento focale, cioè si concentra sul raggiungimento di un obiettivo specifico. Si compone di due fasi: la prima consiste nello sblocco della sintomatologia invalidante, mentre la seconda nel consolidamento dei risultati raggiunti. Infine vengono svolti dei controlli periodici a cadenza mensile, bimestrale, trimestrale, semestrale ed annuale per garantire la durata dell’intervento nel tempo.

Questa caratteristica la rende particolarmente efficace nella cura dei disturbi clinici quali attacchi di panico, ossessioni compulsioni e bulimia con vomito.

 

D: Se e come può beneficiare i sintomi associati ad ansia, depressione, attacchi di panico?

R: I sintomi associati ad ansia e attacchi di panico vengono debellati attraverso due tecniche fondamentali: la prima è una immersione programmata nelle proprie paure guidata sia in seduta, sia attraverso degli esercizi a casa prescritti dal terapeuta e la seconda consiste nell’affrontare gradualmente dal vivo le situazioni temute.

Una volta ottenuto il risultato ci si concentrerà sul mantenimento dello stesso monitorando il tutto attraverso delle sedute più distanziate nel tempo, a cadenza quindicinale.

Infine vengono effettuati controlli mensili, bimestrali, trimestrali, semestrali ed annuali per garantire nel tempo il mantenimento del risultato e verificare le capacità personali del paziente nell’affrontare da sé eventuali difficoltà.

 

D: Oltre a tali disturbi, questa Terapia per quali altri sintomi e disturbi può rivelarsi indicata?

R: La Terapia Breve Strategica è indicata per disturbi invalidanti e specifici quali disturbo ossessivo compulsivo, bulimia e alcune forme di psicosi al fine di ridurre i ricoveri in ospedale.

Questa forma di Terapia è valida per i disturbi severi clinici poiché permette al paziente di gestire le acuzie ossia le crisi. Alcuni esempi possono essere attacchi di panico invalidanti da anni, gestione della rabbia classica dei disturbi di personalità borderline, disturbi ossessivi compulsivi e bulimia.

 

D: Se e quando, eventualmente, può essere controindicata?

R: La terapia Breve Strategica non è indicata per disturbi esistenziali ossia per tutte quelle forme di disagio che si allontanano dalle forme cliniche psichiatriche. Ad esempio se una persona affetta da disturbo borderline vuole lavorare su un obiettivo specifico quale il controllo della rabbia la Terapia Strategica può fornire un buon risultato ma, viceversa, se la medesima persona affetta dal medesimo disturbo, si presenta in modo asintomatico (non sono presenti alterazioni emotive evidenti) ed espone quale problema il voler dare una direzione alla propria vita: in questo caso la Terapia perde di efficacia.

Non è indicata per tutte le forme cliniche che si esprimono come difficoltà e non come disturbi invalidanti. Ad esempio un paziente borderline con sintomi sotto soglia non trova giovamento da questo tipo di terapia così come le forme leggere di depressione.

 

D: Ci spiega come si svolge una seduta tipo?

R: Una seduta tipo si svolge chiedendo qual è il tipo di problema e si analizzano le tentate soluzioni che il paziente ha messo in atto per risolvere da sé il problema.

Queste ultime di solito complicano il problema e quindi, per risolvere il disturbo, vengono proposte soluzioni differenti attraverso dei compiti specifici che il paziente dovrà mettere in atto, una volta tornato a casa.

Ad esempio un paziente agorofobico potrà, durante la settimana, munito di una piantina della sua città andare a sperimentare i limiti della sua paura esplorando l’ambiente circostante e via via verrà aiutato dal terapeuta a superare la sua paura ampliando sempre di più i suoi limiti.

 

D: Quando dura una singola seduta, con che frequenza avviene e quante ne sono necessaria per trattare definitivamente una patologia?

R: Una seduta dura circa 40 minuti ma, il tempo è soggettivo cioè ho avuto modo di incontrare dei pazienti che, una volta verificata l’efficacia dell’intervento, volevano semplicemente sapere l’evoluzione della tecnica e, dunque, le sedute si riducevano parecchio nel tempo.

Il tempo che ci si dà per sbloccare una sintomatologia sono 10 sedute e successivamente solo se si ha lo sbocco del sintomo ci si concentrerà a consolidarlo con altre 10 sedute più cadenziate nel tempo.

Infine saranno espletati dei controlli mensili, bimestrali, trimestrali, semestrali ed annuali.

 

D: Se i sintomi, a distanza di tempo, dovessero ripresentarsi, se e cosa consiglia di fare?

R: Se i sintomi dovessero ripresentarsi bisogna considerare se sono della stessa intensità, cosa alquanto rara.

Inoltre bisogna considerare come è riuscito a gestire il problema il paziente.

Se il problema dovesse preoccupare nuovamente il paziente di solito, ci si incontra prima della scadenza del controllo fissato, in modo da rafforzare le risorse del paziente.

 

D: Quale è il budget che si dovrebbe ipotizzare per effettuare un intervento terapeutico di questo tipo?

R: Il costo è adeguato nel senso che, compresi i controlli mensili, bimestrali etc…, il paziente spende meno di 2000 euro.

 

D: Per trovare un terapeuta nella propria zona di residenza cosa consiglia di fare?

R: Consiglio di interrogare Google scrivendo psicoterapia breve strategica Torino o Firenze o città di residenza in modo da poter scegliere tra un pool di specialisti formati appositamente in questo tipo di orientamento.

 

D: Nella sua esperienza, che consigli può offrire al fine di riconoscere un bravo terapeuta?

R: Un bravo terapeuta può essere riconosciuto da due fattori essenziali:

  1. le recensioni dei pazienti trattati in precedenza
  2. i tempi che devono essere indicatati con chiarezza dal terapeuta già dalla prima seduta.

In linea di massima in sei mesi devono esserci dei risultati, se questi non si manifestano vuol dire che o il terapeuta o la terapia non è efficace.

 

D: Infine, se una persona volesse intraprendere un percorso per diventare a sua volta psicoterapeuta con la Terapia Strategica Breve, come può fare?

R: Per diventare Psicoterapeuti specializzati in Psicoterapia Breve Strategica è necessario rivolgersi al Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo.

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