Cos’è la depressione e come si cura

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Farsi coraggio e pensare positivo non basta per curare la depressione
di Redazione ArmoniaBenessere

La depressione è uno dei disturbi mentali più diffusi al mondo ed è in continuo aumento. Secondo i dati Istat in Italia il 5,4% delle persone dai 15 anni in su ne soffre. Tra gli over 65 il problema si accentua ulteriormente, ben più della media dei Paesi europei raggiungendo l’11,6% contro l’8,8%. A farne maggiormente le spese sono i disoccupati, gli inattivi e le donne, che ne sono afflitte in percentuale quasi maggiore rispetto agli uomini.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i periodi della vita maggiormente a rischio d’incidenza della depressione sono l’età anziana, adulta, seguiti dall’infanzia e dall’adolescenza. In base a tale organizzazione la depressione è una vera e propria malattia, che come tale deve essere adeguatamente prevenuta e curata, per evitare rischi ulteriori e recidive. Non è infrequente, infatti, il rischio che le persone depresse tentino, e in molti casi portino a compimento, il suicidio.

Come se non bastasse, inoltre, la depressione spesso si accompagna ad altri sintomi e patologie, psichici e fisici, tra i quali in particolare: ansia, disturbi dell’alimentazione e del peso corporeo, dipendenza da sostanze, calo delle difese immunitarie, sindromi infiammatorie, insonnia, malattie dell’apparato digerente, patologie cardiocircolatorie.

 

Come si manifesta la depressione

La depressione non ha nulla a che vedere con gli alti e bassi dell’umore che, talvolta, possono accadere a ciascuno di noi. Coloro che cercano di farsi forza, di agire sulla forza di volontà o del dovere, di pensare positivo o semplicemente di rimettersi in movimento si rendono conto che gli sforzi che compiono per se stessi o per spronare una persona cara affetta da tale disturbo non sono sufficienti per risolvere questa condizione di estrema difficoltà.

Secondo l’American Psychiatric Association la depressione vera e propria (o depressione maggiore, o depressione endogena) è una patologia psichiatrica o disturbo dell’umore caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati da bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli.

Tale condizione comporta forti ripercussioni sulla qualità della vita personale, di relazione, affettiva, professionale, scolastica e sulla salute in generale.

Si può riconoscere per la presenza di alcuni sintomi, che possono differire in parte secondo la variabilità individuale:

  • umore depresso per ampia parte della giornata
  • perdita di piaceri e interessi
  • agitazione, iperattività oppure apatia e rallentamento
  • stanchezza, affaticabilità
  • disturbi di ansia e/o panico
  • insonnia o ipersonnia
  • perdita o aumento di peso
  • disturbi psicosomatici
  • difficoltà cognitive (calo di attenzione, concentrazione, memoria, problem solving, ecc.)
  • tendenza a isolamento, solitudine, ritiro sociale
  • sensazioni di impotenza, sfiducia, rassegnazione, inutilità, delusione, disistima
  • idee di suicidio e morte.

 

Le cause della depressione

In merito alle cause che possono predisporre alcune persone più di altre ai sintomi depressivi sono state formulate diverse ipotesi.

In senso ampio sono state ricondotte a tre grandi filoni:

  • i fattori genetici che sembra che mettano più a rischio coloro che in famiglia hanno parenti di primo grado con tale patologia
  • i fattori biologici connessi a squilibri dei sistemi neuroendocrini (serotonina, noradrenalina, dopamina) che regolano diverse funzioni somatiche, emotive, cognitive, comportamentali come il tono dell’umore, il sonno, l’appetito, le funzioni mentali
  • i fattori psicologici legati al modo emotivo, mentale, comportamentale di reagire ad esperienze di vita che possono renderci più inclini a tali reazioni depressive.

Di recente sono stati presi in considerazione sempre più anche i fattori psicosociali che riguardano le situazioni in cui ci troviamo, gli eventi che ci accadono che suscitano particolare stress e difficoltà in noi (ad esempio: lutto, licenziamento, bocciatura, trasferimento, trasloco, separazione, divorzio, bullismo, terremoto, incidenti, ecc.).

Inoltre, sembra che anche una dieta squilibrata (ad esempio carente di grassi Omega 3) possa innescare la depressione, così come la presenza di altre patologie pregresse (ad esempio infiammazioni croniche intestinali con relativo malassorbimento), oppure l’assunzione di alcuni farmaci, o di alcool o sostanze psicoattive.

In realtà sembra che la depressione, così come ogni altro disturbo psichico, sia una questione molto complessa e declinata in modo unico da persona a persona al punto tale che una unica causa fattoriale possa sembrare insufficiente per rendere ragione di tali vissuti.

Pare, quindi, che in realtà possa essere l’effetto di più fattori causali: una predisposizione personale, unitamente a meccanismi di reazione appresi che si inseriscono in circostanze particolarmente difficili da affrontare, puntuali, oppure che si protraggano già da molto tempo e che ad un certo punto diventano insostenibili.

 

Le terapie della depressione

La depressione si può curare. Proprio in virtù del suo essere molto invalidante e pervasiva per la propria vita privata, pubblica, professionale o scolastica andrebbe riconosciuta e trattata tempestivamente.

Essendo il suo esordio sempre più precoce, fin dall’adolescenza e in alcuni casi anche dall’infanzia, la tendenza alle recidive successive può essere molto forte e aumenta quanto più l’esordio della malattia è anticipato.

In primo luogo sarebbero necessari degli accertamenti medici per verificare lo stato di salute generale del corpo ed escludere eventuali patologie pregresse, abusi o carenze di sostanze che possono essere responsabili della depressione. In molti casi risolvendo il problema di salute o lo squilibrio anche i sintomi depressivi in maggiore o minore tempo tendono a svanire.

Questo approccio in ogni caso non esclude gli altri due trattamenti d’elezione che possono essere utilizzati singolarmente, oppure, meglio, congiuntamente, cioè quello farmacologico e quello psicoterapeutico.

Sul versante dei farmaci sarebbe consigliabile affidarsi ad un medico psichiatra esperto in questi disturbi che sappia valutare la condizione psichica e fisica della persona in modo da calibrare in modo accorto una eventuale terapia nella sua tipologia, dosaggio e durata.

Sul fronte della psicoterapia, invece, sono state effettuate diverse ricerche che attestano ottimi risultati di trattamento e cura grazie alla psicoterapia psicoanalitica e alla psicoterapia cognitivo comportamentale.

Di recente si sono aggiunte testimonianza positive circa gli effetti positivi anche della Meditazione o Mindfulness, da sola o in aggiunta alla psicoterapia, perché aiuta ad incrementare l’auto consapevolezza e a ridurre i pensieri ossessivi e la ruminazione mentale.

 

Come capire quale psicoterapeuta scegliere

La decisione di intraprendere un percorso psicoterapeutico è spesso una questione delicata e talvolta anche un po’ imbarazzante, ma di grande importanza nel processo di cura. Non sempre è sufficiente valutare il curriculum e la professionalità di un terapeuta, ma occorre anche basarsi sulla propria sensibilità personale.

A questo proposito abbiamo chiesto al dottor Adriano Legacci, Psicologo e Psicoterapeuta a Padova alcune indicazioni per effettuare una scelta corretta:

 

D: Si può guarire dalla depressione?

R: La risposta è sì, assolutamente. Attraversare nel corso della vita momenti di “proto-depressione” può essere fisiologico e perfino sano. Occorre però vigilare e impedire che questo stato diventi pervasivo e dominante. Tramite l’utilizzo di adeguate tecniche integrate è assolutamente possibile uscire dalla depressione e recuperare pienamente il piacere di vivere.

D: Esiste una depressione buona?

R: Sì esiste. Viene talvolta definita “proto-depressione”. Può segnalare il bisogno maturo della persona di entrare in contatto con se stessa, con le proprie parti profonde, di solito ignorate o dimenticate. Può indicare la necessità vitale di visitare da vicino quelle zone zone d’ombra dell’animo umano che gli uomini normalmente temono ma nelle quali sono nascoste preziose sorgenti evolutive.

La depressione sana è quella che consente all’individuo di soffermarsi temporaneamente, come il chicco di grano sotto la neve, a verificare le proprie aspettative e i propri limiti. Nel corso della lenta, faticosa ed entusiasmante costruzione della propria identità.

D: Quando la depressione è patologica?

R: Chi realmente soffre di depressione presenta un abbassamento nel tono dell’umore e una riduzione delle spinte vitali. Vengono meno la fiducia nelle proprie risorse e la speranza nel futuro.

Attività quotidiane che un tempo erano naturali e fonte di piacere – come accudire i figli, investire nei rapporti sociali, lavorare – possono diventare pesanti e talvolta impossibili. Tutto questo a volte toglie l’appetito e ruba il sonno, genera inquietudini e vissuti di ansietà che non danno pace. Altre volte, la sofferenza può mascherarsi in un corpo “dolente” (ad esempio, compaiono dolori diffusi, cefalee o preoccupazioni consistenti rispetto alla salute fisica).

D: Esistono tecniche semplici e veloci per uscire dalla depressione?

R: Il modo migliore per uscire dalla depressione è quello di intervenire sulle cause e le origini della depressione, di risalire alle origini del problema, tramite una psicoterapia introspettiva. Esistono però tecniche e strategie di tipo cognitivo comportamentale per accelerare l’uscita dalla depressione. Un ulteriore aiuto è fornito dai farmaci per la cura della depressione, in grado di abbreviare sensibilmente i tempi di guarigione.

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